sabato 3 luglio 2010

Enit, Ice, Finest, Fondazione Valore Italia, Simest, Informest e Buonitalia in una SPA ?





E’ da mò che ci penso.
Confesso, non certo in questa maniera drastica, ma accorciare l’andazzo dei “doppioni” degli Enti, mi dà un notevole sollazzo.
Toh, ho fatto la rima, quasi.
Enit, l’Ente nazionale del Turismo nato nel 1919 per promuovere l’immagine turistica nazionale; Ice, l’Istituto per il commercio estero dotato di 116 uffici in 88 Paesi; la Fondazione Valore Italia, Agenzia di credito dell’esportazione; la Finest, che cura i rapporti commerciali con l’Est; Simest, SpA per le imprese all’estero; l’Informest, Agenzia per lo sviluppo e la cooperazione internazionale e Buonitalia, società per la promozione dell’agroalimentare italiano, verrebbero accorpate dal primo gennaio 2011 in un’unica SpA soggetta al controllo della Farnesina o, in alternativa, dello Sviluppo Economico guidato ad interim dallo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, checchesenedica per altre cose, in questo settore non ha pari in Italia.
Di Buonitalia tralascio ogni commento poiché è intenzione del Ministro Giancarlo Galan disfarsene al più presto, quindi è meglio non perdere tempo a raccontare cose che ormai non interessano più nessuno se non qualche amante del “gossip”, in considerazione della “guerra” col suo predecessore, tal Luca Zaia.
Un dolcetto o scherzetto alla moda delle “zucche vuote” di halloween che lascio volentieri ai contendenti o ai seguaci per mettersi in mostra ai propri capi, e vorrei passare a parlare di cose più serie e intelligenti.
Infatti…
L'ICE, Istituto nazionale per il Commercio Estero, è l'ente che ha il compito di sviluppare, agevolare e promuovere i rapporti economici e commerciali italiani con l'estero, con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese, dei loro consorzi e raggruppamenti.
A tal fine l'ICE, in stretta collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico elabora il Programma delle Attività promozionali, assumendo le necessarie iniziative e curandone direttamente la realizzazione. L'ICE ha la propria sede centrale in Roma e dispone di una rete composta da 17 Uffici in Italia e da 116 Uffici in 88 Paesi del mondo.
L'Ordinamento dell'ICE è regolato dalla legge n. 68 del 25.03.97 entrata in vigore l'11 Aprile 1997 e segue lo statuto adottato con DM 474 dell'11.11.1997.
Mentre La SIMEST è stata creata per promuovere il processo di internazionalizzazione delle imprese italiane ed assistere gli imprenditori nelle loro attività all’estero.
È controllata dal Governo Italiano che detiene il 76% del pacchetto azionario, ed è partecipata da banche, associazioni imprenditoriali e di categoria.
Per gli investimenti all’estero sottoscrive fino al 25% del capitale delle società estere partecipate da imprese italiane; agevola il finanziamento di quote sottoscritte dal partner italiano in società o imprese all’estero; gestisce fondi di Venture Capital.
Mentre per gli scambi commerciali agevola crediti all’esportazione.
La SIMEST è stata istituita come società per azioni nel 1990 (Legge n° 100 del 24.4.1990).
In definitiva entrambe sviluppano, agevolano, programmano, assistono e promuovono la stessa cosa; e vale a dire le imprese e gli imprenditori.
E allora perché due?
Via, si taglia e s’accorpano in una sola che c’è da risparmiare.
Ma solo loro?
No, perché la stessa cosa succede (?) con l’Enit e la Fondazione Valore Italia.
C’è forse qualcuno che possa sostenere che il turismo e la cultura o l'economia della cultura e della creatività made in Italy, non vadano di pari passo?
Suvvia, per piacere.
Restano Finest ed Informest che potrebbe già essere un primo compito per il nuovo ministro per il decentramento, Aldo Brancher; ma che essendo in “odore” di dimissioni (forzate?)… è presumibile che non si faccia poi niente.
Infatti sono società “simil-regionali” e quindi in previsione del prossimo federalismo, che logica è smembrarle per poi subito dopo ripristinarle?
In Italia, si sa bene che ci sta di tutto, per amor del cielo, ma farci passare o passare da “coglioni” così; beh, proprio no!
Alcune si possono assemblare ma non certo tutte sotto una unica responsabilità ... perchè?
Perchè probabilmente ... un altro "carrozzone"!
Sarebbe più opportuno che loro signori comincino a pensare che gli italiani non sono tutti da Grande Fratello o da telefilm tipo Dinasty, Dallas e via dicendo.
Nè tanto meno “venderci” uno o più porno/droga intrallazzi per distoglierci dalle inconcludenti (per noi) str…anezze del loro operato, o fornirci preventivi aggiustamenti a fantomatici "tagli" alle tredicesime delle forze dello Stato eccetera eccetera, per poi magnificare la platea (noi cittadini), con immediati dietro-front elencati come salvataggio della Patria.
Suvvia; chi "pesca", a volte, viene pescato, e credo ci sia troppa gente da "sistemare".

4 commenti:

vinc ha detto...

Non l'avevo visto questo post.
Che dire?
Hai perfettamente ragione e non le assemblerei in una sola.
E' vero che alcune sono doppioni ma non sono gestiti dalle aziende?

Anonimo ha detto...

@Vinc

Qualche ricerca potresti anche fartela da solo, non ti sembra?

Gli enti sono aziendali?
Ma dai !!!
B.C.

Sabaudo ha detto...

Emerge sempre più, in un momento di grave crisi, che i veri "centri di spesa" incontrollata appartengono a quel sottobosco creato dai gestori del potere politico e burocratico per continuare a drenare ingenti risorse per inconfessabili scopi. E questo alla faccia della situazione economico-finanziaria che vede le Istituzioni litigare sul leit-motiv "taglia tu che taglio anch'io, no io no...".
Mentre da un lato ci angosciano con la tiritera sulla mancanza di risorse, dall'altra mantengono in vita carrozzoni (e ne fondano altri) che hanno lo scopo di mantenere aperti i vari rubinetti che debbono alimentare la sopravvivenza di una plutocrazia imbelle, dove nessuno vuole abbandonare la mammella alla quale è riuscito ad attaccarsi e che deve provvedere a mantenere (nel vero senso della parola) un esercito di politici e di burocrati del tutto inutili: ecco perchè abbiamo strutture pubbliche elefantiache e una enorme struttura legislativa fatta di normative inutili che sopravvivono a se stesse a forza di modifiche, il tutto per giustificare l'apparato burocratico che deve gestirle e soprattutto quel substrato melmoso ed opaco che sorregge la "Grande Istituzione", la corruzione, che si basa sulla costante necessità di "interpretare" i dettati legislativi sovente stravolti dalla necessità di compiacere alle lobbies economico-finanziarie.

Sabaudo ha detto...

Mi chiedo ad esempio perchè esistano tutti questi Enti di promozione ed internazionalizzazione e contemporaneamente anche in diverse Regioni si sono create (o doppiate?) queste realtà? E che dire poi degli innumerevoli Enti "per lo sviluppo" che hanno solo gestito immense risorse pubbliche in uno strano connubbio pubblico-privato...