venerdì 1 luglio 2011

Il turismo congressuale soffre la crisi. Italia regredita ai livelli del 2004


Chissà se tra qualche premio (vedi Rubini, Brambilla e via cantando), ai vari responsabili del turismo nazionale, magari non venga anche consegnata una qualsivoglia laurea ad honorem sul turismo per aver svolto bene quel lavoro per cui sono ben pagati?
Si sa mai che prima o poi, a talun Magnifico non venga in mente di omaggiarle, e naturalmente manco a dirlo. per motivi “meritocratici”?
Comunque in attesa di leggere l’allegra notizia da qualche parte, sono arrivati i dati (da me tanto attesi) sulla congressistica italiana svoltasi il 30 giugno a Rimini.
Ebbene, ma non c’era alcun dubbio; l'Europa vola e l'Italia arranca.
Ma guarda un po'!
Un settore, quello congressuale, che nella sola Riviera di Rimini nel 2010 ha fatto fatturare 421 milioni di Euro, con un aumento di presenze del 7% rispetto all'anno precedente. Dati più in linea con l'Europa (in crescita dell' 8%) che con il resto d'Italia, dove il congressuale è calato del 9% nel 2009 e del 11% nel 2010.
"Il dato preoccupante - ha spiegato il presidente di Federcongressi, Paolo Zona - è che nel 2010 siamo tornati a livelli di occupazione, presenze e fatturato analoghi a quelli del 2004/2005. Abbiamo perso 5 anni di lavoro e di valore aggiunto. Sicuramente il 2011 sarà ancora un anno difficile, però ci auguriamo che nel 2012 si possa tornare per lo meno ai livelli del 2007".
Analisi dei dati e strategie di rilancio sono l'obiettivo del nuovo Convention Bureau nazionale, annunciato dal Ministro Brambilla al BTC dell'anno scorso e affidato al direttore dell'Enit, Paolo Rubini. Un ente che però si scontra con una carenza cronica di risorse.
Cosa serve promuovere l'Italia nei paesi emergenti del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) se poi i consolati non hanno i fondi per rilasciare i visti? "In Cina - ha detto Rubini - ne vengono fatti appena il 30% di quelli richiesti, e l'Italia perde ogni mese 15.000 turisti".
E fin qua tutto bene; la disamina può essere anche giusta.
Però mi chiedo: “Perché spendere 3.234.000 EUR (circa 170.000 a tappa) per un “carrozzone” (Magic Italy in tour) che sta girando l’Europa per pubblicizzare il marchio Italia e che non da e non darà risultato alcuno (anzi) considerato il modo con cui è stato organizzato, e non averli invece impegnati ('sti sghei) per cose sicuramente più produttive (vedi fondi per i Consolati della Cina per emettere i visti necessari) e cosette più utili in tempi di ristrettezze economiche?”
In questo caso, io userei i loro, vale a dire quelli del (lauto) stipendio, che considerata l’utilità del lavoro svolto, ne darebbe finalmente un senso.
E ora un po’ di crono storia per farvi capire l’andazzo del “razzo” a cui siamo inconsapevolmente e forzatamente sottopposti e che potete trovare qui e poi qua.
C’è anche da dire che secondo le statistiche ufficiali della World Tourism Organization (WTO), il turismo congressuale e i viaggi d’affari, in genere, rappresentano il 16% di tutti gli arrivi internazionali, e dal punto di vista finanziario questa percentuale sale ulteriormente.
Inoltre l’importanza dell’industria turistica congressuale è ancora maggiore se si considera che questo genere di viaggi viene effettuato principalmente nei periodi di bassa stagione (destagionalizzazione), rappresentando quindi una componente molto rilevante per l’operatività durante tutto l’arco dell’anno.
Dulcis in fundo, il congressuale è un turismo che produce mediamente per ogni congressista una spesa di circa 240 euro al giorno che vengono spalmati sulla città tra pernottamento, trasferimenti, ristorazione, tipografie, hostess, interpreti, fornitori d’impianti e piante, senza contare tutto il resto.
Confidando nel MICEItalia e nel Paolo Zona ma non certo nel Convention Bureau nazionale del Resca, Rubini o chi per loro (PatrickHoffnung), aspettiamo di reinserirci in Europa con le stesse percentuali degli altri, perchè se fosse per quest'ultimi, campa cavallo ... e manco li cani.

28 commenti:

vinc ha detto...

@Luciano

Da quando in qua parli bene di Paolo Zona?

Cosa succede?

;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Vincenzo

Ti dev'essere sfuggito qualcosa perchè, a parte quando ha detto che la Brambilla è brava in occasione nella nomina a presidente dell'UNTWO, senza però sapere che la cosa non è che sia un gran pregio e che fu la stessa a richiederne la qualifica, per il resto non ho mai detto male, anzi.

Ma dì, sei mica un pò distratto?

;-)

frap1964 ha detto...

Ma come... ma non c'erano già due anni fa ben tre miliardi di euro "a condizioni eccezionali" pronti e disponibili anche per il congressuale?

Ma come mai Brambi nel 2009 e 2010 ha presenziato al BTC e nel 2011 invece nisba?
Ma guarda un po'...
Ma vuoi vedere che era troppo troppo impegnata ad organizzare la terza giornata nazionale de "La Coscienza degli Animali" (domani) e ahimé, a malincuore, ha dovuto "tradire" il suo collegio nazionale d'elezione?

Eh... ma con gran dispiacere però, proprio con la morte nel cuore. ;-)

Luciano Ardoino ha detto...

Infatti
“Entro la fine dell’anno verrà istituito presso il Ministero il Convention Bureau Nazionale e sarà seguito, in fase di costituzione, da Eugenio Magnani, Coordinatore della struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia. Tra gli obiettivi, quello di creare almeno tre poli congressuali in ogni regione.”

Lo ha annunciato il Ministro del Turismo, l’on. Michela Vittoria Brambilla alla cerimonia di inaugurazione della XXV edizione della Borsa del Turismo Congressuale, che si è svolta presso la Nuova Fiera di Roma, il 5 e il 6 novembre 2009.

Positivo il giudizio del Presidente di Federcongressi Paolo Zona che auspica per il futuro Convention bureau nazionale che “tenga in considerazione in modo significativo il ruolo tecnico-professionale e anche politico di chi fa delle attività promo-commerciali di una destinazione il proprio operare quotidiano."

Federcongressi ha la sua ricetta fronteggiare con maggiore efficacia sia le difficoltà economiche che quelle di interlocuzione istituzionale: vitalità e compattezza associativa. Il networking tra le imprese, infatti, sarebbe, secondo Zona, un passo indispensabile per lo sviluppo di una vera politica nazionale per il congressuale.

Il Ministro Brambilla annuncia poi che il plafond del piano “Italia&Turismo”, promosso negli scorsi mesi, ha raggiunto i 3 miliardi di euro grazie all’ingresso di altri tre istituti bancari (il Monte dei Paschi di Siena, la Bnl e la Banca Popolare dell'Emilia Romagna). Un fondo a disposizione delle imprese turistiche per finanziare, a condizioni e tassi agevolati, i propri progetti di sviluppo, fruibili in oltre 20.000 sportelli bancari disseminati su tutto il territorio nazionale. E commentando gli ultimi dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) sul consuntivo 2008/2009, sottolinea come la performance dell’Italia, pur di segno meno in termini di presenze, sia stata migliore di quella dei nostri principali competitors europei: -4% rispetto al -14% della Francia, il -9,4% della Spagna, il -10,5% degli Usa, il -12,2% della Grecia.
segue...

frap1964 ha detto...

Comunque alla conferenza stampa d'apertura c'erano i due amiconi Paoli, Rubini e Zona.
Oggi invece, Ore 11.00-12.00
Pad. C1, stand Convention Bureau Italia 144-146/179-181, Conferenza Stampa MICE Italia - Un progetto interregionale per il rilancio del sistema congressuale italiano.
Relatori:
Caterina Cittadino, Capo dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo
Paolo Rubini, Amministratore Delegato Convention Bureau Nazionale
Cristina Scaletti, Assessore al Turismo Regione Toscana
Paolo Zona, Presidente Federcongressi&eventi
Paolo Audino, Amministrato Delegato TTG Italia ed Exmedia
E' stato invitato il Ministro del Turismo Michela Brambilla (ma mi sa che ha dato forfait... tra i suoi appuntamenti non risulta). Ohibò!

Luciano Ardoino ha detto...

I dodici mesi compresi tra il II semestre 2008 e il I semestre 2009 sono stati comunque durissimi per il settore congressuale, come attesta l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Congressuale Italiano, presentato nell’ambito della Btc. Tutti gli indicatori infatti sono negativi, segnando un calo sia per il numero di incontri (107 mila, con una riduzione del -3,52% rispetto al medesimo periodo precedente), sia per il numero di partecipanti (che non raggiungono i 19 milioni, con un calo del -9,68%) che per le presenze congressuali (sotto i 30 milioni, pari al -13,58%). In pratica, il settore torna a livelli inferiori rispetto al 2004.

Le due macrotendenze sono rappresentate dalla riduzione della dimensione degli incontri, in caduta libera soprattutto nel segmento dai 1000 in su (con una tenuta miglior di quelli dai 50 ai 100 congressisti) e la “regionalizzazione” dei congressi, mentre si riducono fortemente sia quelli nazionali che, ancor più, quelli di carattere internazionale. La mancanza di un forte brand Italia dal punti di vista congressuale è, stando ai dati del rapporto, il fattore di maggiore debolezza sul piano della tenuta della quota di mercato del nostro paese sul piano mondiale, con effetti altamente negativi in termini di fatturato del comparto.

L’unica segmento a tenere è stato il corporate, laddove è calata moltissimo la domanda dalle associazioni culturali, sportive e religiose e anche quella delle associazioni scientifiche, specialmente nel II semestre 2008 (-3,9%), pur migliorando nel I semestre 2009 (+5,1%).

A livello di tipologie congressuali l’unica buona performance l’hanno registrata le residenze storiche, che registrano un incremento del numero di incontri in tutto l’anno pari al +3%. Tengono un po’ di più i centri congressuali, mentre la crisi si fa sentire in tutta la sua forza per gli alberghi e soprattutto le altre sale congressuali.
segue ...

Luciano Ardoino ha detto...

Il trend nella difficoltà congiunturale attraversata dall’economia internazionale, infatti, è di ridurre le dimensioni degli incontri, favorendo i centri congressuali e soprattutto, a livello di destinazioni, le grandi metropoli per la maggiore accessibilità e le destinazioni turistiche, per ragioni di convenienza economica.

In particolare, secondo il Focus dell’Osservatorio sulle cinque maggiori destinazioni congressuali italiane (Roma, Milano, Firenze, Torino e Rimini), a fare la parte del leone, a livello nazionale, sia per giornate di presenza (3,5 milioni) che per numero di congressisti (1,7 milioni) e soprattutto per permanenza media (2 giorni), è Roma. Milano invece risente molto della riduzione della dimensione dei congressi e della permanenza media, mantenendo il primato solo per il numero degli incontri (21.685). Dai dati aggregati comunque spicca l’ottima performance di Firenze che non registra segni negativi in nessun indicatore d’analisi e in nessun periodo considerato, mostrando di essere l’unica grande destinazione congressuale in grado di battere la sfavorevole congiuntura economica.

Roma in ogni caso – annuncia Pierluigi Borghini, Presidente Eur spa – in vista di sapere cosa sarà della candidatura alle Olimpiadi del 2020, entro 27 mesi vedrà operativa la nuvola di Fuxas, uno dei maggiori centri congressuali mondiali. Le difficoltà di accessibilità che affliggono ancora la Nuova fiera di Roma, prosegue Borghini, potrebbero essere risolte con la realizzazione di una monorotaia che dovrebbe unire l’Eur e la Fiera. Intanto il governo avrebbe stanziato 10 milioni di euro per la ristrutturazione del Palazzo delle Civiltà quale sede permanente del Made in Italy e Lifestyle Italiano, così da rafforzare l’asse congressuale Eur-Fiera.

La prossima edizione della Btc, però, lascerà Roma per spostarsi al Nuovo Palacongressi di Rimini, anticipando inoltre i tempi al 1 e il 2 luglio 2010. Causa, spiega la società organizzatrice della Fiera, Exmedia, la mutata stagionalità del settore che ha fatto di novembre un mese caldo per gli operatori congressuali.
(08/11/2009)

Luciano Ardoino ha detto...

E poi l'11 maggio di quest'anno ... RIMINI - ... la Brambilla ha annunciato l'arrivo di un finanziamento del ministero del Turismo, in favore del settore congressuale in Emilia-Romagna, di 6,3 milioni di euro.

;-)

Luciano Ardoino ha detto...

Però non ci sono i soldi per i Consolati e quindi per fare i visti.
Uno dei due Paoli (non Gino) dice che se ne perdiamo 180.000 all'anno.
Sarà vero, sarà falso, saràh Ferguson?

Boh?

P.S.: Ma poi quei tre mld di euro che fine hanno fatto?

frap1964 ha detto...

E poi leggiti questo... che mi pare un tantino diverso da quanto affermato appena un mese prima. O no?

Alla faccia della coerenza. ;-)

sergio cusumano ha detto...

Questo vi è scappato?


Costituita nel febbraio scorso, la società è una controllata dell'Enit di Matteo Marzotto (ente commissariato da due anni e in attesa di un nuovo cda). L'obiettivo era quello di creare un soggetto unico per promuovere e favorire il business congressuale in Italia, tanto che dal ministero sono arrivati anche 7 milioni di euro come dotazione.

Tutto il pezzo lo trovate qua con delle altre cose interessanti.

http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefsettimanali/View.aspx?ID=2011062418970367-1

Luciano Ardoino ha detto...

@Frap

Si si seppi.
E se devo dirti la verità preferisco la seconda versione.
E ricordi quei 20 minuti che furono tagliati dal video del Zona?

;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Sergio

Beh adesso non esageriamo.
Comincio a non capirci più niente.

E da dove spuntano quei 7 mln?

Eccheccavolo!

:-(

Luciano Ardoino ha detto...

@Sergio

Ma cosa ci fa quell'articolo sul sito del MEF?

... ENTI NEL MIRINO 2 COMMISSARIAMENTO ENIT Brambilla fa le nomine all'Harry's bar di via Veneto A Roma non è un segreto per nessuno. Per incontrare il ministro Michela Brambilla basta andare in cima a via Veneto. E lì, tra i tavolini dell'Harry's bar, che la titolare del Turismo fissa appuntamenti, incontri ed elabora alcune decisioni per il suo ministero. Una presenza quella della Brambilla che nel tempo le ha consentito di instaurare una consuetudine con Rino Lepore, titolare del locale di via Veneto. Perciò per chi conosce il ministro non deve essere stata una sorpresa la scelta di azzerare anzitempo il consiglio di amministrazione di Convention Bureau spa, una controllata dell'Enit a sua volta vigilato dal ministero del Turismo, e di scegliere proprio Lepore come nuovo componente del cda. Già, per la neonata Convention Bureau spa i primi mesi di vita sono stati un vero travaglio. Costituita nel febbraio scorso, la società è una controllata dell'Enit di Matteo Marzotto (ente commissariato da due anni e in attesa di un nuovo cda). L'obiettivo era quello di creare un soggetto unico per promuovere e favorire il business congressuale in Italia, tanto che dal ministero sono arrivati anche 7 milioni di euro come dotazione. Un piccolo tesoretto considerando i tempi di vacche magre. A marzo è stato nominato il nuovo consiglio e ne facevano parte Paolo Rubini, attuale Matteo Marzotto (al centro) a una iniziativa sponsorizzata dall'Enit. Sotto, Michela Brambilla direttore generale dell'Enit nonché fedelissimo della Brambilla visto che è stato responsabile della banca dati dei Circoli della libertà, Laura Colombo, storica assistente della Brambilla, ed Eugenio Magnani, un altro stretto collaboratore del ministro del Turismo. Il guaio è che l'operazione (raccontata da il Mondo) non è passata inosservata innescando una serie di interrogazioni parlamentari. Motivo per cui a maggio, con la scusa di un cambio di statuto che riduceva il numero di consiglieri da cinque a tre, si è azzerato tutto. Con un dettaglio: Rubini è l'unico a essere rimasto, mentre sono usciti Colombo, Magnani e Paolo Zona. Quest'ultimo era il solo ad avere un qualche titolo, dato che è il presidente di Federcongressi. Ma non gli è stato sufficiente per salvarsi. Non a caso la federazione che raccoglie gli operatori del settore congressuale è furibonda con la Brambilla. Che peraltro ha tirato dritto e rifatto le nomine confermando Rubini e scegliendo come presidente Mario Resca (consigliere di Mondadori e di Eni, nonché direttore per la valori77a7ione del patrimonio artistico al ministero dei Beni culturali) oltre che Lepore. Difficile dire quali siano le competenze e l'esperienza del titolare dell'Harry's Bar di Roma nel settore del turismo congressuale: di certo è un uomo dalle mille relazioni. Talvolta non proprio raccomandabili. Secondo Stefano Todini, ex proprietario del Café de Paris (altro famoso locale di via Veneto finito in mano alla malavita), è stato Lepore a portargli come acquirente Damiano Villa/i, un barbiere nullatenente di Sant Eufemia d'Aspromonte, che, in base alle ricostruzioni degli inquirenti, era un prestanome del boss Vincenzo Alvaro.

A.D.

???

vinc ha detto...

@Luciano

Non facevi prima a mettere il link che fare il copia incolla?

:-D

frap1964 ha detto...

Un mese prima dichiari che ti dissoci completamente e che la tua associazione non intende essere confusa in alcun modo con il CBN.
Un mese dopo, nello spirito che ha sempre contraddistinto la propria azione, sei pronto a sostenere le iniziative che da oggi il Convention bureau vorrà prendere, purché riflettano l’interesse generale della meeting industry italiana ?

Dopo che in CdA hai sostenuto che la nomina di un direttore generale NON era la prima cosa da fare?

Ma che serietà è?

Mah... che sia andato a prendere un aperitivo all'Harry's Bar con MVB e dai siam tutti amici come prima?

@Sergio
Articolo moooooooolto interessante!!

Luciano Ardoino ha detto...

Beh, volevo solo usarvi una cortesia.

Sic!
;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@frap

Si sarà reso conto d'aver esagerato, perchè in quella posizione non si può fare una conferenza stampa come l'ha fatta.
Infatti ...

:-)

vinc ha detto...

@Luciano

e vabbè!

;-)

frap1964 ha detto...

E poi ci troveremo
con la ministar
a ber gli aperitivi
all' Harry's Bar

O forse
non la incontreremo mai
ognuno a rincorrerla lo sai
ognuno col suo viaggio

ognuno diverso
ognuno in fondo perso
e con "affari" suoi...


;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@frap

'So ragazzi!

E conferma arriva dal commento che ha fatto il Paolo Rubini sul blog.

A da passà 'a nuttata ...e acqua sotto i ponti perchè diventino degli ometti adulti adulti.
;-)

sergio cusumano ha detto...

@frap


:-D

Francesco Pedroni ha detto...

Cosa succede qui.
Si vede che è venerdì e cuori e corpi sono allegri.
Più di venti commenti in meno di mezz'ora non era mai successo.
E vai!
:-D

Francesco Pedroni ha detto...

Se non aspettavate altro di vedermi per non commentare più.

:-(

polson ha detto...

@ frap1964
A proposito di "leggiti questo"... Forse sarà meglio che impari a leggere un comunicato fino in fondo e a capire il significato fra le righe... Non sempre si può dire quel che si vuole in modo diretto...

frap1964 ha detto...

@polson
Assicuro che il tono di "leggero sarcasmo" del comunicato era palesemente individuabile.
Così come la piroetta di 360° rispetto alle dichiarazioni in conferenza stampa di appena un mese prima; con filmato opportunamente "depurato" di domande e risposte alla stampa, rispetto alla versione originariamente pubblicata.
Che
Non sempre si può dire quel che si vuole in modo diretto...
Concordo: delle volte sarebbe anche preferibile tacere, imho.

centro congressi napoli ha detto...

Purtroppo è vero il turismo congressuale ha attraversato una fase di profonda crisi che si è protratta anche per un pò, ma sembra che adesso le cose stiano migliorando

Luciano Ardoino ha detto...

Ne sono convintissimo poichè ho molta fiducia nel Paolo Zona.

Sbaglio?