giovedì 13 dicembre 2012

italia.it: i cambiamenti sono sempre (per forza) delle novità, anche quando queste sono mal fatte


Piove sempre sul bagnato, e molte volte non si ha neanche il tempo di asciugarsi, che ecco …

… in poche parole quando uno cade in disgrazia c’è sempre qualcuno o qualcosa che gli impedisce di rialzarsi in tutta fretta.
E sono proprio quelli i momenti in cui si perdono quasi tutti gli amici (meglio così!).

Viceversa quando le cose a quell’uno vanno per la maggiore, alé, di nuovi amici ne spuntano così tanti, che se per caso l'erano dapprima, ecco che di netto migliorano le loro performances nei suoi confronti, e in quella misura che quell’uno troverà sempre l’appoggio nonché il conforto per dire qualsivoglia cosa, che l'andrà sempre bene e che bravo che è.

Il risultato?
Che chi dispone della complicata arte del complimento, sa ben come fare e oltretutto l’ha ben affinata a tal punto che quell'uno difficilmente se ne accorge e di rimedi o aggiustamenti non se ne vede più. 

Ora, quello che segue non c'entra niente con quello precedentemente scritto, ma m'andava di dirlo, anzi scriverlo, anzi c'entra o forse no. Vabbeh, fate un po' voi ... per me, no!

Ieri, alla sua prima conferenza stampa, Andrea Babbi, il nuovo DG dell’Enit, tra altre cose condivisibili e non, ha sostenuto che: “sarà rilasciata la release di Italia.it e il portale sarà orientato alla promocomercializzazione di promozione del marchio Italia anche attraverso i social media, e si appoggerà sui contenuti dei portali regionali, valorizzandoli”.

Va subito detto che qui sul blog non c’è nessun lusingatore o presunto tale, e se una qualsiasi cosa (figuriamoci poi il portalone) non ci pare granché ben detta e quindi ben fatta, beh; lo diciamo senza inumidirci troppo la lingua … nessuna allusione, neh.
E magari abbiamo anche la pretesa che questo possa aiutarli per migliorare, mentre per tutta risposta, e molto sovente, di rimando ne riceviamo peste e corna.
Vabbeh, la scorza è abbastanza dura e si tira avanti.

E girando a caso per il web trovo qualcuno che la pensa nella mia stessa maniera (ma guarda un po'), e sul blog Magic Italy …

Pier Luigi Celli, neo presidente del C.d.A di ENIT, agli inizi di luglio aveva dichiarato nel corso di una riunione organizzata da Reti:
In autunno pensiamo di rimettere in funzione… nel senso che ci stiamo lavorando… tutto il… vituperato portale del.. dell.. Italia in maniera un pochino più intelligente… più interattiva…
A parte il restyling grafico dell’ home-page e di qualche pagina interna, la struttura del portale è rimasta sostanzialmente immutata (la mappa del sito non mente).
Lo sbandierato orientamento alla promocommercializzazione è tutt’ora inesistente ed i contenuti sono i medesimi di prima.
L’uso dei social media è limitato ad un’icona con link ai canali twitter, facebook, gooogle+, foursquare, youtube, pinterest (new!) ed alla preesistente fallimentare community joinitaly.

La vergognosa versione cinese 
del portale è tuttora raggiungibile dalla home-page.
E infine, una gara di durata triennale sui contenuti da due milioni di euro per “valorizzare i contenuti dei portali regionali” ?
In due parole e ancora una volta: aria fritta e non solo, neh?

Mentre altri, che a quanto pare oltre ad avere qualche problema di lingua italiana, e che vedono dei “cambiamenti” di non trascurabile “novità” (ma si può?), se ne dichiarano felici e contenti.  
Felici e contenti ... che di cosa non l'ho ancora capito, o forse si?


... ma non è tutto e i complimenti all'indirizzo del nuovo Enit si sprecano di botto in ogni dove del web.
Scie di bava col perenne e logorroico ... son bravi e speriamo, speriamo e son bravi e ancora son speriamo bravi.
Che siano state le lumache?

P. S.: E non sarebbe magari meglio usare dei suggerimenti o delle critiche costruttive al posto dello "lui speriamo che se la cavi" periodico e infinito?









12 commenti:

sergio cusumano ha detto...

@Luciano

Oh oh, credo che tra non molto vedremo un gatto con gli artigli ben affilati.

;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@sergio


Vedremo?


;-)

vinc ha detto...

@Sergio

Abbiamo alani ben più pericolosi che ci difendono.


;-)

vinc ha detto...

@Luciano

Ad onor del vero mi aspettavo il post sul Convention Bureau e su Paolo Zona.

:-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Vincenzo

Arriva arriva, domani.

Ora ho un po' da fare e non faccio in tempo.
Questo cavolo di blog me ne porta via un sacco e sta diventando un secondo e terzo lavoro.

B. C. ha detto...

Angelo Berlangieri, assessore al Turismo, Cultura e Spettacoli della Regione Liguria, è stato nominato Cavaliere della Repubblica dal capo dello Stato Giorgio Napolitano per il suo impegno e le capacità di lavorare per la promozione dell'Italia.

Francesco Pedroni ha detto...

Il classico esempio di come va in Italia.

Gianni ha detto...

@Luciano

Presenza sui nuovi media. Novità anche sul fronte del Web 2.0. Enit sbarca infatti su Twitter, con l’hashtag #nuovoenit2013, lancia una nuova release del portale www.italia.it, fortemente orientato alla promocommercializzazione, e inizia, coordinandosi con la Regione Liguria, a formare una squadra di giovani stagisti, esperti nell’utilizzo delle nuove piattaforme. E ancora: Internet avrà un ruolo importante nella nuova campagna di comunicazione prevista per i primi mesi del 2013 nei Paesi dell’Europa Centrale e dell’Est, dal budget di 5 milioni di euro. Lo slogan resta “Italia, much more” e il bando di gara è stato lanciato in questi giorni.

vinc ha detto...

Liguria?

Gianni ha detto...

"Il piano strategico nazionale di sviluppo del Turismo e' pronto e sara'
dicusso in Consiglio dei Ministri la prossima settimana. L'Enit ha contribuito in maniera larga alla
sua stesura ed e' la prima volta, credo, che abbiamo un piano condiviso con tutte le regioni". Lo ha
annunciato il presidente dell'Enit Pier Luigi Celli, a margine della presentazione della nuova
Agenzia. "Ritrovare un accordo programmatico ma anche amichevoile cone le regioni che hanno
competenza primaria sul turismo e' stato il nostro impegno maggiore in questi mesi - ha sottolineato
Celli -. La prova di essere riusciti in questo obiettivo e' stata la riunione con gli assessori regionali
con i quali abbiamo potuto esaminare i programmi e i progetti per il 2013 tra cui la nascita di un
organismo tecni co enit-regioni una volta al mese". Per quanto riguarda le risorse a disposizione
Celli ha ribadito come "la spending review metta a disposizione dell'Enit 24 milioni e 600 mila
euro per il 2013, che sono pochi se si considera che spese di gestione sono pari 18 milioni di euro.
In quest'ottica diventa davvero strategico l'accordo con le regioni e con l'Ice con il quale e' gia' stato
firmato l'accordo e in alcune sedi abbiamo creato una sinergia".

Gianni ha detto...

Si riparte con le dichiarazioni -brambillesche-

http://www.ilgiornaledelturismo.com/enti-del-turismo/enit-italia-meta-dappeal-nonostante-la-crisi-con-prenotazioni-in-aumento-e-2013-in-crescita/

E' una malattia?

Anonimo ha detto...

Da Josep Ejarque

Onestamente non sapevo che il Decreto del Presidente della Repubblica, con il quale mi è stata concessa la cittadinanza italiana, portasse con sé anche una certa dose di amor patrio. E quindi mi sono stupito della mia reazione quando mi è arrivata la notizia che il Presidente dell’Associazione Alberghiera di Madrid, durante il Convegno Nazionale degli Albergatori Spagnoli, ha dichiarato che “il settore alberghiero spagnolo corre il rischio d’italianizzarsi”. Subito ho pensato che si trattasse di una delle solite provocazioni, tanto comuni nel mondo del turismo, ma dopo aver letto con maggiore attenzione il suo intervento, ho dovuto riconoscere che l’analisi di Carlos Diaz purtroppo è drammaticamente vera. La sua è una lucida fotografia del nostro settore alberghiero.

Davanti alla platea degli albergatori spagnoli, ha affermato che “in Italia ci sono solo quattro hotel molto buoni ma carissimi. L’offerta media invece è troppo cara e di qualità bassa: gli alberghi spesso sono deteriorati dal tempo, non ci sono strutture nuove e nemmeno in programma nuove aperture. Molti hotel avrebbero bisogno innanzitutto di essere ristrutturati ma oggi gli albergatori e i proprietari non hanno sufficienti risorse economiche per farlo; inoltre, sono cari perché i costi di gestione sono alti e di conseguenza hanno perso quote di mercato”. Subito si potrebbe pensare che si tratti di un’esagerazione, della solita abitudine di vedere nei vicini il riflesso dei propri problemi. Purtroppo, invece, bisogna ammettere che Carlos Diaz, con rigore e inflessibilità, ha fatto un’analisi abbastanza lucida e realistica del settore alberghiero italiano.

È preoccupante che questo stato drammatico dell’industria turistica ed alberghiera sia definito “italianizzazione”, come se si trattasse di una malattia incurabile. Sicuramente, il modello alberghiero italiano è particolare per dimensioni, caratteristiche e struttura; in Europa il più simile è quello francese, anche se di fatto in Francia sono poi intervenuti con politiche di riclassificazione e di miglioria sistemica.

Purtroppo invece il nostro sistema alberghiero continua a deteriorarsi giorno dopo giorno. Gli albergatori si trovano in una profonda crisi a causa della perdita considerevole del numero di presenze, per la diminuzione del ricavo medio e per un incremento notevole del Costo Acquisizione Cliente (Cac), dovuto sempre alla maggiore dipendenza delle Olta. E questo non fa sperare in niente di buono per il futuro.

Peccato che la parola “italianizzazione” sia associata ad una situazione negativa! Sarebbe bello invece potesse essere utilizzata con una connotazione positiva!