blog di critiche costruttive sul turismo e sulla cultura (dal 1° gennaio 2009)
martedì 30 settembre 2014
lunedì 29 settembre 2014
Turismo: Regione Lazio and that's all folks
E' un po' come quando un non vedente
chiede un'informazione a uno che è sordo … beh; la risposta te la
puoi ben immaginare in che tempi poi avverrà.
Risposta che però non tarda ad
arrivare dalla Regione Lazio dove, se dapprima avevano deciso di
semplificare la vita delle imprese ricettive del territorio,
rispondendo alle esigenze degli operatori del settore che da tempo
chiedevano la modifica di una legge anacronistica, con un meccanismo
obsoleto che appesantiva la loro attività, ecco che di botto, nella
totale cecità e sordità (imho), c'aggiungono delle clausole da far paura.
Infatti lo scorso novembre 2013 con
l’approvazione in Consiglio regionale delle modifiche alla legge
sul turismo, le aziende laziali del settore alberghiero, le strutture
extra alberghiere e ‘all’aperto’ potevano finalmente aprire
un’attività subito dopo aver presentato una sola dichiarazione
allo Sportello unico dei Comuni, senza aspettare il nulla osta della
Provincia.
Allo stesso tempo, così, avevano tolto
il pesante e inutile obbligo per gli albergatori di denunciare
all’amministrazione provinciale i prezzi minimi e massimi per
l’anno successivo facendo solo esporre in modo ben visibile
all’interno delle proprie strutture e sui propri siti internet i
prezzi praticati.
E fin qui non ci piove.
Ma mi si vuole dire che cavolo di semplificazione è permettere ai cinque stelle di commercializzare il
40% delle camere come quattro stelle, ampliando il range di attività,
con più spazio all'attività congressuale, come dichiarato da
Giovanni Bastianelli, il DG dell'Agenzia regionale del Turismo del
Lazio, da Stefano Fiori, presidente della Sezione Industria del
Turismo e del tempo libero di Unindustria e dal Governatore del Lazio
Nicola Zingaretti ?? ... la Legge è qui.
Ma hanno idea questi signori il che
cosa sia il settore alberghiero (non è un treno, nave o aereo con
scomparti ben distinti tra una classe e l'altra), ma soprattutto
sanno che il cliente non ama pagare un prezzo per la medesima
locazione quando altri, magari addirittura dirimpettai sullo stesso
pianerottolo, quel prezzo lo pagano molto di meno?
Oppure che cosa faranno (?) …
avviseranno i clienti 4* che più di una marmellatina (si fa per
dire, neh) non posso mangiare durante il breakfast mentre quelli a 5*
se ne ingozzeranno a gran sazietà ?
Senza contare quella miriade di
discrepanze che si creeranno a lungo andare … e i 4* che cosa
diranno?
E Federalberghi Roma e Lazio, da come
si legge sul fondo su Il Sole24Ore, esprimono piena soddisfazione per
il nuovo Regolamento regionale di disciplina delle attività
ricettive alberghiere approvato dalla Giunta regionale.
E poi ci chiediamo il perché il
settore alberghiero in Italia va male??
P. S.: E nemmeno si può pensare che la
“genialata” sia stata partorita per evitare che le associazioni
delle industrie farmaceutiche potessero finalmente andare negli
alberghi di lusso, considerato che l'antitrust ha già da tempo
sentenziato in merito, ossia che non si possono vietare (ved. qui).
... e già che ci siamo perché non commercializzare un bel 20% della capienza anche alla possibilità di un 3*?? ... e poi ai 2* e pure locanda va.
... e hanno una seppur minima idea del bailamme che creeranno con sta trovata in merito alle varie tassazioni di soggiorno e compagnia bella?... e se pagheranno il balzello tutti come un 5*, perché non aggiungerlo alla Legge?
... e in caso di prenotazioni per congressistica (quindi molta gente tutta insieme) come faranno a sostenere chi è quel cliente che rientra nel 40% e quello no?
Mah!!
... e in caso di prenotazioni per congressistica (quindi molta gente tutta insieme) come faranno a sostenere chi è quel cliente che rientra nel 40% e quello no?
Mah!!
sabato 27 settembre 2014
TDLAB: ... e tre !! ...
Ahia hia hiaiiii …
… e anche 'sta volta quelli del TDLAB
hanno sbagliato i tempi e sono in ritardo.
Colpa del tordo che tarda sempre o
decché?
Comunque sia oggi ne abbiamo 27 e ieri
doveva arrivare la pubblicazione delle schede progettuali revisionate con gli iscritti ai tre gruppi di lavoro (ved. immagine sopra).
E invece, nisba.
E invece, nisba.
E così pure era successo altre
due volte … la prima e la seconda, qui e qua … e oggi quo.
Manca
lo zio Paolino Paperino ma adesso vado all'edicola per vedere se è
là … magari ci trovo pure la pubblicazione delle schede
progettuali revisionate con gli iscritti ai tre gruppi di lavoro che
doveva arrivare ieri.
E zic e poi zac, alla moda di Zorro alias
Diego de la Vega … a cui nulla sfugge!
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venerdì 26 settembre 2014
Come legare il turista a Firenze e non farlo scappare
Da oggi a Firenze saranno più scemi a
norma di Legge a causa delle raffiche di sciagurate idiozie che
partono in quasi tutta l'Italia?
Mah!!
Le presunte idiozie riguardano ancora
una volta, manco a dirlo, l'imposta della tassa di soggiorno che
per "merito" della
delibera n. 50 del 28 luglio 2014 avrà decorrenza dal 1 ottobre 2014
per tutti coloro che pernotteranno negli immobili locati ad uso
turistico (nella misura di 2 euro a persona per notte), mentre in
tutte le altre fattispecie di locazioni l'imposta non è
dovuta.
Nonché ai turisti provvisti di mezzi di pernottamento autonomo che usufruiscono delle aree di sosta aperte al pubblica (nella misura di euro 1,00 a persona per notte).
Nonché ai turisti provvisti di mezzi di pernottamento autonomo che usufruiscono delle aree di sosta aperte al pubblica (nella misura di euro 1,00 a persona per notte).
Pertanto
anche ai campers e alle roulettes.
Idiozie
poiché è abbastanza normale che fatta la Legge trovato l'inganno,
con la chiara conseguenza, per quanto riguarda gli immobili locati ad
uso turistico, che tali locazioni verranno automaticamente, e in un
battibaleno, trasformate in locazioni transitorie o temporanee ad uso
abitativo, per le quali l'imposta non è dovuta.
Ma perché le istituzioni devono sempre mettere la popolazione nella condizione di ingegnarsi per manlevarsi dalle loro str...anezze?
Complimentoni!
Complimentoni!
Ma
ancor più complimentoni per il fatto che già un'altra città
c'aveva provato col risultato che subito dopo ha fatto un repentino
dietrofront ritornando così tra la gente “normale”.
Questa
città è Perugia che dal 1° agosto 2013, data di
entrata in vigore della legge regionale n. 13 del 12 luglio 2013,
“Testo unico in materia di turismo”, è stato abrogato l’art.48 della legge regionale n. 18 del 27 dicembre 2006, avente ad
oggetto “case ed appartamenti locati ad uso turistico”.
Ma pare che l'esempio non sia bastato,
come a dire che una botta sola sulle balle non procura a loro dolore,
e allora giù a martellarle a ripetizione … tanto il dolore se lo
becca chi in questo settore ci sopravvive.
Negli Stati Uniti, che presunti idioti
non lo sono di certo, si paga un forfait una volta, validità 2 anni,
solo con carta di credito e solo via web.
Oppure non entri nel Paese.
E comunque, se anche hai pagato, non è
detto che entri.
Vabbeh, da noi probabilmente per via di
certi trattati non si potrebbe fare ma ci si potrebbe mettere tutti
d'accordo per una volta e non menare il torrone con una moltitudine
di disparità tra l'una e l'altra nazione (ved. Iva turistica).
Personalmente, ma non solo il solo a
pensarla così (Frap1964 è della medesima opinione), caricherei il
costo su una card turistica nazionale multiservizi che offra tutta
una serie di vantaggi e stop.
Meno rotture di scatole per tutti.
Ma è cosa troppo furba.
Questi vogliono la tassa e pure la
card.
E si credono che il turista sia uno da
tosare ben benino.
Col risultato che nel confronto con i
competitors perdiamo a tutt'andare … tanto a loro basta dare due dati (prefabbricati?) dove c'è sempre scritto che tutto va bene
Madama la Marchesa, mentre la Bankitalia dice che non è
vero e che nei medesimi primi sei mesi c'è stato praticamente un pareggio.
Itaglia!!
Mi verrebbe da proporre un sorteggio per scegliere i nostri rappresentanti istituzionali o forse sarebbe meglio un gratta e vinci per il giusto coronamento di quelle Leggi fatte a caso.
Anzi, lasciatemelo dire: a cazzo!!
Anzi, lasciatemelo dire: a cazzo!!
giovedì 25 settembre 2014
TTT (Tourism Think Tank) ... ne sentiremo delle "belle".
Mercoledì prossimo in Lario Fiere a
Erba al TTT farò la mia prima apparizione come relatore in Italia.
Eh già!
Dieci anni del più assoluto silenzio
(a parte ovviamente 'sto blog) perché in quelle poche manifestazioni
o chiamatele come vi pare, e che ho avuto la sfiga di partecipare come
semplice ascoltatore, beh; due bocce grandi così (apertura totale
delle braccia).
Non ho imparato un razzo a parte
pochissimissime (e pure un altro “issime”) eccezioni.
Perché lo faccio?
Primo perché l'invito m'è arrivato da
un caro amico, Roberto Peschiera, poi perché la questione mi
sfagiola alquanto (le recensioni), ed infine per le due possibilità
che credo siano mature al punto giusto, e che dovrebbero dare per
davvero dei buoni suggerimenti.
Sia all'albergatore che ai “recensori”
ma soprattutto a quei grandi professionisti di TripAdvisor.
Grandi professionisti, e non me ne
voglia nessuno per questa definizione, perché è innegabile che
hanno saputo trarne profitto, nonché considerando l'enorme parlare e
digitalizzare al loro indirizzo, Beh; che dire … forse che hanno
raggiunto il loro scopo?
Certo che sì!
Ma come sempre accade in tutte le cose
... si può fare di meglio, e arginare alcune cosette che non è che siano così qualitativamente professionali nel ... quindi ci provo.
Combattere TripAdvisor è praticamente
impossibile (sono troppo bravi) se non aumentando la qualità di
quanto propongono, cercando quindi di percorrere lo stesso
“carrruggio” (vicolo stretto ligure) ed eventualmente aiutarli
per indirizzarli laddove … beh; vedremo.
... mentre finora (imho) ... ved. link video sotto!!
mercoledì 24 settembre 2014
Perché UnaHotels ha un miliardo di debiti con le banche ?
Il problema va posto così; si può
fare un debito di circa un miliardo di euro con un portfolio di 31
strutture con 31 mila camere, dagli iniziali otto alberghi a cui man
mano se ne sono aggiunti altri 23, e in “soli” 13 anni?
Parlo dell'UnaHotels, impegnata più
che altro nel business travellers, e che secondo notizie che girano
da un bel po', grava un'esposizione consolidata verso il sistema
bancario per circa un miliardo verso un pool di istituti: UniCredit,
Intesa Sanpaolo, Mps, Bpm, Bnl, Ugf e il Credito Cooperativo
Fiorentino ... un tempo di proprietà dell'imprenditore toscano
Riccardo Fusi con Elena David come AD già dalla fase di start up per
il brand UNA Hotels e Resorts.
Elena David, comincia la sua avventura
nel settore alberghiero con StarHotels e in soli 8 anni raggiunge la
qualifica di DG ed entra nel CDA della medesima.
Quindi il balzo all'UnaHotels e …
… e nel frattempo riceve una valanga
di ambitissimi premi, tra cui il Bellisario nel 2004, la vice
presidenza di Federturismo (nel 2012, e vale a dire quando le cose
non sembravano andassero poi così bene), mentre per il resto,
considerata la mole degli incarichi istituzionali e dei
riconoscimenti incassati, vedere qui, per evitare di fare notte.
Già un anno fa, credo sulle pagine del
Sole24Ore di cui non riesco più a trovare il link (spero di non
sbagliare), la catena alberghiera varò un nuovo piano per
valorizzare le strutture per un importo di 12 e un po' milioni di
euro da distribuire in un quinquennio, affermando quindi che non sarà
ceduta alle banche.
Ora, per chi di questo settore ne
mastica anche solo un pochettino, ma anche molto meno di quel poco
poco, la cosa era ed è improponibile e, per quanto mi riguarda,
totalmente assurda.
Primo perché le banche, opinione
strettamente personale, di un asset così “disastroso” e
considerando i tempi di crisi ormai perenne, non credo proprio che
fossero granché interessate alla cosa, ma probabilmente più
propense a disfarsene nella frenetica ricerca di nuovi acquirenti per
rientrare con le palanche.
E poi … mi si vuole dire che cippa
rinnovi con 430 euro (80 euro all'anno) per stanza?
E probabilmente nemmeno necessari per i
cioccolatini da mettere in omaggio vicino al caffè … si fa per
dire, neh!
Ma non vorrei aggiungere altro, nella
speranza che qualche anima buona mi possa spiegare se la causa di
tutto questo sia da attribuire o dipenda da gestioni spesso poco
illuminate, scarsamente oculate, dell'incapacità di creare società
con masse critiche adeguate o che cosa.
Vero è che dal 2008 ad oggi il
fatturato medio dell’azienda alberghiera italiana si è ridotto di
circa il 40%, e questo nonostante le sempre ottimistiche statistiche
che si leggono da tutte le parti atte più che altro a salvare il
proprio sedere da cadreghe importanti nonché quelle istituzionali
che tanto bene fanno al proprio portafoglio ma non a quello di chi
lavora in questo comparto.
Ed esaminando le ultime successe nel
panorama italiano …
VALTUR con 22 strutture ricettive in Italia e all’estero e un fatturato di circa 200 milioni di euro segna un indebitamento di 303,6 milioni di euro, di cui 62 verso le banche, 85 verso i fornitori e 96 nei confronti di Erario ed Istituti di Previdenza.
ATA HOTELS ha negoziato con le banche la sua uscita da Fonsai, un difficile salvataggio che porterà all’aggregazione con Unipol e alla creazione del secondo gruppo assicurativo italiano.
UNA HOTELS esposto a debiti per circa 1 miliardo verso un pool di istituti tra cui UniCredit, Intesa Sanpaolo, MPS, BPM, Bnl, Ugf e il Credito Cooperativo Fiorentino.
ACQUA MARCIA in crisi di liquidità, per far fronte ai debiti con le banche, dovrà vendere le sue proprietà alberghiere in giro per l’Italia come il Molino Stucky a Venezia.
BOSCOLO HOTELS è appesantito di 300 milioni di debito nei confronti di Unicredit, MPS, Bnp-Bnl e VenetoBanca.
NH HOTELS ha concluso il processo di rifinanziamento grazie a un accordo siglato dalle 33 banche che possiedono il debito della compagnia, la transazione prevede una copertura pari a 729,8 milioni di euro, con scadenza da 3 a 5 anni. Il Gruppo ha, inoltre, concordato i termini del rifinanziamento del debito in Italia per un importo di 75 milioni di euro.
Mi verrebbe da chiedere se di buoni DG
o AD nel settore alberghiero, in Italia, ce ne sono ancora.
P. S.: Unirle?
Impossibile … ma nemmeno poi troppo.
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martedì 23 settembre 2014
Aumentano i B&B e calano gli impiegati nell'alberghiero
Secondo una opinione personale l'apertura dei
B&B è direttamente proporzionale alla perdita degli impiegati
nel settore alberghiero e ...
… il B&B è considerato
generalmente più economico delle altre forme di alloggio turistico
come hotel o
residence,
e più caro rispetto agli ostelli
o campeggi.
Sono regolati da leggi
regionali, che si rifanno tutte alla Legge 29 marzo 2001, n. 135
- “Riforma della legislazione nazionale del turismo” e sono
distinti dagli affittacamere.
Si deve trattare in ogni caso di una
attività a conduzione familiare, condotta cioè da privati
all'interno della propria abitazione e dimora, ovvero il luogo in cui
si vive abitualmente.
Il numero massimo di stanze e posti
letto adibite al servizio varia a seconda della legge regionale; in
genere c'è un limite di 3 stanze e 6 posti letto, ma alcune regioni
ne consentono di più.
In Liguria i B&B possono aprire per
massimo 210 giorni l’anno (è stata presentata una proposta per farli diventare 240) contro i 365 della Campania e della
Toscana, i 305 della Sardegna e i 270 della Emilia Romagna … un
pastrocchio senza mai fine che in poche parole da l'esatta dimensione
che è immediatamente necessaria la riforma del Titolo V.
La colazione fornita deve essere
composta di cibi preconfezionati poiché i B&B non sono
autorizzati a preparare, manipolare e servire alimenti, salvo diverse
disposizioni regionali.
Ma sarà poi vero che nei B&B non
manipolano gli alimenti?
A seconda dell'arredo, dell'ubicazione,
della presenza o meno del bagno in camera, dei servizi offerti
(cambio lenzuola, pulizia, TV
o altri apparecchi elettronici in stanza, tipologia di colazione,
ecc.), i B&B vengono in talune province classificati dalle
Aziende Provinciali per il Turismo (APT) o da apposite commissioni
comunali.
Sono comunque ancora poche le regioni
nelle quali avviene una classificazione, spesso non gradita dai
gestori stessi che vedono in tal modo vanificare le peculiarità di
ciascun B&B a favore di una standardizzazione del servizio
offerto.
Eh?
Eh già, non sia mai detto che debbano
essere controllati, neh!
Alcune associazioni classificano a loro
volta i B&B, ma tali classificazioni non hanno alcuna validità a
livello nazionale o internazionale, sono semplici criteri atti ad
assicurare l'esistenza di determinati accessori o servizi all'interno
di una struttura.
Altro esempio di stupidità collettiva.
Dal punto di vista fiscale (secondo la risoluzione del Ministero delle Finanze n. 155 del 13/10/2000) non è necessario aprire una partita IVA in quanto l'attività di B&B deve essere esercitata in modo saltuario, ed è sufficiente il codice fiscale del titolare da apporsi anche sulla ricevuta (non fiscale) che è obbligatorio rilasciare al momento del pagamento.
Per importi superiori agli euro 77,47 è inoltre obbligatorio porre sulla ricevuta una marca da bollo da 1,81 euro che generalmente viene fatta pagare al cliente (l'obbligo della apposizione è però a carico del gestore).
In questo caso vorrei proprio sapere quanti lo fanno.
Trattandosi per legge di attività saltuaria, è inoltre obbligatoria la chiusura per alcuni mesi all'anno e non sono consentiti soggiorni per più di 30 giorni consecutivi.
Beh, detto questo, credo che la
questione necessiti di un urgente studio che oltretutto è già bello
che pronto nella CrdQ (Classificazione Ricettivo di Qualità appena
proposta al TDLAB) per porre uniformemente delle basi per non
permettere più che … ci siamo capiti, neh!
lunedì 22 settembre 2014
Lampada dei desideri in mano e fanne tre per il turismo
Da
un po' di tempo in qua noto che le istituzioni non fanno altro che
chiedere delle opinioni al “basso” per manlevarci (dicono) dalla
bratta perenne del turismo nazionale.
Traduco
“basso”: quella gente che istituzionalmente, e forse non solo,
non conta niente.
Già
di per se stessa la parola “basso” me le fa girare un po' ad
intermittenza; vale a dire in senso orario e dall'altra parte …
dipende da chi c'è al Governo, che tanto non cambia mai una mazza
frusta.
Ma
tanto “alti” non lo devono essere 'ste signore/signori (le
istituzioni) in considerazione di come la va in tutti i settori, neh!
Vabbeh!
Alcuni
sostengono, i più maliziosi e forse a ben ragione, che questo sia
per accontentare il popolo beota e per fargli intendere che la sua
opinione è sì importante, mentre alla fin fine faranno come razzo
gli pare e già programmato da tempo immemore.
E
allora …
… lampada
dei desideri in mano, e farne tre da dedicare al turismo in Italia
anche per capire davvero l'opinione di noi del “basso”.
I
miei tre desideri:
1) Togliere
immediatamente la competenza sul turismo alle Regioni e lasciare il
solo controllo della qualità nel ricettivo.
Perché?
Beh,
perché ormai hanno già ampiamente dimostrato che da quando ci sono
loro (Titolo V), ad arzigogolare questo settore, va sempre peggio.
Non
che prima andasse molto meglio, ma almeno si risparmiava quelle
consulenze di cui non se ne capisce l'utilità, nonché pagate fior
fiore di quattrini … nostri.
E
quei “mi piace” ricercati sui socials in gran quantità e che
secondo loro fornirebbero le presenze e i pernottamenti … poi se
vai a vedere su facebook ti accorgi che esiste l'opportunità,
pagando (sempre con in nostri sghei), di riceverne un mucchio … ma
di questo ne parlerò a breve.
2) Nuova
ENIT e non aggiungo altro.
That's all … folks?
domenica 21 settembre 2014
Spariti (rapiti?) 30 milioni di turisti stranieri in un solo anno
L'OCSE dichiara che i turisti esteri che vengono in Italia sono qualcosa come 76 milioni e rotti, portando così il Bel Paese come la
seconda nazione, dopo la Francia, a riceverne di più.
Balle!
… rosse, verdi, blu e pure gialle!!
L'Organizzazione
per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) (in inglese
Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD)
non è altro che un'organizzazione
internazionale di studi
economici per i paesi membri, paesi
sviluppati aventi in comune un sistema di governo di tipo
democratico ed un'economia
di mercato.
L'organizzazione svolge prevalentemente
un ruolo di assemblea consultiva che consente un'occasione di
confronto delle esperienze politiche, per la risoluzione dei problemi
comuni, l'identificazione di pratiche commerciali ed il coordinamento
delle politiche locali ed internazionali dei paesi membri.
Eh?
Economia di mercato?
Occasione di confronto?
Coordinamento delle politiche locali ed
internazionali?
Identificazione di pratiche
commerciali?
E come definire quei 30 milioni e passa
di differenza che mancano all'appello?
In verità un aggettivo appropriato
l'avrei pure ma passo oltre.
Quindi “quelli” (OCSE) le “sparano”
talmente grandi da far arrossire di vergogna anche i cannoni di Navarone, ma chi vede questi dati, che cosa fa?
In definitiva le presenze straniere
nello Stivale sono 46 milioni (dati UNTWO e confermati da tutto il mondo ... OCSE esclusa) … ma non si potrebbe
cominciare a pensare di finirla con questo andazzo di statistiche e
dati da far paura?
Bene, pochi giorni fa è stato presentato un progetto al TDLAB per togliere di mezzo, in una maniera
facile facile e definitivamente, questa problematica che definire
sciocca è ben poca cosa.
Sia sotto l'aspetto della corretta
informazione che in quello della moneta sonante, visto che costano
delle palanche e non sono quasi mai veritiere.
Senza poi contare che l'OCSE ha appena emesso i dati del 2012 e quel programmino li darebbe in tempo reale.
Riusciranno i nostri “eroi”
radunati a Roma a capirne l'utilità considerando che anche questa è
digitalizzazione?
Ai posteri l'ardua sentenza.
sabato 20 settembre 2014
italia.it: ... non credo che sia una sola questione di culo, neh !!
... e se non ce l'hai, almeno mettici gente che sappia ciò che s'ha da fare; poi se è addirittura intelligente, beh; è anche meglio.
E ragionare col sedere non porta granché fortuna ... credo.
Comunque sia ...
... secondo un articolo comparso su Wired a firma Marina della Croce (tra l'altro dove si notano delle imprecisioni e dei meriti non granché presunti … vedi mio commento all'interno del post) la chiusura del portale italia.it sarebbe imminente.
Il liquidatore di Promuovitalia Antonio Venturini, nella lettera inviata ad Unicity SpA, avrebbe imposto alla redazione di Italia.it di continuare a lavorare sino al prossimo 25 settembre (giovedì ??) comunicando nel contempo l’impossibilità di pagare i compensi degli ultimi sei mesi di lavoro per “problemi di cassa” e, come aveva già svelato Alberto Crepaldi su il Fatto Quotidiano, rescindendo unilateralmente il contratto operativo per “motivi di pubblico interesse”.
Inoltre ACI Informatica non avrebbe ancora firmato il rinnovo della convenzione, scaduta a fine giugno 2014, per i servizi di housing, hosting, sicurezza e manutenzione del portale, essendo stata “costretta” ad accettare un compenso nettamente inferiore rispetto al passato, pare.
Quindi, in teoria, potrebbe semplicemente “chiudere i rubinetti” a breve, in qualsiasi momento.
Va ricordato che sulla Gazzetta Ufficiale n.13 del 16-1-2013 – suppl. ordinario n. 5 era stato pubblicato il bilancio di previsione triennale della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il triennio 2013-2015, opera del governo Monti. Da un estratto relativo ad alcuni capitoli di bilancio per la missione turismo si legge
Capitolo 896: SPESE PER LA REALIZZAZIONE E
LA GESTIONE DEL PORTALE NAZIONALE DEL TURISMO
2013 : € 1.000.000
2014 : € 956.510
2015 : € 964.972
Con il trasferimento dell’ufficio del turismo dall’ex Dipartimento per gli affari regionali, turismo e sport della Presidenza del Consiglio presso la direzione generale delle politiche del turismo del MIBACT, avvenuto nel 2013 sotto il governo Letta (ministro Bray), anche questi fondi dovrebbero essere stati trasferiti, in teoria, al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Dove sono finiti? ... e già qui descritti a suo tempo
... i deputati Aris Prodani e Mara Mucci riusciranno a farci svelare il mistero?
... o sarà il caso di far intervenire lui, il mitico Diego de la Vega, in arte Zorro?
Nel mentre accadeva tutto ciò, la società consortile Explora SCpA (Expo 2015), i cui soci sono questi, sotto la direzione generale di Josep Ejarque (Four Tourism) e nel giro di soli sei mesi, ricorrendo ad una serie di almeno dodici diversi affidamenti diretti a dodici diverse società, sempre sotto la soglia comunitaria dei 40.000 euro, ha messo in piedi la beta di questo portale [B2C] in 8 lingue diverse e di questo portale [B2B] per la promozione e la promo-commercializzazione di Expo 2015.
Inoltre, da ieri, ha reso disponbile online il nuovo sito www.wonderfooditaly.info, il club di prodotto dedicato alle CittàDelGusto di Wonderful Expo 2015, ovvero le migliori food destinations del nostro Paese.
Non mancano ovviamente blog e social.
Importo complessivo, ad oggi, per quanto dichiarato da Explora scpA sul suo sito, di € 360.460,00 +IVA ... cippa che differenza con italia.it !!
Il confronto tra Wonderful Expo 2015 ed il portalone nazionale, costato, ad oggi, diversi milioni di euro, appare, anche solo a prima vista, quantomeno sconfortante ed impietoso.
Italia.it nemmeno ospita, al momento, un semplice link diretto al portale di promo commercializzazione di Explora SCpA.
Sarebbe il caso, davvero, di farsi più di qualche seria domanda sul futuro del portale nazionale del turismo ... ma tutto tace e chi dovrebbe se ne guarda bene dal dire o spiegare qualcosa.
E ragionare col sedere non porta granché fortuna ... credo.
Comunque sia ...
... secondo un articolo comparso su Wired a firma Marina della Croce (tra l'altro dove si notano delle imprecisioni e dei meriti non granché presunti … vedi mio commento all'interno del post) la chiusura del portale italia.it sarebbe imminente.
Il liquidatore di Promuovitalia Antonio Venturini, nella lettera inviata ad Unicity SpA, avrebbe imposto alla redazione di Italia.it di continuare a lavorare sino al prossimo 25 settembre (giovedì ??) comunicando nel contempo l’impossibilità di pagare i compensi degli ultimi sei mesi di lavoro per “problemi di cassa” e, come aveva già svelato Alberto Crepaldi su il Fatto Quotidiano, rescindendo unilateralmente il contratto operativo per “motivi di pubblico interesse”.
Inoltre ACI Informatica non avrebbe ancora firmato il rinnovo della convenzione, scaduta a fine giugno 2014, per i servizi di housing, hosting, sicurezza e manutenzione del portale, essendo stata “costretta” ad accettare un compenso nettamente inferiore rispetto al passato, pare.
Quindi, in teoria, potrebbe semplicemente “chiudere i rubinetti” a breve, in qualsiasi momento.
Va ricordato che sulla Gazzetta Ufficiale n.13 del 16-1-2013 – suppl. ordinario n. 5 era stato pubblicato il bilancio di previsione triennale della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il triennio 2013-2015, opera del governo Monti. Da un estratto relativo ad alcuni capitoli di bilancio per la missione turismo si legge
2013 : € 1.000.000
2014 : € 956.510
2015 : € 964.972
Con il trasferimento dell’ufficio del turismo dall’ex Dipartimento per gli affari regionali, turismo e sport della Presidenza del Consiglio presso la direzione generale delle politiche del turismo del MIBACT, avvenuto nel 2013 sotto il governo Letta (ministro Bray), anche questi fondi dovrebbero essere stati trasferiti, in teoria, al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Dove sono finiti? ... e già qui descritti a suo tempo
... i deputati Aris Prodani e Mara Mucci riusciranno a farci svelare il mistero?
... o sarà il caso di far intervenire lui, il mitico Diego de la Vega, in arte Zorro?
Nel mentre accadeva tutto ciò, la società consortile Explora SCpA (Expo 2015), i cui soci sono questi, sotto la direzione generale di Josep Ejarque (Four Tourism) e nel giro di soli sei mesi, ricorrendo ad una serie di almeno dodici diversi affidamenti diretti a dodici diverse società, sempre sotto la soglia comunitaria dei 40.000 euro, ha messo in piedi la beta di questo portale [B2C] in 8 lingue diverse e di questo portale [B2B] per la promozione e la promo-commercializzazione di Expo 2015.
Inoltre, da ieri, ha reso disponbile online il nuovo sito www.wonderfooditaly.info, il club di prodotto dedicato alle CittàDelGusto di Wonderful Expo 2015, ovvero le migliori food destinations del nostro Paese.
Non mancano ovviamente blog e social.
Importo complessivo, ad oggi, per quanto dichiarato da Explora scpA sul suo sito, di € 360.460,00 +IVA ... cippa che differenza con italia.it !!
[ link
]
Il confronto tra Wonderful Expo 2015 ed il portalone nazionale, costato, ad oggi, diversi milioni di euro, appare, anche solo a prima vista, quantomeno sconfortante ed impietoso.
Italia.it nemmeno ospita, al momento, un semplice link diretto al portale di promo commercializzazione di Explora SCpA.
Sarebbe il caso, davvero, di farsi più di qualche seria domanda sul futuro del portale nazionale del turismo ... ma tutto tace e chi dovrebbe se ne guarda bene dal dire o spiegare qualcosa.
Mentre i "professoroni" che mietono "grano" nel web, sono più attenti a ricevere dei "mi piace" su facebook e sparare delle str ... anezze che pensare realmente ai problemi del turismo, neh!
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venerdì 19 settembre 2014
italia.it: occhio e malocchio, prezzemolo e finocchio. Se poi ci metti pure il cacio con le pere ... s'arriva all'ec-cesso.
Diamine!
italia.it è nella cacca completa …
tra pochi mesi si aprirà l'Expo 2015 … il #TDLAB “a gratis” (e sul "gratis" mi girano le bocce a mo di ventilatore) sta cercando in tutte le
maniere di dare un senso e una costruttività al portale degna delle palanche a
gogò sperperate negli anni … e a parte i soliti due (questo blog e
quest'altro) il silenzio assoluto … oltretutto lì (italia.it) c'è
gente che non prende un euro dal febbraio scorso … e i guru del
turismo nazionale sul web ci raccontano quanto è bello e buono il cacio con le pere.
Ieri notte me li sono cercati un po'
tutti questi “professoroni” sui vari socials per vedere se
accennassero al fatto durante gli ultimi tempi e ...
Risultato?
… 'na sega.
Tra chi parlava di abbacchio, finocchio, pinocchio, ranocchio (eh già, c'è sempre
qualcuna che è ancora in attesa di baciare la rana per tramutarla in
un principe azzurro nonostante abbia dei figli che hanno quasi quasi maturato la
pensione) … niente, non ho trovato una sola loro parola che fosse riferita
all'increscioso fatto del portale ... e a questi gli infilassero davvero un dito nell'occhio
... e così le balle mi sono arrivate fino al ginocchio.
Toh, ho fatto la rima.
Per fortuna (ved. qui) non tutti sono
così e due deputati non appena informati della questione hanno
presentato due interrogazioni parlamentari per saperne di più (una e due).
E i “guru” e i “professoroni”
ir-responsabili fino all'ec-cesso, continuano a scrivere di cacio
e di pere senza stare ... all'occhio, neh.
giovedì 18 settembre 2014
italia.it: fermi tutti questa è una ... piccola rapa
La prima esclamazione mentale
che m'è venuta dal cuore ieri a Roma quando sono entrato al MIBACT
per la riunione del TDLAB, il Laboratorio del Turismo Digitale che
dovrebbe dare il “LA” appunto al riordino anche di italia.it (il
portale del turismo), è stata: “porca eva noi siamo qua a darci da
fare per cercare di migliorarne un po' l'andazzo mentre questo
(italia.it) se ne starà probabilmente chiuso per chissà quanto
tempo.
La situazione che s'è creata lì negli
ultimi mesi è abbastanza nota ma per darci una botta nonché per
evitarmi delle lunghe e stressanti ricerche sul web, estrapolerò dal
blog dell'amico Frap1964 alcuni brani poiché ne ha già parlato da tempo.
Frap che come al solito è più preciso
di non so che e che per l'occasione scrive ...
Secondo Il Fatto, il recesso sarebbe avvenuto per mano dell’attuale commissario liquidatore di Promuovitalia Antonio Venturini ed avrebbe avuto il pieno avvallo del ministro Dario Franceschini.
La clausola adottata sarebbe quella riconducibile al punto 11.6 del contratto operativo in essere che, a quanto pare, prevederebbe espressamente il recesso nel caso di “sopravvenuti motivi di pubblico interesse”.
Sembra che il pubblico interesse consisterebbe sostanzialmente nel fatto che la gestione del portale italia.it, per effetto dell’approvazione del disegno di legge n. 1563, “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, recante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo” sarebbe ora passata ad ENIT; che contestualmente è stato però commissariato, come noto.
Il disegno di legge prevede altresì la liquidazione definitiva di Promuovitalia.
Va ricordato che Promuovitalia è società partecipata al 100% da ENIT, che ne è formalmente socio unico, anche se, per statuto, ha sempre agito sotto il controllo dell’ex DSCT della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dipartimento che ora è confluito nella direzione generale per le politiche del turismo del MIBACT.
Per cui i “motivi di pubblico interesse”, se davvero questi, suonerebbero abbastanza “curiosi”, se non forse un probabile pretesto.
A fronte di un originario bando di € 2.030.000 + IVA, la gara per l’assegnazione dei servizi tecnici per la redazione del portale nazionale del turismo fu riaggiudicata il 30 marzo 2012, dopo un contenzioso durato ben 16 mesi, ad Unicity SpA; per un importo di € 1.548.000 nel periodo del triennio giugno 2012 – giugno 2015.
Promuovitalia aveva però chiuso il bilancio 2012 in rosso chiedendo al socio unico ENIT di coprire buona parte delle sue perdite e precisamente una quota pari a € 229.087 su € 291.679 di disavanzo.
Il bilancio 2013 di Promuovitalia non è stato ancora pubblicato ed a luglio 2014 la sua approvazione è stata rimandata a successiva assemblea: pare si annunciasse ancor più disastroso del precedente, con disavanzo attorno al mezzo milione di euro, sembra.
Figuriamoci qundi quale potesse essere la situazione economico-finanziaria della società, nel 2014, al momento della nomina del commissario liquidatore.
E’ molto probabile che questi si sia trovato nell’impossibilità tecnica oggettiva di poter erogare i regolari compensi ad Unicity SpA ed abbia perciò utilizzato, ma solo ora, la clausola di cui all’art. 11.6 di cui sopra semplicemente per evitare di dover pagare oltre € 500.000 per il periodo residuo, cioè sino a naturale scadenza del contratto operativo in essere, nel giugno 2015: va ricordato che la redazione del portale, da febbraio 2014, pare non percepisca un euro.
Entro fine anno il commissario straordinario di ENIT, Cristiano Radaelli, dovrebbe comunque presentare il piano di trasformazione dell’Agenzia ENIT in ente di diritto pubblico, con l’approvazione di un nuovo statuto.
Ora, considerati i tempi medi necessari per espletare una qualsiasi gara nella PA (enti di diritto pubblico compresi) e visti anche i precedenti storici (sia di Promuovitalia che di ENIT), c’è il rischio, o forse la matematica certezza, che il portale italia.it rimanga completamente fermo, dal punto di vista redazionale, forse per un anno o più.
E tutto questo nel momento peggiore, in un periodo in cui EXPO 2015 è ormai alle porte.
A questo punto occorrerebbe valutare l'opportunità di presentare un'interpellanza urgente e/o un'interrogazione a risposta immediata in commissione (non scritta, perché dal governo rispondono tipicamente, quando lo fanno, dopo mesi) al ministro Dario Franceschini.
Fortuna vuole che proprio il giorno 16 settembre 2014 … vedi qui e poi vedi qui, hanno presentato due interpellanze urgenti (interrogazioni a risposta immediata) in commissione (non scritta, perchè dal governo rispondono tipicamente, quando lo fanno, dopo mesi) al ministro Dario Franceschini. … pertanto a breve dovremmo sapere se tutto quel lavoro che stanno facendo al TDLAB potrà avere un seguito in merito a italia.it oppure se si dovrà aspettare che … ecchennesò!
... senza dimenticare chi nel portale ci lavora e che da mesi non percepisce un'emerita mazza di niente.
Non è mica bello, neh!
P. S.: Forse, un po' più d'interesse per questa questione (mica si tratta di pizza e fichi, neh!) da parte dei professoroni del turismo che s'aggirano indefessi sul web e che ad ogni digitata lasciano cadere le loro perle di grande saggezza che gli umili raccolgono estasiati da cotanta bellezza pigiando il “mi piace” a tutt'andare … non sarebbe più produttivo, o no ?
mercoledì 17 settembre 2014
La mia espressione all'uscita dal TDLAB
La mia espressione all'uscita dal TDLAB ... a domani la spiegazione e comunque sono professionalmente contento.
... però non sono riuscito a rubare la marmellata nonostante quello sguardo da furbetto, e probabilmente perché non ce n'era ... ma dove l'avranno messa? ... e nemmeno c'era un bicchiere d'acqua ... mannaggia al Maitre D'
Fare turismo e' una cosa seria, ma non per tutti ? ... ! ... ?
Giovedi’
scorso, Remo Vangelista, direttore del TTG, scriveva di buon mattino,
quanto sotto riportato ad apertura del giornale che dirige
Bisogna
prendere l’occasione al volo Niente passarella e basta ma question
time con gli operatori del settore. Il ministro Dario Franceschini ha
deciso di passare attraverso la strada più difficile ed ora tocca al
mercato. Non serve la polemica continua, i brontolii del fondo della
sala. Adesso i protagonisti possono e devono scendere in campo per
lanciare richieste e proposte al responsabile del dicastero Turismo.
Inutile dire che non serve a nulla, perché per dimostrare che il
comparto è vivo bisogna mettersi in gioco e cercare il confronto a
ogni costo
Remo
e’ certamente persona acuta, ed il suo appello ho paura che cada
nel vuoto, forse questo spiega (ad oggi Domenica 14 settembre) pochi
tws e pochi like.
Il
motivo e’ molto semplice, ad oggi Franceschini ha solo emanato
proclami, e non ha certamente intrapreso nessuna via complessa, anzi
ha semplicemente continuato a favorire personaggi di dubbia rilevanza
e importanza.
Mi
spiace che Remo, persona che stimo, abbia dimenticato che abbiamo in
corso una vergognosa soap opera gestita ed imbastita ad hoc come il
TDLAB, che racchiude in essa il peggio della lunga mano della
politica nel turismo che ha generato e genera mostri.
Cito
solo l’ultimo post di uno di questi soggetti ‘ll
buon giornalismo esiste e per una volta si dedica seriamente al tema
turismo’.
Come a sottolineare che gli articolo apparsi su Economy
up e L’Espresso
sono garbage perché si permettono di puntare il dito nei loro
intrallazzi, mentre invece chi esalta il turismo ma non ne evidenzia
i difetti e’ un buon giornalista. Mi spiace ma con questa gente non
ci può essere nessuna forma di dialogo.
Solleva
solo la notizia, che alla fine il ‘dirupo’ ha generato il
topolino, 128 partecipanti che il 17 si racconteranno ancora non si
capisce cosa, perché se escludi i pochissimi addetti ai lavori, ti
ritrovi con i soliti ruffiani, a cui si aggiungono soubrette in cerca
di notorietà politica, venditrici di ombrelloni e vari clown fake.
Quindi
come vedi caro Remo, la passerella che tu invochi di non fare,
purtroppo esiste ed e’ anche supportata da gente che ovviamente
tenta il tutto per tutto per accaparrarsi qualcosa.
Ovviamente
tralascio la poca trasparenza che ho gia’ ampiamente sottolineato
ed il fatto che la stampa turistica abbia pressoché ignorato –
guarda caso – gli articoli sopra citati. Riconosco invece a
Formazione
Turismo di averne dato notizia immediata, sottolineando tutte le
evidenti distorsioni di questa vicenda, che definirla poco seria e’
dir poco.
Anche
Luciano
Ardoino giornalmente, fino ad apparire asfissiante non smette di
sottolineare, anche anomalie di mera caratura tecnica.
L’appello
di Remo sarebbe oltremodo condivisibile se non ci fossero tavoli,
perché non servono, serve una politica del fare in modo serio e
pulito, una dinamica di ricostruzione del turismo basata su fatti
concreti raccontati da soggetti riconosciuti dal settore - e non da
avventurieri - alla cui base si erige la meritocrazia. Bisogna
quindi prima stabilire chi e' davvero facente parte di questo
comparto e poi iniziare a riscrivere le regole del gioco che debbono
necessariamente essere condivise.
In
questi ultimi giorni ho trascorso molte ore con vari startuppers del
mondo, vi sono stati grandi e importanti eventi, e molti ve ne
saranno nelle prossime ore.
Vi
e’, vedi Remo un grande fiorire di idee davvero innovative che
passano attraverso quello che gli americani definiscono ‘distruptive’
ovvero quel segno di rottura con il passato che permetta al segmento
travel di passare ad un grado superiore, ovvero innovare. Fatti, non
parole, che nascono dal basso, e non calati dall'alto.
Un
segno che in Italia non si vuol dare perché e’ comodo rimanere
dove siamo, per tutta una serie di motivi che tu dovresti
probabilmente conoscere meglio di me. Il Turismo ormai investe in
sharing economy, crowd funding, food, travel blogs e altri segmenti,
sono questi che bisogna chiamare a partecipare al cambiamento.
Questo
segno di cambiamento siamo chiamati anche noi a darlo e molti lo
stanno già facendo, molti di piu’ di quelli che si possano
pensare, perché alla indifferenza siamo passati al disgusto, e al
muovere guerra a questi soggetti. Una guerra combattuta evidenziando
incontri di contenuto contro scatole vuole, incubatori di innovazione
contro interessi personali ecc
martedì 16 settembre 2014
Ma vai a cagare ! ... al plurale
E' inutile girarci intorno e menare il
torrone.
Al TDLAB ci sarò, costi quel che
costi, e ben poco conto hanno e avranno le innumerevoli sollecitazioni dubitative,
soprattutto amichevoli (che ringrazio da matti ... eccome no), del perché alla fine ho
deciso così.
Questo blog fu il primo a sostenere fin
dai tempi della mia prima lettura del DDL (poche balle, neh!), poi
approvato dalle Camere, che quel Laboratorio del Turismo Digitale
sarebbe stato un clamoroso fiasco e più di 50 post credo
l'attestino più che a sufficienza.
Post che come al solito mi hanno
riversato l'ennesima tonnellata di letame da chi so io e di cui non credo proprio di dimenticarne nel tempo la provenienza (le parole corrono e tutte le strade portano a Roma, no?), a cui però hanno fatto seguito
dei messaggi personali quasi a rimproverarmi per aver scelto di essere presente.
Ma lor signori che professano (a parole) questa grande amicizia, rispetto e in alcuni casi anche amore e chissà che altro nei mei confronti, dove razzo erano quando giornalmente mi "spendevo" l'immagine che non è che faccia poi così schifo, neh ?
Come mai se ne stavano zitti (ben pochi a parte) dietro ad un cantuccio per vedere l'effetto che fa mandandomi adesso queste "calde" parole ?
Ma lor signori che professano (a parole) questa grande amicizia, rispetto e in alcuni casi anche amore e chissà che altro nei mei confronti, dove razzo erano quando giornalmente mi "spendevo" l'immagine che non è che faccia poi così schifo, neh ?
Come mai se ne stavano zitti (ben pochi a parte) dietro ad un cantuccio per vedere l'effetto che fa mandandomi adesso queste "calde" parole ?
… caro Luciano, se hai ben capito
che non ti daranno minimamente ascolto e la cosa è già da tempo
programmata, perché ci sarai ?
… non
hai imparato che, talvolta, il Principe invita a corte anche un
qualche dissidente, per così dimostrare all’universo mondo che
egli è illuminato e plurale?!
… quello
del DTLAB è un programma ambizioso ma estremamente confuso, e
riusciranno a capire in 5 minuti le tue proposte se non l'hanno mai
fatto in tantissimi anni ?
… se
contesti, e bene fai, la genesi stessa dell’iniziativa Td Lab,
perché vi hai partecipato? Corri semplicemente il rischio di far
l’utile idiota, portatore d’acqua;
… sei
tu che dovresti esaminare le loro proposte e non l'opposto!!!
… il
risultato finale sarà che copieranno i tuoi suggerimenti per
farseli loro pensando d'essere all'altezza di programmarli nel modo
che tu invece stai studiando da moltissimi anni.
E
così pure delle mail ricevute da altre nazioni distribuite un po' da tutte le parti che
non sto qui a riportare per non fare notte.
Ma
è possibile, cari amici miei (?), che non vi sia mai balenato, neanche
per sbaglio, il motivo del perché ci sarò.
Dai, su!
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