sabato 30 ottobre 2010

Il turismo a bocce ferme

Oggi tutto tace e sul turismo c’è un gran silenzio.
Non è una gran bella cosa ma piuttosto che leggere o sentire le solite “imbecillaggini”, va bene così.
Mi prendo anch’io una mezza festa.
Infatti da quando la Brambilla è scesa in campo (ahimè, due e mezzo anni fa), si contano in una mano (al massimo due) i giorni senza una sua“sentenza”; di quelle dei suoi “compari” o degli eccelsi saccenti.
Oggi siamo senza un “rigonfiamento statistico” o qualcos’altro di simil produttivo per il turismo nazionale, sempre però rivolto al domani.
A quel domani che non si capisce quando avverrà … se mai verrà.
Lei, i luminari, i grandi campioni, i professoroni e professorini, i quelli “io so tutto”, “ e i “io come sono bravo”, oggi stanno zitti, oggi non hanno niente da dire.
E cosa strana, neanche ieri, perché sennò sui quotidiani qualcosa di loro, ora,  ne avremmo letto.
E allora, a bocce ferme, vi voglio parlare della supponenza, che altro non è che l’eccessiva sicurezza o fiducia priva di riscontro nelle proprie capacità, che può portare finanche all'attribuirsi qualità e doti che non si posseggono, che è il riflesso di un'opinione troppo alta o lusinghiera di se stessi.
Che c’entra?
C'entra c'entra, eccome se c’entra; e provo a spiegare il perché.
Prima dell’avvento di questi grandi oratori mugghianti, non è che il turismo nello stivale andasse per la maggiore, per carità.
Francia, Stati Uniti, Spagna, e da poco la Cina ci sopravanzavano in presenze turistiche, e questo nonostante l’Italia fosse ed è, eccetera eccetera.
Le solite cose: un gran Bel Paese ma nessuno che sapesse o sappia che cosa fare.
Molti “guru” che nell’ambito “occupano” delle posizioni strategiche sono sempre gli stessi; parlano, parlano e parlano ancora, e considerando che non sono riusciti a cambiare un bel niente prima, non si capisce il come possano farlo adesso, visto che non va così bene; ma restano lì … “inamovibili”, e guai a dirgli qualcosa.
Mentre quelli nuovi con i “vecchi” hanno in comune ‘ste cose.
1° Parlano, parlano e parlano ancora.
2° I turisti non sono di certo aumentati.
3° Guai a dirgli qualcosa.
4° Sono i più bravi (dicono loro)
Però Francia, Stati Uniti, Spagna e la Cina ci sopravanzano ancora, anzi ...; mentre quelle che c’erano di una spanna dietro, ora stanno arrivando.
Visto che c’entra … la supponenza!

Ah, dimenticavo di dire che i dati e le statistiche che ci davano i “vecchi” sono le stesse che ci danno i “nuovi”: cambiano i numeri ma son sempre balle, mentre il portale www.italia.it è sempre lì, che pur con altri soldi spesi non è cambiato granché.
 Si si, c’entra, eccome se c’entra.

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