martedì 15 novembre 2011

Letizia Radoni da i dati sul turismo in Liguria. Anche Bankitalia da dei dati turistici sulla Liguria ma sono differenti ... il problema è che Letizia Radoni è il Direttore responsabile della Sede di Genova (Liguria) della Banca d'Italia ... e vabbè


Ettepareva strano.

Sono solo passati alcuni giorni di assoluto silenzio, probabilmente dovuti alle catastrofiche recenti alluvioni che per ben due volte hanno colpito questa meravigliosa Regione, che ecco come un funghetto (dei meno mangerecci) riappaiono le statistiche affermanti che il turismo in Liguria va bene.

E’ la volta della Banca d’Italia che già in passato avevo “scoperto” nel dare e nel dire cose non troppo veritiere (presunte, per amor del cielo).
Questa volta l’artefice degli “allegri” dati è la “capa” della sede di Genova di Bankitalia, Letizia Radoni, che così sulle pagine de Il Giornale (sez. Genova), ci erudisce: “ Economia ligure in chiaroscuro, solo il turismo cresce”.

Cresce una benemerita cippa, e cercherò di spiegare il perché di questo mio “azzardo”.
Probabilmente la signora in questione potrà "risentirsene", dato che i dati sono il mestiere suo, ma è lei che l'ha dati, e potrà anche pensare … “chi è ‘sto qua che osa contraddirmi”.
Comunque sia o comunque sarà (sperando che non l’abbia a male ... se qualcun altro, con differente mestiere, su quei dati ci “ragiona” un po’ di più), la Letizia Radoni si unisce alla “brigata” degli ottimisti di questa Regione.
Persone fiduciose che passandosi il testimone alla moda della miglior staffetta mondiale sul tipo della 3 x 100 (roba da stracciare qualsiasi record mondiale … e di seppur facile impresa, considerato che quella staffetta non esiste in nessun ambito sportivo) lo riceve dall’assessore comunale Gianni Vassallo che a sua volta l’aveva ricevuto dal pari grado regionale, Angelo Berlangieri, notoriamente inserito ai blocchi di partenza per via del maggiore scatto (più giovane).

Comunque burle a parte, la Letizia dichiara che: “ … secondo un sondaggio effettuato presso le aziende del comparto industriale con almeno 20 dipendenti … invece dal settore turistico gli esercizi ricettivi hanno segnalato una crescita delle presenze dell’1,5%, grazie alle Province di Genova e la Spezia e al buon andamento della componente straniera”.

Ben, anzi male; prima di tutto c’è da dire che le aziende del comparto turistico ligure che superano i 20 dipendenti sono così talmente poche che si potrebbero contare sul pallottoliere della casa della Barbie, e che quindi l’eventuale “sondaggio” su di queste è una cosa … vabbè, avete capito.


Alberghi 5 stelle               8
Alberghi 4 stelle           110
Alberghi 3 stelle           715
Alberghi 2 stelle           406
Alberghi 1 stella           365

Se poi calcoliamo che molte attività restano chiuse nel periodo di bassa stagione … beh, anche in questo caso, traete voi la conclusione di questo approfondito “sondaggio”.
Inoltre è giusto informarvi (ved. schema sopra) che per un albergo di 3 stelle, la “forza” lavoro (media), è di 12,6 prs. (un addetto ogni 2,86 camere), mentre in quelli 4 stelle, non soventemente supera le 20 unità (e se poi sono chiusi … ancor meno).

Però c’è addirittura una "nota" che “stona” ancor peggio, e vale a dire che i numeri della stessa Bankitalia dicono l’opposto.
Ma com’è possibile direte voi.
Ecchennessò, di rimando io.

C’è anche da dire che i “presunti” errori della Banca d’Italia sono già stati evidenziati (ved. qui).

E per farvelo comprendere meglio, di seguito lo schema estrapolato (copincolla) dai “loro” file.


CONCLUSIONE
Tempo fa per capire il perché di ‘ste cose dette tanto per dire (credo), scrissi una mail a Giancarlo Livraghi  che per quanto riguarda la “fondatezza” e conoscenza filosofica delle statistiche non ha pari in Italia, e che così rispose: “…potremmo chiederci se l'inadeguata gestione provochi statistiche sbagliate (o male interpretate) oppure le statistiche confondano la gestione. Credo che siano contemporaneamente vere tutte e due le cose.
Cioe' ci troviamo in un "circolo vizioso".
E' un disastro irrimediabile? Credo di no. Ma, come ho scritto in "Viva l'Italia?":
"Se aspettiamo che qualche soluzione (chissà quale) venga dall’alto', possiamo piangere per altri mille anni. ..... Ma mille formiche possono fare di più di un disorientato e torpido pachiderma. Cominciando con l'aprire qualche piccola breccia nell'esasperante muro di gomma dei manierismi, dei servilismi, delle abitudini e della disinformazione".
Auguri per il suo lavoro. E, per piacere, non desista.
Cordialmente,

E naturalmente non desisto!!!

8 commenti:

Jennaro ha detto...

Insomma, Bankitalia, con i suoi dati sul turismo, è come se volesse rifilarci delle banconote "false"... che mondo!!

:-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro

Beh, neanche la Letizia è da meno.
Sarà che lavorano insieme?

mah, non lo sapremo mai!

;-)

Anonimo ha detto...

Applicato il principio del silenzio-assenso all’istituzione dei distretti turistici nella legge di stabilità su proposta di Michela Vittoria Brambilla. “Semplificazione e sburocratizzazione – spiega Brambilla – sono azioni indispensabili per stimolare la crescita dell’economia reale. Troppo a lungo le imprese sono state costrette a tener conto, nel loro operare, di lacci e lacciuoli che non hanno ragion d’essere”. La nuova norma introduce il principio generale del silenzio-assenso nel procedimento di formazione dei distretti turistici previsti dal decreto-sviluppo del maggio scorso per le imprese turistiche del settore costiero. Queste ultime, nell’ampia nozione introdotta con la Riforma del turismo che comprende, per esempio, anche le imprese di ristorazione o i parchi di divertimento, potranno chiedere di creare un distretto semplicemente presentando una domanda coerente con gli obiettivi dettati dal decreto: riqualificare e rilanciare l’offerta turistica a livello nazionale ed internazionale, accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori del distretto, migliorare l’efficienza nell’organizzazione e nella produzione dei servizi, assicurare garanzie e certezze giuridiche alle imprese che vi operano con particolare riferimento alle opportunità di investimento, di accesso al credito, di semplificazione e celerità nei rapporti con le pubbliche amministrazioni. Questa domanda, che attiva il procedimento di delimitazione del distretto, s’intenderà accolta “trascorsi novanta giorni dalla sua presentazione, salvo motivato provvedimento di diniego da comunicare ad almeno uno dei richiedenti entro i successivi dieci giorni dalla scadenza del suddetto termine”. Effettuata la delimitazione, la presidenza del Consiglio emanerà un decreto che automaticamente applicherà le disposizioni di semplificazione previste per i distretti: agevolazioni per la ricerca e sviluppo, trasformazione in “zona a burocrazia zero”, attivazione di sportelli unici delle agenzie fiscali e dell’Inps dove le imprese potranno risolvere, senza ulteriori complicazioni, qualunque questione di carattere tributario o previdenziale. “In questo modo – conclude Brambilla – i distretti turistici potranno decollare rapidamente. La loro istituzione darà nuovo impulso allo sviluppo ed all’ammodernamento della nostra offerta balneare, che per importanza resta il primo prodotto turistico italiano ma che, per battere la concorrenza delle destinazioni emergenti, ha urgente bisogno di un restyling”.

sergio cusumano ha detto...

Napolitano: "Basta con le raccomandazioni"
Per il rilancio dell'occupazione il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, fa un invito. "L'Italia deve diventare il più rapidamente possibile un Paese aperto ai giovani, deve offrire opportunità non viziate da favoritismi e creare per il lavoro sistemi assunzione trasparenti - conclude - che smentiscano la convinzione che le raccomandazioni servano più dell'impegno personale".
Mettere al bando le raccomandazioni, riconoscere l'impegno personale, mettere "al centro delle politiche il riconoscimento del merito è necessario, non significa solo proporre equità, significa crescita, far funzionare l'ascensore sociale bloccato da tempo". E' il messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel ricevere i "nuovi cittadini italiani", le numerose collettività di immigrati presenti sul nostro territorio.

Per il Capo dello Stato, poi, i giovani sono fondamentali e Napolitano richiama le istituzioni, italiane ed europee, a non dimenticare mai la responsabilità di fronte a questa fetta della popolazione. Per Napolitano bisogna insomma "investire su istruzione, educazione e formazione".

B. C. ha detto...

mah…a me sti mercati finanziari ricordano tanto certi forestali calabresi e siciliani, che prima appiccano l’incendio e poi si danno da fare, con tanto di straordinario e assunzioni etc etc per spegnerlo…
i mercati finanziari e le banche e goldman sachs e lheman brothers e trappoloni vari hanno fato lo stesso: prima ci hanno inondato di titoli e bond spazzatura, tossici e maledetti, poi ci indicano la strada del risanamento imponendoci pure i governi… mah

Anonimo ha detto...

Quanto ai ministri che sceglierà, girano voci di ogni genere ma nessuna certezza. In genere però si prevede una infornata di professori. E qui, con tutto il rispetto per le loro eventuali qualifiche, bisogna un po’ ragionare.

Da noi i professori, visti come amministratori della cosa pubblica, non godono di buona stampa. Alla Rai, tanto per dire, combinarono disastri. Lo stesso per gli economisti, docenti o no, e per i guru della finanza. Più questi personaggi sapevano e pontificavano, più sbagliavano previsioni e dispensavano titoli spazzatura. Nell’opinione corrente, insomma, non danno più garanzie dei politici.

Ora quello che gli italiani si aspettano è che i professori del nuovo governo non facciano solo i docenti e che gli economisti sappiano guardare oltre le leggi schematiche dell’economia. Per dirla in due parole, è qui che deve intervenire la scienza politica. Che è, sia pure nei limiti del possibile, equilibrio e misura. D’accordo cioè sul calo dello spread, sulle riforme, sui sacrifici che ci aspettano. Ma attenzione ai precedenti.

Il governo Berlusconi aveva promesso mari e monti, anche ed anzi principalmente a favore delle famiglie. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Berlusconi era ed è un grande imprenditore, ma non è stato un buon politico.

Ai professori, o tecnici assortiti, chiediamo adesso che lo siano. Se impongono sacrifici, ai quali siamo preparati, oltre ad esaminare i riflessi sull’economia in generale indaghino a fondo sul prezzo che dovranno pagare le famiglie. Se lavorano per il risanamento erariale, non considerino l’impoverimento delle famiglie come un dettaglio secondario. E nemmeno come una situazione momentanea, destinata col tempo a migliorare.

Già siamo pieni di giovani disoccupati, di donne che nemmeno provano più a cercare un lavoro. Un tenore di vita in declino, un “momentaneo” che si protrae da decenni. Così stando le cose, i ministri facciano con bravura i tecnici. Ma ricordino che il giudizio popolare non sarà tecnico. Sarà politico e sociale.

Luciano Ardoino ha detto...

@Sergio

Si, certo, eccome no!

Magari se cominciava a dirlo qualche anno fa e non perchè c'erano dei giovani ad ascoltarlo ...

Anonimo ha detto...

Certo che in liguria avete dei fenomeni