mercoledì 25 maggio 2011

E se ‘sta volta Vasco Errani avesse ragione?


Dice che il Paese non ha una politica sul turismo e questo e' un grandissimo problema.
Dice che ribadire sempre che il turismo e' strategico e poi non fare nessuna scelta coerente, e' un problema molto serio, che in un momento di crisi come quello che sta vivendo il Paese non apre prospettive come invece sarebbe indispensabile in un asse dello sviluppo fondamentale come il turismo.
E lo dice in occasione dei tre giorni di dibattiti e confronti sulle politiche di rilancio dell'industria del turismo organizzato dalla Regione Abruzzo a Roccaraso dal titolo 'Tourism Day'.
Quindi, non anni, ma solo due o tre giorni fa.
E poi di seguito: "Se a tutto questo aggiungiamo atti unilaterali da parte del governo, senza confronto con le regioni, e che producono più confusione che altro il problema e' molto serio.
E' necessario quindi investire sulla rete, sull'innovazione delle strutture ricettive, sui servizi e su politiche coerenti ed integrate di promo commercializzazione, partire dai mercati di riferimento più importanti e soprattutto per posizionare l'Italia come merita nei mercati emergenti".
Ma non sono cose già sapute e risapute, e soprattutto non lo fa già l’Enit che per tutto il 2010 ha parlato di arrivi internazionali con percentuali a due cifre (e anche alte) … vuoi vedere che non era vero?
Beh e comunque, secondo l’Errani: “occorrono delle politiche serie perché non ce le regala nessuno le posizioni sul mercato globale se non facciamo appunto una politica seria. Possiamo vedere che la Francia ed altri paesi europei hanno delle politiche industriali, ed è ciò che manca in questo Paese. Noi siamo al palo e dobbiamo uscire da questo immobilismo: questo e' il punto centrale, cruciale. Il turismo e' un settore che richiede politiche strutturali mentre noi pensiamo che bastino le parole: no, le parole non bastano più e servono fatti e azioni".
Anche questo mi sembra d’averlo già sentito!
Errani poi vuole un Piano strategico per riposizionare il brand Italia nei mercati internazionali (e l’Enit che fa?), e nel suo intervento ha anche voluto indicare le linee secondo le quali dovrebbe muoversi il Piano strategico nazionale del Turismo.
«Il nemico principale del turismo è la rendita fondiaria (ma và?) perché paralizza qualsiasi tipo di investimento. Bisogna costruire un sistema per cui la rendita fondiaria non sia superiore al reddito d’impresa, in modo da facilitare progetti di investimento».
Nel Piano strategico deve essere poi affrontato «il nodo della destagionalizzazione (e la grande scoperta del Paolo Rubini che fine ha fatto? Ma domani ne parlo un po’), perché rimane una delle poche strade da percorrere per far crescere il dato del turismo».
Poi Errani ha affrontato il tema della formazione e dell’accoglienza. «Abbiamo un sistema di formazione inadeguato e su questo aspetto si deve intervenire. Lo stesso vale per l’accoglienza, che è un tratto della nostra cultura, e sulla quale bisogna necessariamente investire. Ecco – ha aggiunto il presidente delle Regioni – sono questi i temi su cui intervenire e sui quali le Regioni da tempo chiedono il confronto».
Fine
Ad onor del vero molte di queste sono cose dette e stradette, sentite e risentite e viste e riviste, ma questo non vuol dire che l’Errani abbia detto delle str … anezze, no di certo.
Sono cose a cui si dovrebbe veramente mettere la parola “FINE”, ossia farle e girar pagina.
E cosa ci vuole?
Tutt’altro che la Brambilla and co.

3 commenti:

Francesco Pedroni ha detto...

Politica?

;-)

Luciano Ardoino ha detto...

Politica?

No, turismo!

;-)

frap1964 ha detto...

A distanza di 5 giorni han pubblicato solo alcuni atti del giorno 21, promettendo che i restanti saranno disponibili "a breve".
Mo' vediamo quanto a breve...