giovedì 6 settembre 2012

Con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così che abbiamo noi che viviamo a Genova ...


Si dice che una città per profetizzarsi turistica, così si spera, debba per prima cosa diventare pulita, e con tutte le sue cose messe in ordine e al posto giusto.
Ma ora un passo indietro.

Giuseppe Bado è un ingegnere che da da un po' di tempo è in pensione (neanche poi molto però), e da qualche anno siamo diventati dei buoni amici.
Mentre Giovanni Torri, l’elettrotecnico, sua eterna “spalla” (sono quasi sempre insieme) che forse è meglio definire il suo “gran collaboratore”, si sono studiati di dare una mano a Genova.
E perdinci e anche perbacco, ci riescono anche per bene.
Poi da quando sono comparse a dare un considerevole apporto anche la Milena Pizzolo e l'arch. Irene Mura, le cose sono andate anche meglio.

Ho conosciuto Bado nel negozio di mia moglie che fa la fiorista in una zona del centro città, dove ho ormai “costruito” la mia sede per il lavoro che più mi si addice; il turismo.
Da li, quando sono in Italia, riesco a sbrigare molte di quelle faccende che sono pertinenti al mio mestiere e a “mantenere” questo blog (ma lo faccio anche quando sono all’estero) e che mi “costa” tempo e fatica.
Vabbé!

Bene detto questo, una mattina di oltre sei mesi fa, mi si presenta Giuseppe che lamentando il fatto che pur dannandosi l’anima per poter risolvere alcuni problemi del circondario dove vive e dimora, sia la stampa, la politica (ma questo lo si immaginava di già) e il Comune di Genova, ebbene m'informa che da questi viene ignorato a tutto spiano.

Poiché scrivevo su di un giornale qualche “fondo” a tempo perso, manco a dirlo sul settore del turismo, poi che questo blog ha parecchi contatti giornalieri, e non ultimo il fatto che politicamente (a gratis) sono stato, e ancora sono, il resp. del turismo per conto di quelli che sia di me che del turismo non frega praticamente nulla, Giuseppe mi chiede di dargli una mano per eliminare l’ostracismo dei sopraddetti.
Magari con qualche mia conoscenza perché presumeva ch’io ne avessi a volontà.

Essi, eccome no, con quella massa di ($^*censura§!#) il mio nome non se lo filano proprio.

Quindi mi narra di ripetute sue mail inviate al tal Tizio e a quel tal Caio amico del tal Sempronio (stampa, politici e Comune) da cui però non ebbe mai il più semplice parere, o il solo sapere se almeno avessero ricevute quelle missive.
Un totale incomprensibile menefreghismo.

E pensare che le causali che quei due (Giuseppe e Giovanni) mettevano sul piatto, erano di validissima opportunità sia per gli uni che per gli altri, e in più a gratis.
Infatti le medesime che il buon Giuseppe s’ingegnava a distribuire da tutte le parti, le inviava anche a me per Cc, e da queste ne appuravo la buona consistenza nonché l’ottima fattibilità.

Un continuo ma inutile tentativo per migliorare l’andazzo di un piccolo quartiere di questa città attraverso dei documenti comprensivi di studi e di progetti dove addirittura venivano elencate le modalità da affrontare per evitare inutili sprechi o dispersioni monetarie, quelle che poi altrimenti notoriamente si riversano sulla cittadinanza con nuove tasse, balzelli e chissà che altro.
Studi e progetti il cui costo era, e ancora è, immancabilmente dovuto alle loro sole tasche … vabbé, poche “palanche” ma tanto lavoro (ved. progetti a lato nel blog).

Segnaletica stradale deteriorata, confusa o sbagliata; marciapiedi rotti o divelti dall’usura del tempo o dall’imbecille di turno; pali piegati a mo di canna da pesca; erbacce in ogni dove … insomma, l’incuria generale che regna qui in ogni angolo della città.

E in più, come già detto, schemi, foto e dei dettagliatissimi progetti per la viabilità del territorio con annessi e connessi.
Bene, gli chiedo il nome che vorrebbe dare all’ambaradan e via di corsa (in un solo giorno) gli preparo un blog (Il Comitato di Via Montello), gli fornisco dei conoscenti della zona che eventualmente lo possono aiutare per la ricerca di quello che non va, e la cosa è fatta.
Già dai primissimi giorni si nota un andirivieni sulle quelle pagine di curiosi e non, di gente che le problematiche della sua zona le teneva dentro di se chissà da quanto tempo.
Alcune sono valide mentre altre invero sono pertinenti ai propri porci comodi che non sto qui a dire.
Però Giuseppe e Gianni le esaminano tutte e con la caparbietà che li distingue dalla massa di nullafacenti, traggono le conclusioni, aggiustano e continuano a notiziare chi di dovere.

Il blog prende campo e sia la stampa che il Comune (anche i Municipi) cominciano a considerare il loro lavoro e le disamine appaiono come d’incanto sulle testate dei quotidiani cittadini, mentre le risposte del Comune di Genova non tardano ad arrivare.
Ah dimenticavo Caio (la politica), beh; quella no, l’ha ancora da arrivare, ma già si sapeva.

Passano i mesi e anche i cittadini delle altre città italiane s’accorgono della bontà del progetto, mentre da Genova ancora no.
Poi vengo a sapere che a Venezia esiste una cosa simile, e vale a dire una pagina web gestita dal Comune, e dove tutti i cittadini possono inserire i loro “mugugni”, costruttivi per carità; e non tutte le “belinate” che vengono in mente.

Ecco, questo era proprio quello che m’ero prefissato, e cioè che in ogni quartiere della città nascessero degli altri blog che elencassero le magagne da risolvere, magari per opera di quella gente che usa più il tempo per lamentarsi che per fare invece qualcosa di utile, anche per dare almeno una parvenza di città pulita e ordinata.
E non da meno per agevolare l’interesse dei preposti nel Comune, fargli risparmiare del tempo e del gran denaro che se vai a ben vedere, sono sempre i soldi nostri.
Poi ci sarebbe bisogno di qualche tecnico di ‘ste cose per collegare i vari blog con uno che raccolga il tutto nel Comune di Genova o qualcosa di similare.
Io queste cose non le so.
Missione compiuta per una piccola fetta di Genova … poi per il resto vedremo, anzi, vedranno.
Io avrei anche dell'altro da fare.

That’s all!




12 commenti:

Jennaro ha detto...

Ottimo lavoro, Luciano!! :)

B. C. ha detto...

Ottimo davvero, non ne avevi mai parlato.

Come mai?

vinc ha detto...

@Luciano


Sotto sotto tu ne combini di tutti i colori, neh?

E poi dici che non bisogna a farti i complimenti!!!!

;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro


Proprio mica male quell'idea che hanno avuto a Venezia.


@Vincenzo

Se non la finisci non rispondo mai più

;-)

Gianni ha detto...

Ultime dal web

Per "la prima volta nella storia del turismo italiano" ad agosto si è registrato un calo di presenze complessive negli alberghi (-1,1%), composto da un -3% di italiani ed un +2,1% di stranieri. Lo afferma il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, secondo il quale a luglio, invece, la flessione complessiva delle presenze alberghiere è stata "pari al 5%, caratterizzata da un -8,9% di italiani ed un +0,2% di stranieri".
"L'andamento del turismo alberghiero italiano a luglio e agosto di quest'anno (rispetto allo stesso periodo del 2011) fa segnare un risultato a due velocità - spiega Bocca -. Luglio ha mostrato una flessione complessiva delle presenze alberghiere pari al 5%, caratterizzata da un -8,9% di italiani e un +0,2% di stranieri". Il bimestre luglio/agosto ha quindi segnato un -6% di italiani, a fronte di un +1,1% di presenze di stranieri.

In otto mesi fatturato giù del 10%
I primi otto mesi 2012 (rispetto allo stesso periodo del 2011) fanno segnare una perdita del 2,6% di presenze nel settore del turismo alberghiero, con gli italiani a -5,6% e gli stranieri a +1,2% e un calo di fatturato stimabile attorno al 10% a "causa dei prezzi fermi ormai da 3 anni e di accorte politiche tariffarie difficili da sostenere a lungo".

La crisi pesa anche sull'occupazione
Le difficoltà si sono fatte sentire anche per chi lavora nel settore turistico: nei primi 8 mesi del 2012 infatti il settore alberghiero ha perso il 2,6% di occupati, rispetto allo stesso periodo del 2011. Si tratta di un "calo generalizzato", spiegano a Federalberghi, con una perdita del 2,8% per il personale a tempo indeterminato e del 2,5% per quello a tempo determinato.

Luciano Ardoino ha detto...

@Gianni

Chi, Bocca?

Abbé, sibbé


;-)

Francesco Pedroni ha detto...

Solo tu puoi avere queste idee!!!!!!!


Bravo bravissimo

:-D

Luciano Ardoino ha detto...

♫♪♪♫ Figaro qua Figaro la ♫♪♪♫


B. C. ha detto...

Turismo Verde-Cia rileva la "tenuta" dell'agriturismo, che fa registrare nei primi otto mesi dell'anno un lieve aumento (+1%). Complice il "boom" di agosto con 1,5 milioni di presenze e i prezzi rimasti invariati.
Nell'anno in cui il turismo italiano crolla e le ferie d'agosto subiscono un calo "storico", la vacanza in campagna resiste alla crisi e tiene rispetto alle altre categorie ricettive, riuscendo a spuntare nei primi otto mesi del 2012 un leggero aumento di poco superiore all'1 per cento. Complici i prezzi invariati e la scelta degli italiani di soggiorni brevi in localita' vicine. Lo afferma la Turismo Verde, l'associazione nazionale agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori, in occasione della diffusione dei dati di Federalberghi sull'andamento della stagione turistica. Un segno piu' -spiega Turismo Verde-Cia- che e' trainato dai picchi di presenze registrati soprattutto nel week-end di Pasqua, nei lunghi ponti del 25 aprile e del primo maggio e nel periodo estivo agli sgoccioli. In particolare, il "boom" di agosto con piu' di 1,5 milioni di ospiti e le prenotazioni di settembre fanno prevedere un aumento di soggiorni in campagna stimato fino al 3 per cento. La crisi, quindi, ha almeno in parte risparmiato l'agriturismo, che per molti italiani ha rappresentato la formula ideale per un'estate improntata al risparmio e condizionata dal potere d'acquisto sottoterra e dal caro-benzina alle stelle: tutti fattori che hanno "accorciato" le rotte e i tempi dei soggiorni. Ma a premiare la vacanza in campagna e' stata soprattutto la politica accorta della categoria, che ha puntato moltissimo sulle offerte rivolte ai week end lunghi e ai soggiorni settimanali, moltiplicando i "last minute" e i "pacchetti" sempre piu' personalizzati (offerte coppia, offerte famiglia, percorsi benessere).

B. C. ha detto...

Con un totale di circa 5 milioni di pernottamenti nell'estate 2012 tiene l'agriturismo che fa segnare pero' una riduzione del tempo medio di permanenza e un aumento delle prenotazioni last minute. E' la Coldiretti a tracciare un primo bilancio sul turismo in campagna nell'estate 2012 sulla base delle indicazioni dell'associazione agrituristica Terranostra. La necessita' di ottimizzare il rapporto prezzo/qualita' e la scelta di trascorrere le vacanze non lontano da casa ha favorito l'agriturismo rispetto alle altre forme di alloggio come l'albergo. Se complessivamente la vacanza in agriturismo ha tenuto su valori dello scorso anno, la situazione - sottolinea la Coldiretti - appare a macchia di leopardo sul territorio nazionale con preoccupazioni ad esempio nelle isole maggiori per la mancanza di una adeguata politica infrastrutturale e dei trasporti. Si guarda peraltro con ottimismo - continua la Coldiretti - al mese di settembre preferito dagli amanti della vacanza nella tranquillita' della natura che possono peraltro beneficiare di offerte e sconti fino al 30 per cento (www.terranostra.it). Le aziende agricole autorizzate all'esercizio dell'agriturismo sfiorano in Italia - sottolinea la Coldiretti - le 20 mila unita con 385.470 posti a sedere a tavola autorizzati e 206.145 posti letto. Le aziende sono relativamente piu' concentrate nel Nord del Paese, dove si rilevano il 45,3 per cento delle aziende mentre seguono il Centro (34,1 per cento) e il Mezzogiorno (20,6 per cento). Toscana e Alto Adige, con 4074 e 2990 aziende, si confermano i territori in cui l'agriturismo risulta storicamente piu' rilevante.

L'attivita' agrituristica e' significativa anche in Lombardia, Veneto, Umbria, Emilia-Romagna e Piemonte (con oltre 1.000 aziende) e in Campania, Lazio, Sardegna e Marche (con oltre 700 aziende). Piu di un'azienda agrituristica su tre - conclude la Coldiretti - e a conduzione femminile.

B. C. ha detto...

I turisti stranieri hanno riscoperto la Sicilia e la Campania e hanno premiato nuovamente l’Emilia Romagna, ma molti hanno scelto come meta di vacanza anche il Veneto e l’Emilia. Disdegnate invece Puglia, Toscana e Friuli Venezia Giulia. Secondo le rilevazioni di Federalberghi per i mesi di luglio ed agosto, grazie ai turisti di oltre confine le due regioni meridionali sono riuscite a mettere a segno questa estate una crescita delle presenze alberghiere; Campania +2,4% (-0,1% italiani e +4,6% stranieri) e Sicilia +0,6% (-5% italiani e +11,9% stranieri). Segno positivo (+0,2%) anche per il Veneto (-6,2% italiani e +4,7% stranieri). Nessuna variazione rispetto al 2011 per l’Emilia Romagna che però segna un boom (+11,7%) di stranieri; situazione simile per il Trentino Alto Adige (-0,1%) che accresce gli stranieri del 7,6%. All’opposto della classifica la Toscana, che vede calare del 10,6% le presenze alberghiere, frutto di un -14,6% di italiani e di un -6,8% di stranieri. Male anche la Sardegna (-7,1%, composto da -10,8% di italiani e -1,3% di stranieri), la Puglia (-6% con una flessione dell’8,2% di stranieri) ed il Piemonte (-4,8% ma dovuto al crollo degli italiani). Infine, leggermente negativa la Lombardia (-0,8%) che piace comunque oltreconfine (-1,3%). In calo anche i turisti in Liguria (-2,9) e nel Lazio (-2,8%), che comunque mantiene le presenze alberghiere estere (+1,9%).

sergio cusumano ha detto...

Ottimo davvero


:-D