venerdì 22 ottobre 2010

Premio Nobel e turismo

Al di là di tutto ciò che ultimamente sta accadendo sul blog (continue e-mail e altrettante frequenti telefonate da gente che “conta” ma che non sa contare, e che sembrano più contestazioni campate in aria che cortesi e gentili ricerche della verità), nonchè della mia cocciuta volontà di voler continuare a dare qualche consiglio “non richiesto, oggi mi sono preso una “vacanza” (ma non del tutto) e mi sono letto assiduamente della consegna dei Nobel.
No, non quelli famosi, ma i premi Ig Nobel che altro non sono che quelli assegnati, come ogni anno, alle ricerche che "fanno prima ridere e poi pensare".
Per chi non li conosce, posso garantire che sono una cosa spassosa.
Quella di quest’anno è la 20esima edizione, e il premio semiserio è organizzato dalla rivista Annals of Improbable Research e da diverse organizzazioni studentesche di Harvard.
Alla cerimonia di consegna dei premi, tenuta nel Sanders Theater dell'università americana, hanno come al solito partecipato alcuni Nobel "veri": Roy Glauber, Frank Wilczek e Sheldon Glashow (premiati per la Fisica rispettivamente nel 2005, nel 2004 e nel 1979), James Muller (Pace, 1985) e William Lipscomb (Chimica, 1976).
Quest’anno poi l’organizzazione si è superata, e per la prima volta, i premiati hanno ricevuto anche un riconoscimento in denaro.
Saranno ben tremila miliardi di dollari ciascuno.
Purtroppo però, si tratta di dollari dello Zimbabwe che nel 2009, a causa dell'inflazione, la Banca centrale del Paese aveva emesso banconote fino a un valore di centomila miliardi di dollari.
Beh, siamo sicuramente nel tema della manifestazione e ci fossero anche nel settore del turismo cose così.
Scusate ci stavo ricadendo, oggi non voglio parlare di turismo; se ci riesco.
E l’Italia s’è fatta onore anche quest’anno.
Infatti nel campo delle ricerche improbabili, tre studiosi dell'Università di Catania, Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda e Cesare Garofalo, hanno vinto il premio per la Gestione aziendale per aver dimostrato che un'organizzazione è più efficiente se promuove i dipendenti a caso invece di affidarsi al merito.

Questa loro ricerca prende lo spunto dal cosiddetto principio di Peter reso famoso da un libro del 1969 di Laurence J. Peter, secondo il quale in una gerarchia ciascun dipendente viene promosso fino a raggiungere il suo livello di incompetenza.
Da questo deriva, spiega Andrea Rapisarda, che ciascuna posizione nella gerarchia tende a essere occupata da una persona inadatta a svolgere il proprio lavoro o mansione.
A questo paradosso, i tre che l’hanno ideata, hanno trovato una soluzione altrettanto paradossale. Simulando al computer le dinamiche di un'azienda con 160 dipendenti, hanno scoperto che un'organizzazione in cui i dipendenti vengono promossi a caso, o in cui vengono promossi una volta i migliori e una volta i peggiori, è più efficiente di quelle in cui le promozioni sono basate solo sul merito.
Questo accade perché, spiegano, niente garantisce che una persona capace nel proprio lavoro sarà altrettanto brava, una volta promossa, a svolgere le nuove mansioni.
Mentre il sistema delle promozioni casuali aumenta le probabilità di raggiungere una maggiore efficienza complessiva.
Infatti se qualcuno è davvero bravo, è meglio dargli delle gratificazioni economiche senza cambiarlo di posto, poiché un bravo medico non sarà necessariamente un buon direttore di ospedale.
Vicendevolmente se uno gestisce un’azienda che per anni va male, è meglio promuoverlo.
Vabbè, quattro risate oggi non me l'ha tolte nessuno, neanche quelli che tirano i fili del turismo, e comunque ...
Comunque per parlare d'altro (?), oggi il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, è stato eletto Vice Presidente del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro).
.................. hei, embè, come mai questo silenzio?
No scusate, è che mi sono messo a ridere e non riuscivo più a scrivere niente.
Toh, proprio come per i premi Ig Nobel.
Vabbè, non mi resta altro che fare i complimenti a Bernabò Bocca e gli auguri all’Italia.
Ma se non mi fermo di ridere, non riesco a pensare ... perdiana.

2 commenti:

sergio cusumano ha detto...

@B.C.

Pasta e coi non vuol dire "pasta con i...", ma "pasta con i cavoli".

;-)

vinc ha detto...

Complimenti....auguri, ma cosa succede qui da un po di tempo a questa parte?

;-)