lunedì 6 febbraio 2012

Solo 8 italiani su cento credono negli attuali partiti politici. E nel turismo?


… e al fin della licenza io non perdono e tocco!
Era questo il ritornello che Edmond Rostand ripeteva a più non posso nel Cyrano de Bergerac, e a quanto sembra, ne era testé l’ora, è quello che gli italiani si apprestano a fare verso i partiti politici del BelPaese.

Infatti gli ultimi dati che emergono da un sondaggio dell’Istituto di ricerca Ispo, quella di Renato Mannheimer per intenderci, parlano chiaro; gli italiani non hanno più fiducia e non ne possono più di ‘sta gente (in calo rispetto al 12% della precedente rilevazione effettuata ad ottobre), a fronte di un 91% che dichiara di avere poca o pochissima fiducia.
Resta quell’otto per cento di aficionados che probabilmente, considerando l’alto numero industriale di chi fa politica in Italia, fa parte dei medesimi e loro adepti, che magari, si sono ritrovati in alcune belle posizioni di rilievo per meriti indefinibili e che mai più vorrebbero lasciare.
Quindi li approvano e li votano.

Ed è una pesante debacle annunciata, per chi come me ha vissuto in molti Paesi esteri per lavoro e non certo per ferie, s’aspettava e s’augurava da tempo.
Nazioni dove i politici e la politica è tutt’altro, e dove il loro minimo errore, commesso in furberie varie, viene accompagnato spesso e sovente dalle conseguenti dimissioni, mentre qui … lasciamo perdere ch’è meglio.
Dimissioni richieste da tutta la cittadinanza a prescindere dalle proprie ideologie politiche e di appartenenza.

Infatti l’importanza, il guadagno (legittimo e anche quello illegittimo, quest’ultimo ahinoi sempre più presente) nonché il potere che queste persone hanno tratto dal dolce far niente per ciò che concerne il popolo e lo Stato, ma non certo per loro stessi, porzione in cui s’applicano con infinita instancabilità per raggiungere quei traguardi che altrimenti sarebbero vani, se misurati alle loro capacità, ebbene; questo infausto periodo sta finendo.
Amen e rendiamo grazie a Dio!

E finiamola un pò coll’andare a “guardare” se l’uno è di destra, di centro o di sinistra, il marciume ha un solo colore che è appunto quello del marcio putrefatto; poche balle.
Com’è anche vero che non tutti, proprio tutti i politici siano così.

Alcuni (molto pochi) si differenziano e lavorano con coscienziosità ed onestà, ma il numero esiguo non permette nient’altro che quel misero otto per cento.

E se dovessimo fare un censimento generale sulle promesse mai mantenute che lor signori c’hanno omaggiato nel corso degli ultimi trent’anni, nessun calcolatore al mondo sarebbe così grande e in grado di darci anche un pur piccolo e parziale numero.
Per anni hanno fatto finta di contrastarsi rifiutando a priori le idee e le innovazioni degli altri.
Se un partito diceva bianco, ecco che l’opposizione cercava di raccontarci che la cosa giusta era il nero, e questo senza neanche minimamente chiedersi se il bianco, per caso, fosse stato meglio per noi.

Com’è infatti possibile che fino a 24 ore prima dell’imposizione di Monti, i maggiori partiti fossero strenuamente e irrimediabilmente nemici su tutto, sempre e comunque.
Pronti a darsi battaglia fino all’ultimo sangue (e noi sciocchi a crederci) per mantenere o conquistare il potere, poi all’improvviso si sono fatti tutti indietro lasciando il potere all’uomo imposto dalla Banca centrale europea, legato alla Goldman Sachs, Moody’s, Gruppo Bildeberg e Commissione Trilaterale?

Com’è possibile che all’improvviso, maggioranza ed opposizione, abbiano volontariamente rinunciato al rispetto e al far rispettare le regole fondanti della nostra democrazia che si fonda sulla sovranità popolare e attribuisce al popolo attraverso le elezioni il diritto esclusivo di scegliersi i propri rappresentanti?
Quelle stesse regole fondanti della Costituzione italiana che pochissimo tempo prima, erano sempre la prerogativa per dirsi di tutto, l’un contro l’altro, attribuendo l’incostituzionalità in qualsiasi proposta altrui.

Beh, in definitiva credo che questa classe politica ci rappresenti nella maniera che meglio ci s’addice, perché in definitiva anche noi siamo degli “scorretti”.

Quante volte sul politico di turno che ha fatto delle “marachelle”, e per il solo motivo che appartiene alla nostra sponda, abbiamo fatto spallucce, e magari l’abbiamo anche apostrofato come uno molto furbo?
Mentre se questi (quello che ha fatto la “marachella”) è membro del nemico (sponda opposta), ecco che partono gli improperi ed ingiurie a più non posso.
Ma scusate, che differenza fa se il furbetto è di destra, di centro o di sinistra?
Ma non vedete che l’è tutta una Casta (rarissime, ma molto rare eccezioni a parte)?
E nel turismo in Italia?
Anche!

Gente che ha nell’ambito come conoscenze, la settimana bianca, il full immersion di tre giorni sui barconi della Senna o poco più, e che poi te li ritrovi a presiedere o a fare il grande manager in un ente importantissimo preposto al turismo.

Altri, che nonostante circolino indefessamente nei corridoi e nelle stanze del potere, e che ripetono all’infinito che l’Italia è il Paese più bello del mondo, più culturalmente fornito, più, più, più di tutti, ebbene; se non camuffano qualche dato o statistica sugli arrivi per dare uno scopo alla loro presenza, non riesci a capire il perché siano lì.

O forse lo si capisce molto bene … mah?

8 commenti:

vinc ha detto...

@Luciano

Vista la cosa che ti interessa e ......


Il giorno d’apertura della quinta Convention nazionale (giovedi' 15 marzo 2012), al centro congressi “Torino Incontra”,il Presidente di Federcongressi&Eventi, Paolo Zona, presentera' la prima campagna di membership dell'Associazione. Sara' multimediale e rivolta a un’audience allargata di imprese, manager e professionisti che operano nella meeting industry a vario titolo. Alla campagna, coordinata dal pubblicitario Marco Sorrentino, collaborano gli "art director" Maurizio Giorgini e Sergio Zava, la webmaster Valeria Loretti, la grafica Roberta Gattino, il grafico web Carlo Zummo e lo sviluppatore web Carlo Berrino, oltre all’ufficio stampa Stefano Ferri.

vinc ha detto...

E

La legislazione italiana non è adeguata ai tempi in quanto una recensione diffamatoria pochi minuti dopo essere stata pubblicata è visibile in rete da milioni di persone, senza che la parte lesa disponga di effettivi strumenti di tutela. Un grande Paese turistico come l’Italia non può permettersi il lusso di consentire che, grazie allo schermo dell’anonimato, i professionisti della denigrazione e dell’autocelebrazione elettronica continuino ad operare indisturbati”. Lo ha affermato in una nota Federalberghi, prendendo spunto dalla decisione dell’autorità britannica di controllo sulla pubblicità (Advertising Standard Authority) di censurare ufficialmente TripAdvisor. L’Asa, viene ricordato, ha rilevato che le recensioni possono essere pubblicate su TripAdvisor senza nessuna forma di verifica e che false recensioni vengono pubblicate senza essere riconosciute. Secondo l’Autorità, TripAdvisor non può pertanto affermare di offrire consigli affidabili formulati da viaggiatori reali. Già in passato, viene sottolineato, “Federalberghi ha presentato alle forze politiche ed al Governo italiano un pacchetto di proposte volte ad assicurare che il diritto di esercitare la libertà di manifestazione del pensiero garantito dalla nostra Costituzione non si trasformi nella licenza di offendere e vilipendere senza doverne rispondere”. Col medesimo obiettivo, a livello europeo, Federalberghi e le altre associazioni aderenti all’Hotrec (Hotel-Restaurant-Cafè in Europe) hanno elaborato un codice di condotta per invitare i grandi portali turistici ad assicurare la trasparenza delle informazioni.

Anonimo ha detto...

AOSTA, 3 FEB - ''Abbiamo deciso di fare solo azioni mirate con un buon rapporto tra costi e benefici. Abbiamo scelto di effettuare interventi puntuali per intercettare una fetta di mercato ben precisa''. Cosi' l'assessore regionale al turismo, Aurelio Marguerettaz, spiega la decisione della Regione Valle d'Aosta di non partecipare alla Bit (Borsa italiana del turismo) di Milano, in programma dal 16 al 19 febbraio prossimi.

''L'investimento necessario per garantire una presenza dignitosa alla Bit - si legge in una nota - in grado di suscitare l'interesse e la curiosita' dei media e del pubblico, stimato in circa 150.000 euro annui, e' sproporzionato rispetto ai ritorni riscontrati e attesi''. (ANSA).

Luciano Ardoino ha detto...

@Vincenzo

Utili e grazie

:)

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

Beh, ognuno la pensa come vuole ... e in questo caso la pensa male.

Che la pubblicità sia l'anima del commercio lo sanno anche i sassi.
Magari quei 150.000 euro annui non sarebbero così sproporzionati se ...



:(

Gianni ha detto...

Martedì al Senato

VII. Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge:
1. Legge-quadro per la promozione del turismo sportivo e per la realizzazione di impianti da golf.

sergio cusumano ha detto...

@Luciano

Così fanno finta di non saperne niente?


http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2012/24-gennaio-2012/universiadi-gnudi-gela-bologna-strada-salita-1902986908808.shtml

sergio cusumano ha detto...

@Tutti


E poi ci sarebbe questa notizia

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/onorevoli-skipass-sestola-ministri-parlamentari-sfidano-giorni-sugli/188774/