domenica 2 giugno 2013

Il turismo non è una bicicletta

Prima al Governo c’era Berlusconi (perché ora non c’è?) e una delle priorità per la ripresa nazionale fu il turismo … almeno così dissero.

S’inventarono un ministro senza ministero, un’esperta senza esperienza e nemmeno … va beh; e la
scelta si dimostrò poi uno sfacelo.

Ora, col nuovo Premier Enrico Letta, e all’indomani stesso della formazione del Governo, ecco che spuntano le medesime e precise urgenze.
Sì, ancora lui, il turismo, e per i soliti motivi che non mancano mai dall’essere nominati e bla bla bla, tra cui
sottolineando l’importanza e il volano economico di due settori non de localizzabili: il turismo e l’agroalimentare. In un’età post-industriale l’Italia non può perdere l’opportunità di monetizzare le sue bellezze paesaggistiche, le sue attrazioni turistiche, la varietà della sua produzione alimentare e vinicola”.

Peccato che due soli giorni prima, il giovane Premier, si sia dimenticato di scriverlo anche sulla Gazzetta Ufficiale durante le nomine dei nuovi ministri, dove la parola “Turismo” è completamente assente (ved. immagine seguente).

Sì, è vero che non poteva farlo (se non per le sole deleghe), mentre invece manca l’approvazione al DDL presentato più di un mese fa (ved. qui) che trasferisce uffici, personale (soldi) dal PdC al MIBAC.
Perché le priorità non sono mai così urgenti … per loro?

E perché gli attori (i ladri di biciclette?) sono sempre gli stessi di prima, se non peggio?


































5 commenti:

vinc ha detto...

Hai una fantasia da Nobel.


:-DDDDD

Luciano Ardoino ha detto...

Anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, rilancia il tema del turismo. «In queste ore si sta discutendo di incentivi, interventi da parte del governo a favore delle imprese, la nostra posizione è chiara: ci deve essere un sostegno per tutti i settori che stanno soffrendo» ha detto il presidente di Confindustria, intervenendo al ventennale di Federturismo. «Il turismo – ha continuato Squinzi - è un settore importante che genera circa il 10% del Pil del nostro paese e dà lavoro a circa 2,5 milioni di lavoratori, ma oggi il nostro Paese purtroppo fatica a intercettare flussi turistici e non sfrutta appieno l’enorme patrimonio artistico-culturale». Il turismo, ha continuato Squinzi «deve essere trattato come una questione nazionale a pieno titolo come in Francia e Spagna. E’ un settore strategico che genera però meno ricchezza e occupazione rispetto ad altri Paesi che hanno un’offerta culturale inferiore alla nostra». Secondo il presidente di Confindustria, è necessario un «progetto industriale che promuova un’offerta globale di qualità su infrastrutture, burocrazia, degrado del territorio, patrimonio culturale». Per Squinzi, «raddoppiare il contributo che il turismo dà al Pil non è un sogno impossibile ma un obiettivo raggiungibile. E’ ora di tornare a essere un Paese che non si accontenta di vivere di luce riflessa ma che ha voglia di scommettere sul cambiamento».

Jennaro ha detto...

@Luciano

Chiediamo di avere un ministro "di ritorno", sai, come quel famoso "cavallo" ... magari lo paghiamo di meno ...

:-D

Anonimo ha detto...

Il nuovo Ministro Massimo Bray è anche direttore della rivista Italianieuropei, già sostenuta da importanti contratti pubblicitari con le industrie del gioco d’azzardo. Nel nuovo governo a chi andrà la delega ai giochi d’azzardo?

frap1964 ha detto...

A proposito di bicicletta...
I promotori (Politecnico Milano) dicono che costerebbe solo 80 milioni di euro e che sarebbe in grado di generare un indotto turistico annuo di pari valore, se non superiore.
La vorrebbero pure pronta per l'EXPO 2015.
E' una cosa troppo intelligente, quindi al 99,9% non si farà, imho.
Oppure, se mai si farà, costerà 4 volte tanto e poi non si farà manutenzione, lasciando andare il tutto in rovina.
Come avvenuto in tante altre occasioni.