sabato 3 novembre 2012

Rottamare i piccoli hotel, oppure occuparsi dell'urban design?


Ormai questa faccenda della rottamazione degli alberghi piccoli, neri e brutti sullo stile Calimero, m’è diventata un incubo.

Non ci sto … è sbagliata … ed è senza una logica neanche apparente; se non la loro che ho già scritto tante di quelle volte che ne ho quasi nausea.
Vabbeh, quaranta gocce di “Melissa” e si riparte.

E questa volta, involontariamente, m’arriva in aiuto il presidente di Planet Hotel.net, Raffaello Zanini, che così dice: Rottamazione degli alberghi ''perché 34mila sono troppi, troppo vecchi e troppo piccoli'', ha detto il ministro Gnudi.

Due parole di troppo e tutti a dargli addosso.

Il merito del ministro del turismo è quello di aver acceso i riflettori su un tema che è centrale per il nostro turismo, ma il demerito (non proprio piccolo) di Gnudi e dei suoi qualificati consulenti, è di aver focalizzato la questione sul tema della rottamazione dell'hotel (singola struttura ricettiva) e non guardare al tessuto urbano delle città turistiche (e si tenga conto che in Italia quasi tutte le città sono anche turistiche).

Infatti l'argomento va osservato in modo trasversale, pensando alla destinazione turistica come una unità urbana, al cui interno devono sì esistere strutture alberghiere riqualificate, ma dove l'intera struttura urbana si riqualifica per rispondere alle esigenze di un rinnovato flusso turistico.
Mi è chiaro che si tratta di un vero progetto, con necessità di investimenti finanziari.

La riqualificazione (ed anche la rottamazione) degli hotel deve partire dal ripensamento complessivo della città. Il punto è che le ricerche anche accademiche su questo aspetto sono pressochè inesistenti. Chi si occupa di turismo, si occupa di "promozione", chi si occupa di hospitality si occupa della struttura alberghiera, e l'urbanistica oramai fatta sempre più dagli avvocati, non si occupa di turismo.

Inoltre, non serve scomodare la Boston Cunsulting per capire che il quadro italiano dell'offerta turistica sta correndo precipitevolissimevolmente verso il declino: primo fra tutti un prodotto obsoleto, il cui valore fondiario (tutto teorico) è molto alto. E' lì che si deve intervenire, con strumenti finanziari e giuridici.
Finchè lo Stato e le Regioni (che hanno il turismo e l'urbanistica tra le proprie competenze) non avvieranno una chiara riflessione su questo, tutti gli altri strumenti ed interventi, per quanto utili, saranno solo dei palliativi.

Ma questo, a mio modesto parere, è si fondamentale ma non è il tutto, perché andrebbero minuziosamente ricercate anche le cause e le sue soluzioni!






4 commenti:

vinc ha detto...

La camicia pulita sul vestito sporco


Luciano Ardoino ha detto...

@Vincenzo

Il tuo è un esempio molto educato.

;-)

Anonimo ha detto...

puoi avere i migliori hotels ma se non promuovi la destinazione il turista non arriva.le istituzioni facciano il loro compito che noi albergatori pensiamo alle ns strutture.a londra fino alle olimpiadi la qualita' alberghiera dei quattro stelle era pessima ma la citta' ha avuto lo stesso negli ultimi anni il maggiore rapporto occupazione camere al mondo.il turismo e' una risorsa perche' e' una delle poche attivita' d'impresa che non delocalizza ,crea occupazione sul territorio.adesso vediamo se la tassa di soggiorno ,inserita in alcune citta' ,
venga utilizzata dai comuni per la promozione o per riempire i buchi di bilancio.

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

Certo, che diamine, le istituzioni devono obbligatoriamente dare l'esempio e nei precedenti 1.300 post sul turismo c'è appunto scritta questa semplice cosa.
E Londra, come dici tu, ne è un chiaro esempio. Se non ricordo male, nel periodo olimpico è stata anche quella che ha avuto più margine di revpar al mondo.
Ma questo è normale.
Vero anche che, nella capitale inglese, abbiano migliorato di molto le prestazioni dei 4 stelle che solitamente sono quelle più aderenti ai gruppi alberghieri.
Per q2uanto riguarda la tassa di soggiorno, come ben saprai, dovrebbe essere trasformata in tassa di scopo e resa uniforme in tutto lo stivale. E anche se dapprima ipotizzavo che la tassa sul turista avrebbe potuto tranquillamente finire per tappare qualche buco di bilancio, adesso, dopo tutte le minacce di controllo da parte delle associazioni preposte al nostro settore, credo che invero saranno obbligati a utilizzare questi soldi per il marketing o quant'altro. Almeno una buona parte.