martedì 6 luglio 2010

1.031.151.840,00 di euro che il turismo non sa che ci sono ?

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Sono 1.031.151.840,00 gli euro che l'obiettivo Convergenza, previsto nell'ambito della politica di coesione 2007/2013 e della nuova programmazione dei Fondi strutturali, è destinato alle regioni meno avanzate per quanto riguarda gli Attrattori culturali, naturali e turismo.
Questi soldi arrivano dall’Europa e per averli basta presentare lo straccio di un programma, naturalmente ben definito, ma “lor signori” non l’hanno ancora fatto ("zero" euro richiesti al 28 febbraio 2010) e andrà a finire che, come ahimè già successo per altri settori, …. li perderemo?
Ma vediamo cos’è.
L’obiettivo Convergenza riguarda gli Stati membri e le regioni il cui PIL pro capite è inferiore al 75% della media comunitaria ed è volto ad accelerare la convergenza degli Stati membri e delle regioni in ritardo di sviluppo, migliorando le condizioni per la crescita e l’occupazione attraverso l’aumento e il miglioramento della qualità degli investimenti in capitale fisico e umano, lo sviluppo dell’innovazione e della società della conoscenza, dell’adattabilità ai cambiamenti economici e sociali, la tutela e il miglioramento della qualità dell’ambiente e l’efficienza amministrativa.
L’obiettivo Convergenza si attua negli Stati membri a livello regionale.
Tale obiettivo si propone con un duplice approccio.
Da un lato, il rafforzamento della competitività e dell’attrattiva delle regioni attraverso programmi di sviluppo regionale finanziati dal FESR, anticipando i cambiamenti economici e sociali e sostenendo l’innovazione, la società della conoscenza, l’imprenditorialità, la protezione dell’ambiente e la prevenzione dei rischi.
Dall’altro, mediante programmi nazionali o territoriali di livello adeguato finanziati dal FSE, si tenderà a potenziare l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese nonché a garantire lo sviluppo di mercati del lavoro per rafforzare l’inclusione sociale, in linea con la strategia europea per l’occupazione.
Per l’Italia le regioni ammissibili sono Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, a cui si aggiunge la Basilicata ammessa a beneficiare di questo obiettivo a titolo transitorio (phasing out).
L’Obiettivo Convergenza viene attuato in Italia attraverso 5 Programmi Operativi Regionali (POR) e 2 Programmi Operativi Nazionali (PON) finanziati dal Fondo sociale europeo (FSE), e da 5 Programmi Operativi Regionali (POR) e 7 Programmi Operativi Nazionali (PON) finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale(FESR).
L’ammontare complessivo destinato all’Obiettivo Convergenza sono circa 43,6 Mld di euro per il periodo di programmazione 2007/2013.
Di tale ammontare circa 22,0 Mld di euro sono cofinanziati dallo Stato attraverso il Fondo di Rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie di cui alla legge 16 aprile 1987, n.183, mentre 17,8 Mld sono cofinanziati dal fondo FESR e 3,7 Mld dal fondo FSE.
Le risorse finanziarie programmate sono, pertanto, così ripartite:
1. Fondo di Rotazione 50,37%;
2. FESR 41,01%;
3. FSE 8,62%.
Il livello di attuazione complessivo dell’obiettivo convergenza è pari, rispettivamente, al 6,49% per i pagamenti e al 14,76% per gli impegni.
Il livello di attuazione dettagliato per fondo presentano pagamenti pari 6,20% per il fondo FESR e al 7,88 per il fondo FSE.
Il fondo FESR ha impegni pari al 14,55%, mentre il FSE presenta impegni pari al 15,37%.
Tutto questo per dirvi che siamo nelle mani di …. mettetela voi la parolina che più pensate s’addica.

9 commenti:

frap1964 ha detto...

Se capisco bene, quella prima voce attiene al Programma Operativo In-terregionale 2007-2013 (si legge QUI).
Mi sa che le Regioni puntano anzitutto a spendere i fondi relativi ai POR; sono pronto a scommettere che le procedure per i POIn sono nettamente + macchinose, al punto che le Regioni, probabilmente, desistono.

Luciano Ardoino ha detto...

Esatto!

Però puoi pensare che un team di persone (tantissimi) che dovrebbero essere idonee (naturalmente meritocraticamente scelte) per il raggiungimento, anche attraverso procedure macchinose, di eventuali importi che possono risollevare le sorti di una regione eccetera eccetera...desistano per il motivo che non ci riescono?
Beh, se devo dirla per intero .... lo credo anch'io ed è stato il mio primo pensiero.
Ohibò.
:-(

Anonimo ha detto...

Naturalmente meritocraticamente scelte .....

B.C.

sergio cusumano ha detto...

Nichi Vendola: "Vorrei chiedere al Ministro Tremonti di usare più prudenza nelle sue diurne dichiarazioni contro il Mezzogiorno, soprattutto in tema di fondi europei. Vorrei evitare di ricordargli quali siano i dati ancora più “scandalosi” vengono fuori dalla gestione dei fondi comunitari gestiti dai Ministeri.
Basta scorrere le Tabelle del Rapporto Strategico 2009 redatto dal Dipartimento Politiche di Sviluppo del Ministero degli Affari Regionali per verificare che sul totale dei Fondi comunitari gestiti dai Ministeri (PON), che ammonta a circa 11 miliardi di euro, i Ministeri interessati (Sviluppo Economico, Ricerca, Ambiente, Interni, Infrastrutture) hanno speso poco più di 732 milioni di euro, pari al 6,7 % della dotazione disponibile. È evidente che la “cialtroneria” delle Regioni del Mezzogiorno ha prodotto comunque performance migliori, in termini di capacità di spesa, rispetto ai responsabili delle misure gestite direttamente dai Ministeri."

sergio cusumano ha detto...

Un'altra parte dei fondi, che arriva in regione, funziona così:
La Startup del sud, presenta un progetto alla regione che ci mette il 50%, (l'altro 50% ce lo mette l'Europa)

La regione poi presenta il progetto al ministero per chiedere questi soldi e lì viene seppellito perchè i soldi non ci sono.

L'Europa non ti dà i fondi se prima non ce li metti tu stato Italiano e quindi di cosa stiamo parlando?

Le regioni non spendono i fondi dell'Unione Europea perchè per spenderli, devono averne da parte altrettanti, altrimenti l'europa non dà nulla.

Quindi come potevano le regioni del Sud, spendere 11 miliardi se per spenderli dovevano averne da parte altri 11?

Luciano Ardoino ha detto...

@Sergio
Il mio riferimento è fatto e rivolto a Dubai e a quanto affermato recentemente dalla Brambilla in merito all'impegno preso dai resp. di quel Paese per il nostro meridione in ambito turistico.
Se è vero che s'impegnano a venire è chiaro che qualcosa bisogna costruire d'infrastrutture o altro che fa parte del programma europeo.
Quindi .... non credo che ti debba dire il come fare per far quadrare il cerchio.
Che Dubai sia in ristrettezze economiche non ci crederò mai, troppo importanti il porto e l'aeroporto per lo scambio eccetera eccetera con quei Paesi, quindi una mano, e ripeto mano, lava l'altra... e ci becchiamo quei fondi europei.
O no?
:-)
Tu dai una cosa a me (diciamo 11 miliardi di euro) e io do una cosa a te (costruisco per 22 miliardi).
Poi ci sono le costruzioni alberghiere e ...vabbè, hai capito.

Luciano Ardoino ha detto...

Dimenticavo di dire che allo stato non costa niente e ai signori di Dubai, la metà.
Mi auguro che ci siano arrivati a questa semplice conclusione.
L'unico scoglio sarebbe che bisogna controllare il come e il dove vengono spesi questi soldi.
Che cavolo, uno onesto che ben pagato non ricorra a "ruberie" dovrà pur esistere in Italia?

Anonimo ha detto...

Gentile Dott. Ardoino

A volte la soluzione non è così semplice.

§Pagato§

Luciano Ardoino ha detto...

@£Pagato£

Nessuna soluzione è semplice, soprattutto quando non la si conosce.
;-)