venerdì 7 maggio 2010

Roma val bene una Messa




Da queste pagine ho fatto più volte professione d’amore (imprenditoriale, per carità, mia moglie Antonella può stare tranquilla) per chi, oltre alle parole d’innovazione turistica, dà anche un seguito coi fatti.
Fino ad ora tante belle parole, ma di quello che poi hanno prodotto, forse è meglio lasciar perdere.
D'aldronde il fare è il nostro punto debole a differenza del dire, dove siamo da sempre, i campioni indiscussi del mondo.
Comunque continuo ad informarmi nella speranza che qualcosa cambi anche “se si sa” che con questa gente, chi vive sperando muore…., ma non m’arrendo (non è nella mia indole) e leggo che il vice di Alemanno, Mauro Cutrufo, dichiara che dal 2012, a Roma, inaugureranno una serie di turismi: golfista, diportista, crocerista, dei convegnisti, fieristico e dei parchi a tema.
Cavolo, un gran bel “parlare” e sono completamente in accordo con lui, però subito mi sovviene un grande problema; il traffico a Roma.
Oddio, cercare d’incrementare il turismo a Roma è cosa buona e giusta e da qui spesso l’ho scritto, ma pensare di risolvere il tutto con una sola dichiarazione d’intenti; beh, questa è un’altra.
Anche perché la previsione immagino sia quella di fornire una buona organizzazione in prospettiva delle Olimpiadi del 2020.
Della situazione attuale del traffico romano ne siamo tutti a conoscenza, anche di chi, come me, vive in un’altra città, ma il pensare che per risolvere il problema del traffico tra gli interventi da effettuare ci siano solo la riorganizzazione del trasporto pubblico, il potenziamento: della rete tranviaria, metropolitana, servizi ferroviario e parcheggi di scambio per 2,7 milioni di abitanti; beh, forse qualcosa ci manca.
E non saranno certo due nuovi sottopassi (Castel Sant'Angelo e all'Ara Pacis) elencati nel programma "Roma libera dal traffico" del 28 settembre scorso, né tantomeno un ponte sul Tevere fra Ostiense e Fermi e la riunificazione di Villa Pamphili e qualcos’altro a risolvere i gravosi problemi che un incremento dei turisti, in percentuale del 30%, dovrebbero dare.
Credo invece che il Cutrufo, o chi per lui, debba necessariamente fare qualche viaggetto (di lavoro), diciamo a Barcellona, Londra e Parigi, tanto per iniziare, e guardarsi un po’ in giro; strade e parcheggi sotterranei, Congestion Charge, e tante altre belle cosine che siano eventualmente da ricopiare.
Chissà se però avranno voglia d’imparare o sanno invece già tutto?
Ah dimenticavo, la qualità; perché a Roma, come in Italia, non è che per i turisti ce ne sia poi troppa.
A meno che non sia quella "regalata" un tanto al chilo, come ho già più volte detto.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Colpito!!!
Io da Roma non avrei saputo descriverlo meglio il problema.
La conosci così bene?
B.C.

vinc ha detto...

Certo che Roma è la peggiore per traffico di tutte le città che conosco e dove spesso sono per lavoro.

Condivido!!!

frap1964 ha detto...

Giusto oggi ero a Roma ed era un po' che non ci andavo. La stazione Termini è a tutti gli effetti un centro commerciale. Esci e siccome stanno adeguando il nodo metropolitano di Termini c'è il caos totale.
Preso da lì un autobus piuttosto vetusto, mentre il conducente attaccava sul vetro un foglio di carta col numero vettura scritto a mano (roba da terzo mondo).
Persone mediamente scortesi che ti rispondono a monosillabi a semplici domande.
Quanto al traffico, caos totale è dire poco. Con 'sti romani che si mandano al diavolo l'un l'altro dai finestrini delle loro auto, mentre suonano il clacson e procedono a 5 km orari, se va bene (E 'namoo!).
Muri coperti di graffiti.
Ho avuto la netta percezione di una distanza sostanzialmente abissale rispetto ad una moderna e civile capitale europea.
Ma senti i romani e, secondo loro, Roma è tanto bella così.
Che dire? De gustibus.

Luciano Ardoino ha detto...

@ B.C.

No, non troppo.
Ma quel poco che vedevo durante i miei tragitti per recarmi all'estero, mi era più che sufficiente per capire che non ha nulla per competere con le altre grandi capitali europee e mondiali.
Siamo alle solite, tante belle parole e via.
;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@frap

Quella del numero sul vetro dell'autobus è una chicca non da poco.
Neache a Genova che in queste cose non brilla di certo.
A dire il vero non brilla proprio in niente.
A Firenze com'è?

Anonimo ha detto...

La riprova di quanto tempo si perda in città, ce lo da la Vision and Value, una società di consulenza che opera per conto di Regioni ed Enti locali in Italia e per la Commissione Europea ed altri organismi internazionali all’estero che, prendendo in riferimento le più grandi città italiane, ha stilato una sorta di classifica che ha tenuto conto di quanto tempo si perda negli ingorghi cittadini.

Roma caput mundi, si diceva, ma anche capitale del tempo perso imbottigliati all’interno dell’abitacolo, visto che nella capitale d’Italia ogni anno si sprecano 481 ore. Non sta per niente meglio Torino, con 445 ore, Genova con 370 e Bologna con 300 ore perse all’interno dell’abitacolo dell’auto.

Se poi volessimo sapere anche quanto tempo si perda per attraversare la città da un estremo ad un altro, riecco Roma in pole position, visto che è la città più caotica d’Italia richiedendo un’ora per spostarsi, mezz’ora occorre invece a Bologna. E non si pensi di certo che perdere ore e ore in coda sia solo una seccatura, tutt’altro, questi contrattempi costano alla collettività qualcosa come il 10% del Pil italiano, cento miliardi di euro, sempre secondo le stime di Visiono and Value, al punto che, se a Bologna servono 216 milioni di euro, 143 a Genova, 900 ne occorrono a Torino, mentre nella capitale d’Italia il tempo perso in auto dai suoi abitanti incide, niente poco di meno che, un miliardo e ottocentomilioni di euro.

E se una volta tanto vogliamo svettare in testa alle classifiche europee, anche se ancora una volta tale primato non ci sembra per nulla positivo, anzi, l’Italia è l’unico Paese dell’UE che negli ultimi trent’anni ha visto aumentare la mobilità del 214% contro il 140% calcolato sulla media europea.

Ritornando al problema della mobilità, innumerevoli i fattori, l’endemica grana riferita ai trasporti pubblici, la constatazione di quanto le nostre città siano di fatto antiche e di certo poco adatte ad una mobilità in auto, la scarsa propensione degli italiani ad andare a piedi, col risultato che si perdono ore e ore in auto, come visto, eppure, il 50% degli spostamenti nelle nostre città non supera i 5 chilometri anche se nel traffico, conti alla mano, ci invecchiamo!