lunedì 14 novembre 2011

Qualcuno dica a Mario Monti che, nonostante la Brambilla, il turismo in Italia esiste ancora


Quindi al Monti toccherà l’ingrato compito dei tagli (lacrime e sangue) e della ripartenza dell’economia, cose che dovrebbero (ripeto dovrebbero) essere affini e ripercorrere le 39 richieste di quella Banca europea.
La famosa lettera di Draghi e Trichet per dirla in breve.

Resta da vedere se queste “lacrime e sangue” saranno solo le nostre o se eventualmente qualche goccia toccherà pure anche alla Casta; magari per diritto “divino” ma va bene anche quello terreno.
Vabbè, per capire basterà tirare le somme alla fin del tenzone (differenza dei tagli a noi e dei tagli a loro), e cioè quando avremo perso anche le braghe di tela che ancor ci rimangono (seghe e gassose) per darci un "taglio", mentre a loro, "presumibilmente", continueranno le … donne, caviale e champagne a volontà.

Che se poi se andiamo a ben vedere, non è che la responsabilità sia tanto da imputare a noi, eh no di certo; ma a quei “galantuomini” che hanno regnato (e che ancor ci sono e che ci saranno ancora per chissà quanto tempo ... maremma maiala) per decadi e decadi sul suolo nazionale, e che quando passano per strada, la gente, quelli che si sentono “migliori” (gli interessati, i ruffiani eccetera eccetera) li osanna e riverente s’inchina.
Pagliacci, gli uni, gli altri e chi pensa sia giusto fare così!

La politica è una fabbrica di illusioni.
Un cretino che venga eletto per grazia ricevuta pensa subito d’essere immortale, se poi diventa ministro o sottosegretario è persuaso di essere stato scelto addirittura da Dio.
E per capirlo è sufficiente guardarli camminare per strada (non proprio tutti ma sicuramente una gran parte), notare il modo che hanno nel proporsi alla gente o sentirli e vederli in TV.
Loro dicono di saper tutto su tutto, ma in verità non sanno una benemerita mazza, bimazza e trimazza.
Ma hanno l’arroganza di … si dice che uno dei recentissimi ministri dimissionari di cui non si è scoperto il nome, abbia fatto richiesta alla Camera di un ufficio di 300 metri quadri possibilmente “con vista”.
Mah!
L’altra mattina, a conferma di questo, ho acceso la radio nel tragitto che da casa mi porta al lavoro, e su una di queste locali ma molto famosa, ho sentito l’elucubrazioni di un tal Tizio (politico di chiara fama) che ben conosco.

Dava sapienza sulle infrastrutture della città con qualche accenno ai problemi della Sanità.
Dopo alcune ore l’ho rivisto ad una TV privata (anche questa notoria), dove arzigogolava evanescenti parole e saggia dottrina (se lo crede lui) sull’istruzione e università.
Gesù volle che lo stesso giorno l’abbia incontrato alla sera; s’era vicini di tavolo in una simpatica pizzeria e con me s’è messo a profetizzare … naturalmente di turismo, visto che l’è l’unica cosa di cui un po’ me ne capisco, e che m'ha permesso di comprendere in breve tempo, che di questo settore se ne capisce tanto quanto un'insetto nocivo e per di più anche rompiballe.
Ora dico … vabbè, meglio di no, tanto è comprensibile a tutti quello che stavo per dire.
Ma torniamo al Mario Monti che nonostante debba assolutamente “marcare” la ripartenza economica e quindi aziendale del BelPaese … del turismo e di chi andrà a presiederlo (probabilmente un sottosegretario sotto le attività produttive) non si sa niente.
Notare che il turismo ha il maggior impatto sul Pil della nazione … e internazionalmente è ritenuto l’oro del terzo millennio.
Quindi cosa vogliamo aspettare?
Siamo mica qui a far pascolare le zebre agli incroci delle strade tanto per parafrasare qualcuno.
Alcuni diranno che prima di questo c’è da pensare ai nomi dei ministri … ma a quanto sembra sono già tutti belli pronti, e non dall’ultimo minuto ma già da qualche tempo, presumo.
E il turismo che contribuisce a circa il 10% dell’intero prodotto lordo e della forza lavoro?
Poi se andiamo ad esaminare l’età dei “papabili”, beh …

Umberto Veronesi ha 86 anni.
È uno dei più insigni medici italiani, è vero. Ma è stato ministro della Sanità vent’anni fa, e poi di nuovo dieci anni fa. A quasi novant’anni, è lui il più papabile nella rosa dei ministri del futuro governo Monti.
Giuliano Amato di anni ne ha 73. È stato sottosegretario alla presidenza del consiglio, ministro del Tesoro, addirittura premier.
E scorrendo la lista del totoministri si trovano anche Ugo De Siervo e Cesare Mirabelli che hanno 69 anni, Lanfranco Senn di 68, Carlo Secchi 67, Lorenzo Ornaghi 63, Antonio Catricalà, 59, Rolando Mosca Moschini 72, Carlo Dell’Aringa 71…

Sono highlanders?
Davvero non c’è nessuno di più giovane in grado di prenderne il testimone?

P.S.: ... e per il turismo possibilmente nessuna "cariatide" e tantomeno qualcuno dei "soliti famosi" per piacere!

28 commenti:

vinc ha detto...

Il programma Napolitano-Monti porterà l’Italia in recessione. Da qui a due anni (se Monti regge per due anni), l’Italia sarà in recessione: lo dicono i dati europei di oggi, li ho letti sul “New York Times”. Finora abbiamo parlato della politichetta italiana, ma il partito numero uno, in Italia, è quello della gente che non va a votare: gente che sarà protagonista della crisi, sottoposta al programma di Monti che è la realizzazione della lettera di Draghi e Trichet che ci impone di ridurre il nostro reddito del 20%. Mario Monti è un uomo della Trilaterale, del Bilderberg, dei grandi centri di potere. E’ stato uomo della Goldman Sachs, che ha gestito per lungo tempo. Quest’uomo non viene qui per fare la riforma elettorale, ma per fare quello che hanno deciso Trichet e Draghi. Ci farà sudare lacrime e sangue.

Berlusconi è stato travolto da una crisi più grande di lui e probabilmente più grande di noi messi insieme.
C’è un nuovo sistema di potere: è la finanza che arriva al governo degli Stati europei, direttamente. Come in Grecia, viene un uomo della grande finanza, imposto con la scusa del debito. Ma il debito non va pagato: questo è un debito illegale, iniquo, che è stato costruito per una larga parte – parlo dei quasi 2.000 miliardi del debito italiano – dalle classi dirigenti italiane che non hanno fatto pagare le tasse ai ricchi. Noi abbiamo, nel nostro debito, 750 miliardi che sono i soldi investiti dalle banche estere sui nostri Bond: questa è speculazione pura.

Noi abbiamo già dato, a queste banche e alle banche occidentali in generale, tutto quello che avevano speso. Le abbiamo già ricapitalizzate. Adesso arriva Monti e ci fa ricapitalizzare un’altra volta le banche europee: altri 4.000 miliardi, oltre ai 16 trilioni di dollari che la Federal Reserve ha regalato tra il 2007 e il 2010 a tutte le banche occidentali. Quanta gente sa che 16 trilioni, cioè 16.000 miliardi di dollari, sono andati a tenere in piedi artificialmente l’intero sistema finanziario dell’Occidente? A tasso zero, gli sono stati dati. Perché? La spiegazione è una sola sola: perché tutte le banche erano fallite, nel 2007. Noi le abbiamo tenute in piedi e adesso ci chiedono di tenerle in piedi ancora. Ci dicono che dobbiamo rispettare il mercato? Ma le leggi del mercato le hanno violate loro, salvando le banche fallite.
Noi siamo il paese europeo più virtuoso per quanto riguarda il debito privato. Il 42% del prodotto interno lordo italiano è il debito privato, mentre in Francia è il 53%, in Germania il 63%, in Spagna l’84% e in Gran Bretagna il 103%. Se noi facciamo la somma del debito privato e del debito pubblico, l’Italia sta molto meglio di quasi tutta l’Europa, eccetto la Germania. Domanda: come mai, improvvisamente, la questione del debito esplode sull’Italia? Come mai nessuno solleva il problema del debito della Gran Bretagna? O degli Stati Uniti d’America, che hanno 14,3 trilioni di debito?

Quello che sta accadendo è un gigantesco trucco, organizzato in sede europea dai grandi centri della finanza mondiale, che determinano tutto quello che sta avvenendo.

Anonimo ha detto...

Nei Palazzi fanno le valigie, anzi i cartoni, e la Brambilla, che oltre alle carte si porta con sé sei collaboratori assunti prontamente nelle aziende di famiglia, annuncia: "Continuerò le mie battaglie animaliste e ambientaliste".

E allora io dico; CONTINUA QUELLE BATTAGLIE E NON FARTI PIU' VEDERE SOPRATTUTTO AL TURISMO

sergio cusumano ha detto...

@Luciano

'''P.S.: ... e per il turismo possibilmente nessuna "cariatide" e tantomeno qualcuno dei "soliti famosi" per piacere!'''


Dai che si riparte con il nuovo o con la nuova sottosegretaria, che per quello che immagino, ci metterà qualche famoso cattedratico.

Sabaudo ha detto...

Comunque sia, dal Palazzo arriva già un primo segnale di austerity: da (Tre)monti a Monti... :-)

annasirolo ha detto...

e a conferma di tutto quello che abbiamo detto finora ... lo spread è adesso a 482, contro il 452 di prima di mezzogiorno e le borse sono tutte negative ... effetto Monti???
@ vinc: e dopo che abbiamo sudato lacrime e sangue dove andiamo ad emigrare? io mi sto guardando intorno ;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Sabaudo

... e così si vede già la svalutazione!

;-)

@Anna Sirolo

Ecco lì il risultato dei grandi "sapientoni" della finanza nonchè della politica.
Tutti dicevano che sarebbe andata meglio e poi VEDRETE VEDRETE che tutto si risolverà non appena arriva Monti ... borse che salgono spread che s'abbassa ... ma che vadano a quel Paese.
Siamo noi che c'abbassiamo i calzoni ... e poi vi spiego il perchè.

Sob!

:(

vinc ha detto...

@Annasirolo

Per sapere il posto giusto all'estero bisogna chiedere a Luciano, è il più preparato di tutti avendoci già vissuto per tanti anni.

:-D

Luciano Ardoino ha detto...

Quella santa donna di mia moglie non ne vuole sentire parlare.
E' da mò che le vado dicendo ch'è meglio che vendiamo baracca e burattini e ce ne andiamo in qualsiasi parte del mondo.
Personalmente farei più di un pensiero sul Canada.

Sic!

Anonimo ha detto...

Il fallimento degli Stati, a causa del debito, non è più fantascienza. Ma uscirne si può. Arrestando speculatori e banchieri e non pagando il debito. Altrimenti si ritorna al Medioevo Se uno apre un qualsiasi giornale che vada dalla “Repubblica” al “Corriere”, in questi giorni troverà che la parola più usata o abusata è: i mercati. Bisogna guardare ai mercati, bisogna rendere conto ai mercati, bisogna rispondere ai mercati. I mercati promuovono, i mercati bocciano.
Mercati: un'ossessione. Il nostro giudice supremo si chiama mercati. Allora quest’uno comincia a chiedersi: ma chi sono questi mercati? Ebbene l’enigma è presto svelato. I mercati sono le Borse. Le Borse sono il bacino di raccolta dei capitali finanziari. I capitali finanziari sono posseduti dalle banche e dai grandi gruppi d’affari, che sono, in parole più chiare, gli speculatori finanziari che, in questi anni coi loro prodotti tossici, quali i derivati, hedge funds, futures, swaps (parole magiche per indicare un mondo di carta in cui sono investiti anche i risparmi dei poveracci, cioè dei piccoli risparmiatori), hanno provocato i disastri economici mondiali.
L’Europa, a causa di costoro, ha dovuto sborsare 3.100 miliardi di euro, cioè un terzo del Pil della Ue, e gli Usa (la madre e il padre di tutte le speculazioni a cominciare dai “subprime”, che erano prestiti senza garanzie a chi voleva farsi una casa) più di 1.000 miliardi di dollari per salvarli. Il loro fallimento, provocato dall’ingordigia illimitata, alla fine è stato pagato dagli Stati, o meglio dai contribuenti di questi stati. Tale salvataggio è costato queste cifre enormi, che rappresentano la misura più socialista della storia umana a favore di chi odia qualsiasi forma di socialismo o socialità, per impedire un crollo gigantesco dell’economia causato da un liberismo senza regole. I popoli, o meglio quella gran parte dei popoli che paga le tasse, sono costretti a soccorrere gli speculatori finanziari, miliardari ed impuniti. Oggi i mercati vengono prima della sovranità popolare. Ecco chi sono queste entità misteriose: i peggiori criminali internazionali, che distruggono la ricchezza delle nazioni creata col sudore della fronte da intere generazioni, che impoveriscono sempre più i ceti popolari, costituiti da operai, impiegati, tecnici, piccoli e medi produttori che guidati da istrioni politici al servizio della massoneria internazionale subiscono la propaganda somministrata dai loro massmedia. Le società segrete del Mont Pelerin, di Skull & Bones, del gruppo Bilderberg, della Commissione Trilateral sono quelle che comandano il mondo e che consentono a circa mille ricchissimi miserabili di possedere oltre la metà del Pil mondiale di fronte ad una popolazione di 7 miliardi di individui. Sette miliardi che esse hanno contribuito a far crescere con l’appoggio dei preti di varie religioni per poter estendere la loro malata volontà di potenza su una massa informe ed anonima da poter spremere senza limiti. Criminali metafisici....continua

Anonimo ha detto...

Eppure, nonostante molte persone avvedute, indipendenti dalle morte ideologie, conoscano le trame di questi gnomi malefici, non si riesce ancora a smascherare una volta per tutte la natura delle loro nefandezze. Questo avviene perché c’è ancora un certo benessere diffuso che permette ai più di avere una casa, un’auto, del cibo. Ciò attenua il senso dell’ingiustizia, e rende passivi o rassegnati i più, che per natura badano ai loro interessi di piccolo cabotaggio. Cosicché su questa dimensione psicologica anestetizzata gli Speculatori possono calare le loro trame con lo scopo di incrementare ancora gli immensi profitti, sperando che la corda non si spezzi. E quindi hanno inventato un nuovo mostro da combattere, sebbene i mostri veri siano loro: il debito pubblico. Ridurre il debito pubblico significa per loro distruggere lo stato sociale (scuola, sanità, pensioni pubbliche,ecc.), tosare i risparmi delle famiglie per appropriarsene, rendendo poco appetibili i Bot e i Cct, per poi far convogliare il denaro sulle azioni a rischio per poi spennare gli sprovveduti. Il debito pubblico è diventato così il male radicale, poiché sembra che esso sia un debito che ci permette di vivere al di sopra dei nostri limiti. Esso è il terzo parametro di Maastricht, quello che ci consente di usare la moneta europea (la più grande truffa della storia) assieme al tasso di inflazione che deve essere sotto il 3%, e il deficit pubblico, che pure deve essere sotto il 3%. Il debito invece deve scendere dal 2012 verso il 60%. Tanti non sanno che il deficit pubblico (se c’è) è dato dal passivo di tutte le attività dello stato (scuole, ospedali, comuni, fabbriche, pensioni, ecc.), mentre il debito è costituito dai prestiti, attestati dallo stato attraverso i Bot e i Cct, che privati o banche danno allo stato in cambio di interessi che di solito sono di poco superiori al tasso di sconto (il costo del denaro fatto pagare dalla Banca nazionale). Il deficit, poi, si somma al debito, che quindi è costituito dalla somma dei Bot, dei Cct, degli interessi, e del deficit.
La concezione teoricopratica che ha ispirato la costruzione della moneta unica europea, l’euro, è stata quella monetarista disegnata dalla scuola dei Chicago Boys di Milton Friedman, applicata dai Pinochet, dai Reagan, Teatcher, Clinton e, in seguito, da tutti i governanti. La concezione del liberismo estremo, che implica appunto la riduzione della stato sociale, il contenimento dell’inflazione, la privatizzazione di tutto l’apparato produttivo pubblico, dalle partecipazioni statali alle municipalizzate.... continua

Anonimo ha detto...

Tutto in nome del profitto, della globalizzazione, della produttività: concetti che nascondono la vera realtà, che è quella dello sfruttamento e della ricchezza per pochi (i meritevoli, si autoproclamano). Alcuni Paesi sono già falliti come la Grecia o l’Islanda, mentre i prossimi saranno il Portogallo, la Spagna, il Belgio e l’Italia, a causa, si dice, del loro debito. In realtà il paese che detiene il record del peggior debito pubblico è il Giappone (il 200% del Pil, mentre l’Italia ce l’ha al 120%): ma nessuno ne parla. Ciò significa che anche in questo caso vengono nascosti importanti aspetti della questione debito. Si nasconde in primo luogo la grande differenza fra debito pubblico interno ed esterno e fra indebitamento pubblico e indebitamento privato. Queste differenze fondamentali non sono state tenute in conto (stranamente?) nel trattato di Maastricht e ciò rivela la pochezza dei politici italiani che il 7 febbraio 1992 lo hanno firmato, svendendo per poche lire i tesori produttivi, allora in attivo, della nostra nazione alla speculazione internazionale (alla massoneria). Andreotti, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi, D’Alema, Amato, Berlusconi, Prodi, Berlusconi sono stati i capi dei vari governi che si sono succeduti dal 1992 ad oggi, e tutti, proprio tutti, sono stati i complici dell’esproprio dei nostri beni nazionali e del nostro risparmio.
Anche dati recentissimi dimostrano che il nostro debito pubblico (quasi il 70% di esso) è interno e che quello esterno appartiene in buona parte al Vaticano. Inoltre il nostro debito privato è molto più basso (circa il 35%) rispetto ai nostri paesi competitori. In pratica il nostro debito è una partita di giro: gli italiani prestano soldi allo stato italiano perché si fidano di più di questo piuttosto che delle Borse. Lo stesso fanno i Giapponesi (che però non hanno firmato il famigerato trattato). Noi italiani non siamo rovinati, sono gli altri che vorrebbero rovinarci per appropriarsi con pochi euro delle nostre aziende. Lo eravamo in parte nel 1992 quando c’erano le pensioni baby e sette milioni di invalidi ed interessi enormi che lo stato doveva pagare. Oggi non è più così: il nostro deficit è minore degli altri e gli incredibili sprechi sono stati in buona parte eliminati. Perfino i nostri gioielli di famiglia, quali le grandi industrie di stato a diritto privato, sono state svendute. Nonostante questo ancora c'impongono, grazie a governi che agiscono ai margini della criminalità pura, tagli colossali agli stipendi e salari dei ceti mediobassi, il che ci porterà al completo disastro. Infatti il nostro debito pubblico, nonostante le privatizzazioni selvagge, l’aumento sempre più elevato dell’età pensionabile, i ticket, la precarizzazione del lavoro, la riduzione degli insegnanti e dei medici, la destatalizzazione delle grandi industrie, continua ad aumentare... continua

Anonimo ha detto...

E questo perché? Perché non cresciamo e dobbiamo comunque pagare gli interessi ai Bot e ai Cct. Ma come si fa a crescere se i soldi da spendere diminuiscono sempre di più? I poveri non consumano. Questa è la contraddizione. Vorrebbero che crescessimo senza soldi, ma ciò non è possibile. Il cancelliere Bruning generò, attuando nella Germania dal 1930 al 1932 le stesse misure, Hitler. “Nihil sub soli novi” affermava Schopenhauer: la storia non è “magister vitae” come si crede normalmente. Siamo invece alla follia di un cane che si morde la coda fino a crepare. In termini psichiatrici si chiama schizofrenia. Grecia, Ecuador, Islanda hanno fallito per via del loro debito pubblico esterno e tra poco toccherà agli Usa, visto che la Cina e Giappone detengono circa metà del loro debito. Quando avverrà, e sarà prossimamente, ci sarà il grande botto. L’Ecuador e l’Islanda hanno trovato la soluzione: non hanno pagato il debito e arrestato banchieri e speculatori (pochi a dire il vero). La Grecia dovrà fare così. L’euro della massoneria deve essere abolito. Ne va della nostra sopravvivenza. I giovani precari, i laureati senza futuro e senza sicurezza, dovranno incaricarsi di questa incombenza assieme ai produttori e ai tecnici, per liberarsi dagli usurpatori. I popoli vengono molto prima dei mercati e dei mercanti. Ci aspetta altrimenti un ritorno all’Alto medioevo, che fra l’altro è il progetto del gruppo Bilderberg.
Fine

vinc ha detto...

@Anonimo

Interessante ma bastava il link.


:-)

annasirolo ha detto...

http://it.wikipedia.org/wiki/Goldman_Sachs
no comment, leggete fino in fondo al link ...

annasirolo ha detto...

http://it.wikipedia.org/wiki/Goldman_Sachs

l'avevo già messo, ma m'e' sparito il post .. :-(
guardate un po' chi c'è tra i dirigenti di Goldman Sachs ..

Luciano Ardoino ha detto...

@Anna Sirolo

Brava!

:)

B. C. ha detto...

Michela Vittoria Brambilla tornerà nel suo ufficio al secondo piano. Sabato vestiva il lutto, ma sembra già finito: «L’amarcord non fa per me. Sono molto felice di essere stata colei che ha fatto la prima riforma del turismo della storia della Repubblica e che ha reso l’Italia animal friendly». Adesso siamo un Paese amico degli animali, ma ancora non basta e la «rossa» icona del berlusconismo metterà tutte le sue energie in altre battaglie animaliste e ambientaliste. Intanto ha assunto nelle imprese di famiglia capo ufficio stampa, capo della segreteria e altri quattro collaboratori «bravissimi» che aveva al ministero.

frap1964 ha detto...

@B.C
MVB, anche da dimissionaria, non rinuncia alle sue memorabili e celebri str... anezze.

... Sono molto felice di essere stata colei che ha fatto la prima riforma del turismo della storia della Repubblica e che...

Qualcuno magari le dica che se solo fosse mai andata sul sito del suo ormai ex-dipartimento, alla sezione Normativa, avrebbe potuto trovare un link, alle righe 9 e 10, col seguente testo:

Legge 29 marzo 2001, n. 135
Riforma della legislazione nazionale del turismo

Anonimo ha detto...

Veniamo ora alla realtà politica francese. Scandali, sondaggi a picco, una campagna elettorale difficilissima, la sconfitta a opera del candidato socialista più che possibile. Nicolas Sarkozy ostenta euforia e dal punto di vista della comunicazione fa bene, ma anche l’ultimo sondaggio, diffuso da Liberation, rivela che il 75 per cento del campione interrogato giudica «per niente efficace» quel che il presidente ha fatto per contrastare i numeri di un’economia malata, con la Borsa malata, al pari di quelle di tutta Europa. A rischiare di più sono le grandi banche transalpine che hanno fatto incetta di titoli tossici e fanno fatica a rimanere in piedi. La verità è che Sarkozy sta cercando di pilotare l’Europa e il fondo salvastati in loro soccorso, ma non è affatto detto che ci riesca.
Ride delle difficoltà altrui Sarkò? Bene, con un’intervista al giornale online Mediapart, un uomo d’affari, Dupuy Dauby, accusa Sarkozy di essere il «commesso viaggiatore di lusso» di quell’imprenditore e finanziere di successo che è Vincent Bolloré. Dauby indica la Libia, il Togo, il Camerun e altri Paesi. Sarkozy avrebbe ricattato i dittatori africani facendo loro fra un viaggio e l’altro questo discorso: «O date gli appalti al mio amico Bolloré o la Francia vi molla al vostro incerto destino». Bolloré è una potenza anche da noi in Italia. È vicepresidente di Generali e consigliere di Mediobanca. Ora si scopre che avrebbe avvelenato anche la politica estera di Parigi, almeno stando alle accuse.

La magistratura tiene Sarkò sotto accusa in numerose vicende oscure, su tutte la «saga» che ha come protagonista Liliane Bettencourt, l’ereditiera dell’Oreal e la donna più ricca di Francia. La Bettencourt avrebbe finanziato illegalmente la campagna elettorale di Sarkozy nel 2007, facendogli arrivare 150mila euro attraverso il ministro del lavoro Erich Woerth. La magistratura ha una gola profonda d’eccezione: l’ex contabile della Bettencourt, Claire T., che ha raccontato in modo molto dettagliato quel che sarebbe avvenuto. E Claire T. ha spiegato i rapporti ambigui fra il presidente e la Bettencourt anche ai francesi, che hanno letto le rivelazioni su Mediapart.

Si agita per noi Sarkò? Bene, le cose in Francia vanno male e per lui ancora peggio. Il debito pubblico, da cifre Eurostat, è di 1947 miliardi di euro contro i 1900 italiani e i 2500 tedeschi. La disoccupazione è del 9,8%, e si calcola che superi il 10% nel prossimo anno. Lo sviluppo registra già da due trimestri una crescita negativa, - 0,6%. Alcune grandi banche francesi sono a rischio fallimento, per aver speculato troppo sul debito greco, parliamo di 56 miliardi di euro. All’incirca 180 mila giovani ogni anno si ritirano dalle scuole e non si sa dove vadano. Il 53% dei francesi, infine, è contro l’euro.

Vogliono venire a dirci come si governa l’Italia, lui e la Merkel? Quanti vertici straordinari hanno fatto negli ultimi mesi? Quanti risultati hanno portato quei vertici? Nessuno. Su ognuno dei punti cruciali della crisi, i due vertici dell’ “asse” dissentono: la natura e l’ampiezza del fondo salva-stati, il ruolo della Bce come prestatore di ultima istanza, il destino della Grecia, la ricapitalizzazione della banche. Non c’è un solo fronte che li trovi d’accordo. Stia attento l’aspirante secondo Napoleone, all’Eliseo di sicuro fino a maggio prossimo. Il vero problema, spiegano nei corridoi della Commissione europea, è che fra i parenti poveri da lasciare sul pianerottolo, secondo il presunto piano franco-tedesco, fra poco potrebbe esserci proprio la Francia.

di Maria Giovanna Maglie

frap1964 ha detto...

@Anonimo
Anche dati recentissimi dimostrano che il nostro debito pubblico (quasi il 70% di esso) è interno e che quello esterno appartiene in buona parte al Vaticano.

Veramente sembra che il nostro debito sia interno per una quota di poco inferiore al 50%, al contrario del 1994 quando la percentuale si aggirava attorno al 90% a parità di rapporto debito/PIL.
Questo è il motivo per cui ora siamo così esposti alla speculazione sui mercati finanziari internazionali.
Una parte piuttosto consistente del ns. debito estero è in mano ai cugini francesi, secondo il NYT.

frap1964 ha detto...

Mi correggo.
Il 50% (+/-) vale per i soli investitori istituzionali.
Sul piano della mera nazionalità il 56,4% è detenuto da soggetti italiani ed il 43,4% da soggetti stranieri.
La quota detenuta dalle famiglie, al giugno 2011, corrispondeva al 12,7%.
Il 3,6% da Banca d’Italia; 26,2% banche commerciali italiane, 13,8% assicurazioni e fondi italiani, 10,6% banche estere, 32,8% fondi esteri.
La fonte è un' elaborazione del Centro Nuovo Modello di Sviluppo sui seguenti documenti:
- Elaborazione dati Banca d’Italia, Supplemento al bollettino statistico 14 ottobre 2011 n. 51;
- Morgan Stanley, Who owns Italy’s government debt?, luglio 2011.

frap1964 ha detto...

QUI, alla pag. 11, l'analisi di Bankitalia per settori detentori del debito delle ns. amministrazioni pubbliche.
I numeri confermano quel 43,4% detenuto da soggetti stranieri.
A giugno 2011 il debito estero ammontava a 827.540 milioni di euro su un totale debito di 1.901.616 milioni di euro (in crescita a luglio, in leggero calo ad agosto).

frap1964 ha detto...

@Anonimo
L’Ecuador e l’Islanda hanno trovato la soluzione: non hanno pagato il debito e arrestato banchieri e speculatori (pochi a dire il vero).

Non pagare il debito equivale, in primis, a far fallire banche, assicurazioni e fondi italiani.
Ovvero scatenare il panico finanziario: così possiamo dire addio a tutti i ns. risparmi su C/C e titoli vari.
Gran bella soluzione!

frap1964 ha detto...

Altra tabella interessante alla pag. 16: la vita residua del debito.
Ad agosto 2011 il 25,6% del ns. debito aveva vita residua inferiore ad un anno.
O ripiazziamo i 487.558 milioni di euro nell'arco dei prossimi 12 mesi, o siamo "morti" ed andiamo in default. Allegria...

frap1964 ha detto...

Il 43,4% di quelli, sono i circa 200 miliardi di euro da piazzare sul mercato internazionale nei prossimi 12 mesi di cui ha parlato appunto Napolitano nel suo discorso dopo la nomina di Monti.
Speriamo bene.
Nei successivi 5 anni dovremo ripiazzare 565.739 M€ di cui 102.793 M€ a tasso variabile.
I restanti 846.256 M€, di cui 75.634 M€ a tasso variabile hanno vita residua superiore ai 5 anni (meno male, va).

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo


Su questo blog è dura dare dei numeri tanto per dire ... c'è Frap!

Comunque grazie lo stesso mi hai dato modo (per via delle risposte di Frap) di conoscere cose che non sapevo.

E la cosa è stata interessantissima, grazie davvero!

:)

Luciano Ardoino ha detto...

@frap

;-)

frap1964 ha detto...

Glielo hanno detto.
Che esiste il turismo.
Ci ha infilato un 73enne commercialista ex presidente dell'ENEL e consigliere di amministrazione di Unicredit.
Che tristezza.