martedì 1 novembre 2011

E' fatta per Blu Holding: il 51% a MSC, mentre il restante 49% a Unicredit

Alla fin fine è andata come la doveva andare, e l’MSC di Gianluigi Aponte, in intesa (parola volutamente inserita) con Unicredit, acquista la Blu Holding.
Dopo una lunga serie di rinvii Aponte ha chiuso il dossier pur dopo aver esaminato per l'ennesima volta la situazione finanziaria di Blu Holding.
Infatti permanevano da parte dell'armatore, forse pressato da alcuni suoi manager di prima linea dell'azienda che mostravano una certa diffidenza verso l'operazione, alcuni dubbi.
Ma la bontà dell’operazione era evidente, almeno per quelli che come me che non rischiano un bel niente.
Son soldi e fatti loro!
Scherzi a parte, l'operazione con la quale Msc Crociere rileva il 51% di Blu Holding è andata in porto.
UniCredit si farà carico del restante 49%.
E l'affare si è concretizzato in questi giorni dopo che anche l'Antitrust ha dato il via libera all'operazione decidendo di non avviare un'istruttoria per concentrazione di mercato.
E ci mancava pure altro!

Comunque l'intervento dell'armatore Gianluigi Aponte e dell'istituto di credito di Piazza Cordusio consentirà a uno dei principali gruppi turistici italiani di affrontare con maggiore tranquillità la crisi del settore e al contempo di superare le difficoltà legate all'esposizione debitoria che sta zavorrando i conti della società. 

Infatti a fine 2010, a fronte di un giro d'affari consolidato di 900 milioni (in calo rispetto ai 980 milioni del 2009), l'ebitda era di 7 milioni (il triplo dei 2,5 milioni del 2009) e il debito finanziario ammontava a 65 milioni.
Ed e' proprio il rapporto debito/ebitda, superiore a 9, che adesso deve essere abbassato realizzando piu' margini e ristrutturandolo. A gestire il nuovo corso di Blu Vacanze-Cisalpina Tours sara' l'attuale amministratore delegato Marco Ficarra, manager apprezzato anche dalla nuova proprietà.

Bontà loro!

Del buon rapporto tra Unicredit e l’Aponte si ha sentore da tempo, mentre le dichiarazioni estive di un pezzo da 90 della Banca ne confermavano l’andazzo.
Forse quello che andrò a scrivere sono “cose” che non c’entrano niente con il soggetto del post, ma a volte un “indirizzo” lo danno.

Infatti il 10 luglio 2011 sulle pagine del quotidiano genovese Il Secolo XIX usciva …: Oggi è Fabrizio Palenzona, numero due della banca, a ribadire che Unicredit non solo non abbandona Genova, ma è pronta a «finanziare progetti di armatori seri», a «tirare fuori i soldi» se ci saranno le condizioni. È un linguaggio diretto, quello che usa Palenzona. Perché a lui piacciono «le cose concrete» (...) «Dobbiamo renderci conto - sospira Palenzona - che il Paese ha l’obbligo di cambiare passo e che il tempo a disposizione è poco. 

Ma istituire un’Authority dei trasporti, come suggerisce da tempo Palenzona, potrà bastare? «Sarebbe quanto meno un passo nella direzione giusta. Regole chiare e tempi certi stanno alla base degli investimenti dei privati. Nessuno è così folle da affidarsi agli umori della politica, soprattutto in un Paese come l’Italia. Le dirò di più: per formazione culturale sarei a favore di porti, aeroporti e infrastrutture di proprietà pubblica. Ma siccome è lo Stato a dirci “ho bisogno di fare cassa”, la scelta più coerente sarebbe quella di mettere a disposizione dei privati regole chiare. Invece in Italia succede esattamente il contrario: lo Stato non riesce a gestire le infrastrutture, chiede aiuto ai privati e alla fine impedisce loro di mettere in atto una programmazione seria. Ma così il paese soffoca: l’Italia dei trasporti sta morendo, qualcuno se n’è reso conto?
Nel caso dei porti il ragionamento è ancora più chiaro. Gli armatori di spessore mondiale capaci di fare grossi investimenti non sono mica centomila… saranno al massimo sette, otto. Ecco, una volta che ne individui uno che abbia un progetto serio, per una banca non è difficile tirare fuori i soldi». Nel caso Unicredit l’interlocutore è Aponte? «Con Msc stiamo parlando da tempo: è un gruppo che ha idee precise, che crede in Genova e vuole portare avanti un disegno importante. Certo: la città non è sempre stata gentile con Aponte, ma questo è un altro discorso. Io dico che le basi sono molto solide. Se non lo pensassi, i contatti sarebbero finiti da un bel pezzo».

Unicredit era poi già “coinvolta” con Blu Holding (ved. link).

Comunque che MSC fosse interessata a governare una fetta della distribuzione, per l’esattezza quella rappresentata dalle agenzie Blu Vacanze e Vivere & Viaggiare by Cisalpina, proprietà di Blu Holding S.p.A., era cosa risaputa, come risapute erano le motivazioni riconducenti a UniCredit.
L’unico dubbio erano i tempi, ma era ipotizzabile che non sarebbero stati lunghi, vista la messa in liquidazione della holding e la prevedibilità dei passi successivi. 
I dubbi nascono ora sulle politiche commerciali che verranno definite e che le agenzie si troveranno, nel bene o nel male, a dover subire

Per l’appunto la posizione assunta verso il prodotto di Costa Crociere, ha trasferito all’intera platea agenziale i dubbi sorti nei primi “colleghi” che si sono trovati a dover considerare gli effetti di queste decisioni.
E questo porta ad una domanda che, in questi anni così fortemente caratterizzati dal peso delle reti, è più che lecita: “Fino a che punto può e deve pesare la linea commerciale del network sulle agenzie?”. 
E, ancora di più, come avere la certezza che le scelte commerciali nascano dagli obblighi di creare reddito agli agenti piuttosto che dall’opportunità di far la stessa cosa ma ad esclusivo beneficio della “casa madre”?
Il turismo, come ogni altro settore, sta vivendo un profondo, radicale cambiamento che vedrà sicuramente una contrapposizione di poli sempre più importanti, sempre più dimensionati; poli che assumeranno l’onere di condurre i punti vendita aggregati su linee sempre più nette e delineate.  

Probabilmente verrà a cadere la propensione a scegliere “il prodotto giusto” per il cliente, che verrà superata dall’obbligo, tanto per la sopravvivenza commerciale che per rispetto degli ordini di scuderia, di indirizzare la scelta sul prodotto capace di dare maggior reddito.
Ora che il nodo MSC-BH è stato sciolto, non resta altro che stare alla finestra a guardare cosa succederà tra un’altra grande rete che spera di venir “inglobata” nell’altro importante polo costituito dall’accoppiata Costa Crociere-Alpitour  e dalle agenzie del gruppo Welcome, altra operazione capace di determinare nuovi e pesanti spostamenti di interesse e denaro all’interno della filiera. 
Anche qui ci sono novità, ma è presto per parlarne…

7 commenti:

frap1964 ha detto...

Non sapevo che il 50% di Welcome Travel fosse già in mano a Costa Crociere dal 2011.
Pensi sia solo un primo passo, visto che l'intero gruppo Alpitour è in vendita?

Luciano Ardoino ha detto...

... durante l'assemblea di Exor, ha formalizzato la notizia, specificando che "Ci sono cinque acquirenti interessati, la maggior parte sono operatori non strategici ma di natura finanziaria".
Questo succedeva in aprile di quest'anno.
Dopo di che a giugno l’autorevole periodico tedesco Fvw, storica testata del trade, indagava e quello che usciva dalla ricerca era "solo" che si escudeva dalla gara il gruppo FTI Touristik GmbH, tour operator di Monaco (di dimensioni analoghe a quelle di Alpitour) che ha seccamente smentito le voci diffuse in Italia. Esclusa TUI, che pure ha avuto per qualche anno una partecipazione di minoranza nel gruppo, ma non risulta interessata. Esclusi per motivi più che mai chiari al di qua delle Alpi anche Kuoni e Hotelplan, che pure già sono di casa.
FVW C'HA DETTO POCO MA MEGLIO DI NIENTE!
Ora se Costa Crociere è partita con l'aquisto di Welcome Travel a cui MSC e UNICREDIT ha risposto con Blu Holding, è ipotizzabile che INTESA non stia con le mani in mano.
Se ricordi bene parlavano (INTESA) d'impegnare 50mld nel turismo non molto tempo fa e quindi ...
Infatti il primo rigo del post "involontariamente" accenna a questa ipotesi.
Chiaro che sia difficile capirlo ma probabilmente chi sa riesce a capirlo in fretta.
Naturalmente sono solo supposizioni ma tra i due (CC e BISP) corrono buonissimi rapporti con addirittura degli scambi di personale dirigente.
Naturalmente dalla famiglia Agnelli arriva un fiume di silenzio.

Luciano Ardoino ha detto...

@frap

Quindi e di conseguenza fino al 30 aprile non si potranno sapere le "spese" effettuate dall'Enit?

http://www.enit.it/it/trasparenza-valutazione-e-merito/gestione-economicofinanziaria.html

http://www.enit.it/images/stories/trasparenzavalutazioneemerito/Programma_Trasparenza_2011-02-11.pdf

Ma perchè proprio il 30 di aprile?
Sic!

:(

Luciano Ardoino ha detto...

E poi ...

... http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/2010/06/intesa-sanpaolo-e-il-turismo.html

Anonimo ha detto...

Quanta fondatezza c'è sull'Intesa Sanpaolo con Costa Crociere su Alpitour?

:)

Anonimo ha detto...

@Ardoino

Turismo scolastico in calo del 38%.

Che cosa ne pensa?


Cordialità e grazie

Gianni ha detto...

Le Regioni danno parere favorevole alla nomina di Matteo Marzotto a presidente dell'Enit, l'Agenzia nazionale del turismo. Lo conferma Regioni.it, l'organo ufficiale della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Le Regioni, però, chiedono che il Consiglio di amministrazione dell'ente venga convocato al più presto. È quanto è emerso nel corso dell'ultima Conferenza Stato- Regioni, nella quale i presidenti delle Regioni hanno condiviso l'interpretazione della norma, che permetterebbe al vicepresidente dell'Enit, che è l'assessore al Turismo della Regione Abruzzo, Mauro Di Dalmazio, di convocare quanto prima il cda dell'Enit. E questo intenderebbero fare appena possibile.