domenica 23 giugno 2013

La fantastica storia di Schoep

Lago Superiore, Wisconsin, Stati Uniti d'America, un anno e mezzo fa.

Hannah Stonehouse Hudson, di professione fotografo naturalista, si affaccia sullo specchio d'acqua e inquadra la scena che ha deciso di immortalare.

Un uomo, un suo vecchio amico, galleggia nell'acqua, mentre un vecchio pastore tedesco si appoggia addormentato sulla sua spalla.
Attraverso il tele, Hannah si accorge delle sottili lacrime che solcano il viso della persona e decide di attendere che emerga dall'acqua.
Una volta uscito dal lago, con il cane in spalla, Hannah si avvicina a John Unger e dolcemente gli chiede: «Che succede John, perché mi hai chiesto di fare queste fotografie? Dimmi come posso esserti d'aiuto».
«È una lunga storia, Hannah» risponde l'uomo. «Ho tutto il tempo che vuoi e facendo la fotografa sono dotata d'infinita pazienza» ribatte lei.

Diciotto anni prima John e la sua fidanzata avevano girato decine di canili alla ricerca di un cane da adottare.
Lo trovano all'Ozaukee Animal Shelter.
È un cucciolo di pastore tedesco, nascosto nell'angolo di una gabbia.
È un colpo di fulmine.
John e la sua compagna decidono di portare a casa quel cucciolo che chiameranno Schoep, come il nome di un famoso gelato venduto nel Wisconsin.

Passando i giorni, la relazione con il cane si rafforza, mentre quella tra i due fidanzati va a rotoli e, dopo una decina d'anni, la donna se ne va in Colorado.
Il colpo è durissimo per l'uomo, che vede solo ponti da cui gettarsi e binari di treni sui quali attendere il sollievo finale ala pena che lo divora.
Ma c'è lui che lo aspetta sempre, ogni attimo, che non lo lascia mai solo ed è questa relazione che gli dà la forza di andare avanti. «Lo dico apertamente Hannah. Se non ci fosse stato Schoep, probabilmente oggi non sarei qui a raccontarti questa storia».

Purtroppo, giunto alla venerabile età di diciotto anni, le articolazioni di Schoep subiscono i danni e il dolore di un'artrite cronica progressiva che pare incurabile.
Le visite dal veterinario terminano con la prescrizione di analgesici e antidolorifici e con la sentenza che, quando non faranno più effetto, ci sarà un'unica giusta via da perseguire.Solo galleggiare nell'acqua sembra dare sollievo al cane, permettendogli di recuperare quelle ore di sonno perse durante notti agitate e confuse tra l'intontimento degli antidolorifici e la ricomparsa del dolore.
Una volta ricontrollate le immagini scattate, Hannah si accorge che c'è n'è una di straordinario impatto emotivo, che commuove anche lei, che l'ha scattata, fino alle lacrime.
È l'immagine del rapporto tra il proprietario che vuole alleviare le pene al suo cane, conscio che saranno gli ultimi suoi giorni di vita e una seconda immedicabile perdita attanaglierà presto il suo cuore.

Ma John non sa decidersi: «Adesso che lui ha un problema serio io gli devo restituire un vecchio favore, costi quel che costi».
Hannah decide di pubblicare la fotografia e, in pochi giorni, questa incendia letteralmente la Rete. Quell'immagine di dolcezza infinita scuote chi naviga.
Milioni di click sull'immagine, nasce la Schoep's Legacy Foundation e arrivano donazioni dal Giappone come dall'Arabia Saudita. Schoep viene sottoposto a nuove e costose tecniche di terapia che gli restituiscono la capacità di camminare e di dormire la notte.

L'altro ieri Schoep ha compiuto 20 anni e ha mangiato una torta fatta apposta per lui. L'unico problema è stato spegnere le due candeline. Sono rimaste accese, per il prossimo anno.









5 commenti:

edocolombo ha detto...

Tuttogiustotuttodarifare

Jennaro ha detto...

@Luciano

Ricordo che anch'io allora scrissi qualcosa su questa bellissima immagine che sa trasmettere un senso di dolcezza e sicurezza rammentando i momenti in cui ci sentiamo al sicuro tra le braccia di chi ci vuole bene.

:-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Edocolombo

Tutto sbagliato ma non c'è niente da fare

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro

Una bella storia che se vissuta dev'essere qualcosa di veramente fantastico.

:)

Luciano Ardoino ha detto...

Vi avevamo raccontato del rapporto commovente tra John Unger e il suo cane Schoep in un articolo di qualche tempo fa, in occasione del 20° compleanno di questo splendido e amatissimo cane.
John, che cercava di alleviare il dolore di Schoep dovuto all’artrite con la terapia d'acqua, era una figura ispiratrice. Con l'aiuto della fotografa Hannah Stonehouse Hudson di Stonehouse, l'immagine di John che culla Shoep fra le sue braccia nella acque del Lago Superiore (Wisconsin, USA) per farlo addormentare, hanno toccato in modo profondo moltissime persone in tutto il mondo.
La loro storia è l’esempio dell’amore vero che un essere umano può provare e dimostrare al suo cane.
... Ecco perché ci rattrista profondamente la notizia che Shoep è morto e siamo vicini con il cuore a John Unger.
John ha scritto questa dichiarazione sulla loro pagina Facebook ieri pomeriggio:
"Io respiro, ma non riesco a riprendere fiato ... Schoep è morto ieri ... maggiori informazioni nei prossimi giorni."
John aveva adottato Schoep con la sua fidanzata in un canile. Avevano dovuto impegnarsi molto per conquistare la fiducia di questo cane perché Schoep aveva alle spalle delle bruttissime esperienze. Anni dopo John si è separato dalla sua compagna dopo una lunga relazione e ha attraversato un brutto momento di depressione, che è riuscito a superare solo grazie alla presenza di Schoep.
L'amore che li legava ha reso migliore la vita di entrambi.