domenica 13 giugno 2010

Le due cose infinite: universo e stupidità

Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana. Della prima non sono sicuro
(Albert Einstein)


Dell’universo non ho molto da dire e ne ignoro la gran parte, mentre quelle poche conoscenze che ho sono limitate allo studio scolastico o poco più, per altro dovute alla semplice curiosità.
Mentre della stupidità umana, da quando sono rientrato in Italia e per il settore che più conosco, beh, potrei tranquillamente scrivere dei saggi, anche se la lingua italiana non è proprio il mio forte.
Scusatemi l’arrogo, ma nel turismo del Bel Paese è proprio così; alla stupidità non puoi mai mettere la parola “fine”.
Ma vediamo cos’è.
Originariamente il termine "stupidità" ha due accezioni distinte: una vede una condizione d'incapacità o insensibilità, indotta da meraviglia, sorpresa; l'altra una condizione duratura, come dire un handicap.
Generalmente "stupidità" indica "incapacità" e "carenza", sul piano materiale e su quello morale.
Alcuni definiscono lo stupido come "una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita".
Ma quest’ultima cosa non rientra di certo nel caso politico italiano … poiché da quello che quotidianamente si sente o si legge, non credo che qualcuno perda qualcosa; anzi.
Mentre l'inetto descritto da Italo Svevo è un tipico esempio di "stupido" che di fronte al bivio non saprà mai che direzione imboccare.
C’è poi lo stupido più stupido, e vale a dire quello/a che imbocca sempre la strada sbagliata.
E questi sono i più pericolosi nonché i più presenti sul nostro territorio per questo settore.
Non si spiegherebbe altrimenti la situazione attuale del turismo, che alle eterne belle parole, risponde sempre coi brutti fatti.
Per l’appunto ci sarebbe da riportare innumerevoli considerazioni in merito al “beneficio” del loro lavoro e di chi si è insediato in questo delicatissimo dicastero.
Tutti bravi, fruttiferi e con l’anno seguente sempre migliore del precedente, mentre il tutto naturalmente coadiuvato e ripetuto dai collaboratori o “professoroni” vari delle molteplici e forse inefficaci associazioni, enti, università e quant’altro.
Parlano, parlano, parlano, ammoniscono, si esaltano ed elencano parziali dati positivi, ma quel che è peggio, a tal punto ricco di entusiastiche dichiarazioni o strane statistiche con il segno più ad inizio stagione, che inspiegabilmente, si tramutano in segno meno alla resa dei conti.
Però c’è il loro ottimismo; la gente chiude e perde il lavoro e loro (?) … e loro dicono che bisogna essere ottimisti, perdiana; a che serve il contrario?
Però senza dimenticare “l’aiuto” di molti degli operatori nazionali, che con le loro improfessionalità ci rendono “famosi” nel mondo.
Ma guai a dirglielo o farglielo capire; ti si rivolterebbero contro come cani rabbiosi.
Inutile dire che non si è MAI verificato nulla di quanto da "loro" detto, e che alla fin fine, il segno meno ha fatto capolino sempre ed ovunque.
Mentre gli unici casi che riportano il segno più si sono ottenuti nella perdita di dipendenti del settore (ben oltre i 100.000 in un anno o poco più); nell’allontanamento dei clienti o turisti; più perdita all’indotto e altrettanto con gli “sghei” nelle casse erariali.
Proprio un gran bell’affare.
Comunque questi sono gli ultimi dati, poi fate voi.
Gli alberghi italiani, intanto hanno chiuso il 2009 con una perdita di presenze del 4,5% rispetto all'anno precedente (11 milioni di pernottamenti in meno).
Il fatturato è sceso dell'11% (nel 2008 era stato di oltre 8,6 miliardi) e si è registrata una flessione del 12,9% per il saldo attivo della bilancia turistica (differenza tra la spesa dei turisti stranieri nel nostro Paese e quella degli italiani all'estero) a quota 8,8 miliardi (erano 10,1 nel 2008).

E sono cifre veramente pesanti.
Personalmente sono convinto che senza l’ottimismo non si va da nessuna parte e che di pessimisti produttivi non se ne sono mai visti, ma basare il turismo solo o molto su queste due considerazioni, credo rientri più nella stupidità che nel rendimento.
Sono altresì convinto che si debba cambiare qualcosa perché non si può andare avanti così, e sarebbe vano dire che, visto il nostro immenso potenziale, si dovrebbe fare meglio, molto ma molto di meglio.

15 commenti:

frap1964 ha detto...

Nel mio piccolo.
Sono andato l'altro giorno in agenzia per prenotare una vacanza in Sardegna (Costa Rei). Purtroppo con un TO che lavora solo con le agenzie, altrimenti avrei fatto tutto da solo via Internet, come ho fatto l'anno scorso per la Corsica (in neanche 15-20 min).
Notare che sono arrivato lì dando le coordinate precise (struttura, date, ecc. ecc.).
Per verificare l'esistenza del posto sulle due compagnie di traghetti (Ferries e Moby) e del soggiorno nella struttura, compilare moduli, stampare, fare, chiamare via telefono, che il sito del TO e delle compagnie dicevano una cosa, ma poi al telefono invece era diverso (importi, disponibilità e tutto il resto), c'è voluta alla fin fine quasi un'ora e un quarto di orologio. Davanti a un tizio che ogni 10 minuti sbuffava, parlava col collega per avere i codici d'accesso dell'agenzia, con un'amica entrata a far visita, infine rispondendo ogni tanto al suo cellulare, e così di seguito.
Manco stesse facendomi un favore personale: una pena infinita.
Con le stesse identiche menate di anni fa: richiesta impegnativa ed altre idiozie simili di contorno.
Davanti ad un sistema globalmente così inefficiente (immagino cosa sarebbe stato se fossi andato lì senza avere le idee chiare) c'è poco da stupirsi dei risultati finali in termini di prenotazioni ed arrivi (anche e soprattutto dall'estero).
E non è un caso singolo. Ogni volta che sono andato per agenzie (in Italia) è stata sempre la stessa solfa: superficialità, inefficienza, errori, e infine nemmeno un sms o un e-mail per notificarti che sono arrivati i tuoi documenti e così via.
E però pagare assolutamente subito il 30% e il saldo 30 gg. prima, quello sempre.
Con tutele reali = zero.
Con Columbus di Ventaglio, ad es., ho ancora un conto aperto per una fregatura che mi hanno tirato qualche anno fa. Ad una mia circostanziata lettera di contestazione non hanno mai risposto: in tutta franchezza vederli ora fallire mi provoca davvero un sottile ed immenso piacere.

Luciano Ardoino ha detto...

Caro frap,

il tuo non è assolutamente un "piccolo" contributo ma probabilmente l'essenzialità di quello che in verità è.
Nel nostro Paese, e mi riferisco al turismo, è sempre così, mentre quando t'incontri con quei pochi che prendono seriamente il loro mestiere, ti trovi compiaciuto e pensi sia come una mosca bianca.
E sfido chiunque a dire l'incontrario.
Basta fare un giretto da qualsiasi parte, ristoranti, T.O., alberghi, B&B, agriturismi, eccetera eccetera, e ti ritrovi in una marea di str...anezze.
E i professoroni che cosa fanno?
Danno attestati alla qualità a tutti.
;-)

Luciano Ardoino ha detto...

Se poi ci mettiamo, i Porti, Aeroporti, Stazioni ferroviarie e via via tutti gli arrivi dei turisti...beh, è anche peggio.

vinc ha detto...

@frap

E sei riuscito a mantenere la calma e gli hai stretto la mano una volta che hai finito la prenotazione?

frap1964 ha detto...

@vinc
Esattamente... (sic!)

Anonimo ha detto...

Stesso dicasi per me.
Ho avuto recentemente la medesima esperienza, ma ne ho cantate quattro al responsabile che credo stia ancora piangendo.
sic sic sic

B.C.

Anonimo ha detto...

Dott. Ardoino,
lei che tutto sa e tutto conosce perchè non ci erudisce?
O forse sa meno di quelli che definisce stupidi?

Anonimo ha detto...

Ho dimenticato la cosa più importante

@frap1964 e B.C.
Conosce quel detto che una rondine non fa primavera?

Pertanto come si fa a sparare su tutto il sistema con 1 solo esempio?

Luciano Ardoino ha detto...

@ Anonimo

Erudire lei?
No, mio caro/a, come potrei insegnarle la stupidità.
No, non penso che lei ne abbia bisogno.
;-)

frap1964 ha detto...

@Anonimo
Come ho scritto, non si tratta solo di questo esempio. Sarò io che son sfigato, ma OGNI volta che son andato per agenzie ho perso una marea di tempo e/o ho avuto problemi. Qualche anno fa dovevo andare in Sardegna. Tre giorni prima della partenza i documenti non c'erano e avevo già pagato tutto trenta gg. prima. Chiamai il tour operator (Terni) e mi rimbalzarono ad un'agenzia di Roma. Chiamai la struttura e caddero dalle nuvole dicendo che le prenotazioni venivano passate loro da un'agenzia sarda la sera prima degli arrivi (praticamente quando già sarei dovuto stare sul traghetto). Chiamai l'agenzia sarda e mi rimbalzarono a quella di Roma. Chiamai quella di Roma e mi rimbalzarono al Tour Operator.
Mi incazzai come una belva e spedii a tutte e quattro + la struttura un fax di fuoco.
Mi chiamarono dal TO molto risentiti, perché io dovevo parlare, secondo loro, con la mia agenzia senza troppo rompere le scatole. Li mandai a quel paese e gli intimai di spedire il giorno stesso i documenti.
Che invece mandarono l'ultimo giorno utile.
Con le date di soggiorno sbagliate.
Per puro miracolo ottenni via fax alle 19.30 del giorno precedente la partenza, via fax, i documenti finalmente corretti.
Il TO era InViaggi e con me, ovviamente, ha chiuso per sempre.
Come EdenViaggi che mi ha tirato un bidone clamoroso con una struttura in Puglia. Stava nelle prime pagine del catalogo con il claim "Scegli il meglio!". Ho imparato che le strutture dove hanno loro addetti a supporto, sono tutte da evitare come la peste. Due anni dopo è stata la volta di Columbus: altro bidone con una struttura in Sardegna, valutata sei punti su sei (Top25): S.Elmo Beach Hotel. Non andateci. Vi taglieggiano e il servizio ed il cibo fanno pena (bisognava scaldarsi la pasta nel forno a micro, non scherzo!).
Quando le strutture le ho scelte e prenotate via Internet ho sempre avuto meno problemi. E pagato sempre e solo all'arrivo (qualche volta a fine soggiorno).

Anonimo ha detto...

@Anonimo

Una rondine nè?

:-P

B.C.

Luciano Ardoino ha detto...

@frap

Caro Frap, non disperare.
E se può farti piacere, per l'errore di questi signori nel booking, ho dovuto addirittura dare alcune volte il bungalow di mia spettanza a dei clienti che erano in over.
Per mia disgrazia ma credo fortuna, ho sempre lavorato intorno a percentuali che non sono mai state sotto il 98% della capienza generale e quindi ... ma vabbè, acqua passata.
E questo per tutto l'arco dell'anno. Mentre adesso sento di problematiche per "professionisti" che vanno dal 40 al 60% con leggere punte in alta stagione.
Credo che tu mi abbia dato l'occasione per farci un bel post. Ci penso.

peter parisius ha detto...

Beh (mi riferisco ai dati riportati nell'articolo): il calo di presenze di ospiti negli alberghi mi pare una logica conseguenza del disservizio (sempre più diffuso nel nostro Paese) e dell'esagerata crescita dei prezzi delle camere. Volere mettere una pezza alla crisi alzando (in molti casi addirittura del 60%) le tariffe per i soggiorni in albergo, vuol dire darsi la zappa sui piedi; tanto più che la crisi non è circoscritta solo all'Italia e solo a una classe sociale, ma coinvolge tutto il mondo e - se ci pensate bene - ha semicancellato la linea di confine tra media borghesia e proletariato. La gente non ha più soldi. Deve risparmiare tutto l'anno per trascorrere le ferie da qualche parte, e allora i più scelgono l'Antalya (Turchia) o la Spagna, che - soprattutto per le famiglie - sono ancora abbordabili.

peter parisius ha detto...

Beh (mi riferisco ai dati riportati nell'articolo): il calo di presenze di ospiti negli alberghi mi pare una logica conseguenza del disservizio (sempre più diffuso nel nostro Paese) e dell'esagerata crescita dei prezzi delle camere.

Volere mettere una pezza alla crisi alzando (in molti casi addirittura del 60%) le tariffe per i soggiorni in albergo, vuol dire darsi la zappa sui piedi; tanto più che la crisi non è circoscritta solo all'Italia e solo a una classe sociale, ma coinvolge tutto il mondo e - se ci pensate bene - ha semicancellato la linea di confine tra media borghesia e proletariato.

La gente non ha più soldi. Deve risparmiare tutto l'anno per trascorrere le ferie da qualche parte, e allora i più scelgono l'Antalya (Turchia) o la Spagna, che - soprattutto per le famiglie - sono ancora abbordabili.

Luciano Ardoino ha detto...

@Peter

Scusa ma dove hai letto nell'articolo dell'incremento dei prezzi alberghieri del 60% ?
Ciao