lunedì 23 gennaio 2012

Daniel John Winteler all'Enit ?

Un nuovo presidente, un nuovo direttore generale e forse una nuova governance per l’Enit: alcune insistenti indiscrezioni indicano in Pier Luigi Celli il futuro nuovo presidente dell’Agenzia nazionale del turismo, mentre il nome del nuovo direttore generale potrebbe essere quello di Daniel John Winteler, ex presidente di Federturismo-Confindustria.

Ma secondo alcune voci il Governo starebbe prendendo in considerazione anche l’idea di trasformare l’Enit in Società per azioni a maggioranza pubblica e Winteler ricoprirebbe, in questo caso, l’incarico di amministratore delegato della nuova S.p.A.
Ad oggi, l’Ente nazionale del turismo è commissariato, un commissariamento che risale all’estate del 2009.
Attuale commissario è Matteo Marzotto.

Esattamente un anno prima, nel giugno 2008, lo stesso Marzotto era stato nominato, dal Governo Berlusconi, presidente dell’Enit.
Dalla scorsa estate, invece, l’Ente è stato dotato di un nuovo Consiglio di amministrazione, formato da 4 membri più il presidente, che in sette mesi è stato convocato due sole volte, tra le proteste delle associazioni del mondo del turismo.

Un pasticcio, insomma, che il nuovo ministro del Turismo e degli Affari regionali, Piero Gnudi, si appresterebbe a risolvere con la nomina di un nuovo presidente che potrebbe essere appunto Pier Luigi Celli, attuale direttore generale dell’Università Luiss Guido Carli e, nel 1998, direttore della Rai. “Abbiamo avuto un ottimo rapporto di collaborazione con Marzotto e stimiamo la figura di Celli – spiega Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo-Confesercenti – ma, per quanto riguarda il direttore generale, chiediamo che non sia un’altra persona vicina a Confindustria.

Pur essendo Winteler un caro amico, è evidente che la sua figura è di area Confindustria, come quella di Celli.
Gradiremmo, insomma, che l’Enit restasse un ombrello aperto su tutte le rappresentanze del turismo nazionale”.

Albonetti è anche convinto che vadano potenziate e valorizzate le 25 sedi estere dell’Enit nel mondo e che il connubio tra Enit ed Ice, di cui si vocifera da qualche tempo, “possa vedere una sinergia esclusivamente di condivisione di strutture, non di altro: esportare manufatti – spiega – non è infatti come produrre emozioni”.
Il nome di Celli “è alto prestigio, sensibilità cultura e capacità” anche secondo il presidente di Federturismo-Confindustria, Renzo Iorio, per il quale, tuttavia, è ancora più importante che “ci sia una vera volontà di rilancio dell’Enit. Credo – dice – che il ministro Gnudi, avendo anche la competenza degli Affari regionali, possa sbloccare la situazione attuale”.

Iorio propone che dei 350 milioni di euro che ogni anno le Regioni spendono in promozione, la metà sia gestita dall’Enit, per promuovere unitariamente l’Italia all’estero, e la parte restante rimanga alle Regioni per promuovere la qualità del territorio. Intanto proprio il Pd, come spiega il responsabile Turismo, Armando Cirillo, ha rilanciato in questi giorni un vecchio disegno di legge con il quale si vuole trasformare l’Enit in società per azioni, a maggioranza pubblica, per la promozione e la commercializzazione dei prodotti turistici in Italia ed all’estero, che dovrebbe coinvolgere Regioni, grandi vettori nazionali e tour operator che potranno entrare a far parte del capitale sociale.

“A noi l’attuale conformazione dell’Agenzia del turismo ci soddisfa e la sua trasformazione in S.p.A deve avere una motivazione – osserva il presidente di Confturismo-Confcommercio e di Federalberghi, Bernabò Bocca – e soprattutto, se la motivazione è di tramutarla in ente commerciale, bisogna essere sicuri dei ricavi”.
Quello di Bocca, in sostanza, non è un ‘no’, “ma la questione – spiega – va approfondita in termini di costi e ricavi: se un ente pubblico deve far pagare ai privati tutti i servizi che mette in campo, poi le imprese decidono chi scegliere”.

Insomma, l’Enit si metterebbe sul mercato.
Quanto ai nomi di presidente ed amministratore delegato, Bocca è risoluto: “Sulla presidenza Celli, nulla da dire.
Per quanto riguarda l’amministratore delegato, noi preferiremmo una figura neutra o interna all’Enit”. Winteler, avendo lasciato da poco tempo la presidenza di Federturismo-Confindustria, non sarebbe, per le altre organizzazioni di categoria del settore, la figura più adatta, perché inevitabilmente di parte.





Fonte Il giornale del Turismo

34 commenti:

Anonimo ha detto...

e bocca chi è? ;)

Luciano Ardoino ha detto...

... un rin ... tin rin!

Peter ha detto...

Logico che Bocca non voglia Winteler. Con lui tante sciocchezze non le può dire.

vinc ha detto...

Si va bene tutto, ma a cosa serve un presidente nell'Enit se c'hai già Winteler.
Tanto per far guadagnare qualcosina al Celli?

Sarebbe anche ora di FINIAMOLA con queste elargizioni a dx e a sx!

Luciano Ardoino ha detto...

OK, v'ho capito, ci faccio un pezzo!

:)

frap1964 ha detto...

I tempi per la trasformazione di Enit in SpA sono tempi lunghi.
La proposta Marchioni viene discussa questa settimana in X Commissione alla Camera.
Poi dovrebbe passare al Senato, farsi tutta la trafila di pareri in altre commissioni ed infine arrivare in aula.
Nel breve serve una soluzione che renda nuovamente operativa l'agenzia e la faccia uscire dal commissariamento.
Per conto mio sia il Presidente che l'eventuale nuovo direttore generale (mi risulta che il mandato di Rubini, veramente, scadrebbe a settembre 2012) dovrebbero essere persone con pluriennale esperienza nel settore del turismo.
Non mi pare che Celli abbia questi requisiti.
Peraltro, anche nel caso della nomina del Presidente, serve il parere delle commissioni parlamentari, come è noto.
E così come è stato sollevato il problema della competenza con M.Marzotto, non vedo perché non dovrebbe essere risollevato, e giustamente, con P.Celli (soprattutto alla X Commissione della Camera).
Tutto questo plauso dalle organizzazioni di settore, francamente, io non lo capisco.
Io preferirei una figura come J. Ejarque che, avendo già lavorato con la PA in ambito regionale, dispone sia della competenza in ambito turistico che dell'esperienza nell'ambito del pubblico.

annasirolo ha detto...

@vinc: condivido tanto che, copiato e incollato! "Si va bene tutto, ma a cosa serve un presidente nell'Enit se c'hai già Winteler.
Tanto per far guadagnare qualcosina al Celli?

Sarebbe anche ora di FINIAMOLA con queste elargizioni a dx e a sx!"
Ma perché Winteler e non Albonetti? Bocca, no ha già tanto da fare che ... :-X

Luciano Ardoino ha detto...

Sarà il caso o forse è un casino, ma la situazione volge nella maniera che mi auguravo.
Solo che c'è il Celli che non c'entra una benemerita cippa o qualsivoglia mazza.

La situazione dell'Enit sa da cambiare, e va bene che sia fatto.
Ejarque è molto valido ma ha un carattere che non te le manda a dire, poi se trova qualcuno che vuole fare il "professorone" ma del settore non se ne capisce niente ... lampi, fuoco e fiamme.
E allora perchè non mettere presidente Winteler (che di turismo se ne capisce) con il buon Josep e poi ci mettiamo a contare i turisti che vengono in Italia?
In questo caso si farebbe prima a contare quelli che vanno all'estero e che risulterebbero sicuramente di meno.

Io qui la ributto, poi se lor signori si decidono finalmente a darmi retta.

Lo so, lo so, che non mi giudicano molto bene ...

Sic!

Anonimo ha detto...

Winteler presidente e Josep Ejarque DG?

Luciano Ardoino ha detto...

Daniel John Winteler presidente e Josep Ejarque DG !

E Celli resta dov'è !

annasirolo ha detto...

A proposito di Celli (non so come potrebbe promuovere un paese che descrive così ... oppure, le idee e le convinzioni servono solo per raggiungere il potere?): http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html

Luciano Ardoino ha detto...

@Anna Sirolo

Appunto, cara Anna, appunto.

:)

annasirolo ha detto...

ma per favore!!!!
"Pier Luigi Celli (Verucchio, 8 luglio 1942) è un imprenditore, dirigente d'azienda, saggista e scrittore italiano. È direttore generale dell'università Luiss Guido Carli di Roma e membro dei consigli di amministrazione di Illy, Unipol, BAT e Demoskopea.
In prime nozze ha avuto una figlia, Maddalena, suora di clausura, mentre dalle seconde nozze con Marina Govi ha avuto il secondogenito Mattia.[1]
Laureatosi in Sociologia all’Università di Trento, ha maturato significative esperienze come responsabile della gestione, organizzazione e formazione delle risorse umane in grandi gruppi, quali Eni, Rai, Omnitel, Olivetti ed Enel.
Il bagaglio manageriale acquisito nella gestione di grandi aziende con business così complessi e diversificati, gli ha permesso nel 1998 di tornare in Rai come Direttore Generale.
Dopo aver ricoperto ruoli fondamentali nello start up di nuove attività per la telefonia mobile – Wind e Omnitel - è stato, per un breve periodo, alla guida di Ipse 2000, società di telefonia per l’UMTS.
Dal 2002 ad Aprile 2005 in Unicredito Italiano, come Responsabile della Direzione Corporate Identity, con la missione di dare un’identità ad un Gruppo che negli ultimi anni ha aggregato 7 realtà in Italia e 5 all’estero. Tale Direzione comprende le relazioni esterne, il coordinamento brand, le relazioni istituzionali, il rapporto con la stampa, il rapporto con il territorio, il bilancio sociale e ambientale e la Fondazione Unidea (Fondazione del Gruppo Unicredit).
Ora all’Università LUISS Guido Carli come Amministratore Delegato-Direttore Generale.
Celli ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra le quali: “L’impresa”,”il manager avveduto”, “L’illusione manageriale”, “Passioni fuori corso”, “Breviario di cinismo ben temperato”, “Nascita e morte di un’impresa in 42 lettere”, “Impresa e classi dirigenti” ,“Un anno nella vita”, “Virtù Deboli” , “Altri esercizi di pentimento”, “Comandare è fottere” e “Coraggio, Don Abbondio” di dicembre 2009.
Il 30 novembre 2009 è autore di una discussa lettera indirizzata al figlio Mattia e pubblicata sul quotidiano La Repubblica, [2] ripresa anche da Giorgio Napolitano [3] mentre il 3 dicembre dello stesso anno presenta il suo nuovo libro Coraggio, Don Abbondio. [4]"
fonte Wikipedia

Luciano Ardoino ha detto...

@Anna Sirolo


E infatti

http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/2012/01/coraggio-don-abbondio-pardon-pier-luigi.html

;-)

annasirolo ha detto...

@Luciano: l'avevo perso, sono stata un po' in vacanza, ma tornata non ho trovato né rose né fiori, solo spine ... ;-)

annasirolo ha detto...

@Luciano: convegno con Gnudi http://www.travelnostop.com/NEWS_dettaglio.php?idArticolo=92879

Luciano Ardoino ha detto...

@Anna Sirolo

Ottima l'informazione del link che m'hai dato.
Ma come "diamine" si fa a concepire un calo dell'uno per cento per scongiurare un calo dei consumi?
Come fanno 158 prs. tra deputati e senatori di tutti gli schieramenti politici annoverati nell'Osservatorio Parlamentare del Turismo a non sapere che per cambiare il Titolo V ci vogliono anni e anni. Chi c'ha provato è andato con le pive nel sacco per tanto tempo.
E poi quella dell'evasione ... cavolo, esistono dei sistemi a cui non si può o potrebbe "scappare", ma probabilmente a qualche associazione non fa piacere.

E sono in 158!

... Venite gente vuota, facciamola finita:
profeti squilibrati che date un’altra vita;
se come giusto c’è, un Dio nell’infinito
guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
di far cader l’uomo in fondo a questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Profeti del turismo, colpevoli veggenti
venite pure in molti, venite tutti quanti
Coi bulli e gli spacconi da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Se Rostand legge 'ste cose, minimo minimo mi maledice perchè gli ho cambiato le sue dotte rime.

;-)

vinc ha detto...

@annasirolo

:-D

frap1964 ha detto...

Siamo seri dai.
...le stime di evasione in Italia, nel settore turistico, sono valutate in oltre 35 miliardi di euro....
L'anno?
Vorrebbe dire che il 20-25% del fatturato turistico annuo sarebbe evaso.
Ma è credibile?
Circa il Titolo V ci sono due progetti di legge, di un solo articolo composto di tre righe, perfettamente identici e bipartisan fermi da anni nelle competenti commissioni.
Uno è stato presentato da Rutelli.
Ecco, poi ci manca solo che mettiamo alla presidenza di ENIT uno che scrive al figlio di lasciare il Paese:
Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Anche se poi disse che si trattava solo di una "provocazione", con un precedente così e senza nessuna reale competenza nel turismo, uno così non vedo perché dovrebbe fare il Presidente di ENIT.

frap1964 ha detto...

Me lo ricordo sì.
E guarda caso... ;-) e non a caso anche lo Gnudi ha riconosciuto, durante la replica nella recente audizione in X Commissione al Senato, che forse non si era proceduto come era dovuto, con le Regioni. Complimentoni a MVB.
Dopodiché essendo Pierluigi Mantini (UDC ex PD) presidente dell' Osservatorio Parlamentare del Turismo, è ovvio che nell' annunciato convegno risalti fuori 'sta storia del Titolo V (era tra i firmatari).

Luciano Ardoino ha detto...

Modifica dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione in materia di inclusione del turismo tra le materie attribuite alla competenza legislativa concorrente dello Stato e delle regioni

http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/32142.htm

Luciano Ardoino ha detto...

S'era perso il tuo commento e l'ho ritrovato con l'aggiunta di ...

Intanto va ricordato che sul titolo V giacciono alla Camera ed al Senato due proposte perfettamente identiche e presentate a distanza di due giorni, verso fine settembre 2009.
Al Senato da Rutelli e Zanda ed alla Camera da 56 deputati di tutti gli schieramenti, tra cui Pierluigi Mantini (UDC ex PD) presidente dell'Osservatorio Parlamentare del Turismo.
Ignorati per tre anni da MVB, convinta che sarebbe stato sufficiente avere "buoni rapporti" con le Regioni per risolvere il problema in modo diverso.
Ora, col pretesto di dover recepire una direttiva europea, si pretenderebbe, addirittura via decreto legislativo, di rivedere e riordinare +/- l'intera legislazione in materia turistica, senza l'intesa con le Regioni.
Dopo averle pure estromesse dal CdA di ENIT, commissariando l'ente. Basta leggere quel che han scritto nel loro parere. Nemmeno sono entrate nel merito delle questioni: han detto chiaro e tondo che è stato esercitato un eccesso di delega, tale da far ravvisare elementi di incostituzionalità del provvedimento.
Se anche MVB ha reclutato i suoi bravi esperti in materia giurisprudenziale (e leggendo la relazione introduttiva al CdT si capisce chiaramente che ne ha reclutati), anche un bambino capirebbe che, se anche il decreto arrivasse in aula, il ricorso alla Consulta sarebbe praticamente certo.
E addio onorificenze, medaglie e tutto il resto dell'ambaradan, che difficilmente potrebbero passare come "principi fondamentali" riservati alla legislazione dello Stato, se si trattasse di materia di legislazione concorrente.
Figuriamoci quindi addirittura in assenza di questa.
Come perdere tempo e farlo perdere alle varie commissioni di Camera e Senato.
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Poi di sicuro sulla modifica del titolo V ci sarà l'opposizione della Lega.
Per non parlare delle correnti di pensiero che ritengono sia invece la competenza legislativa concorrente Stato-Regioni l'elemento primo e più frequente di contenziosi e ricorsi alla Consulta.

Personalmente modificherei la proposta inserendo invece all'art. 117 comma 3 le parole 'turismo interno'. Obbligando in questo modo le Regioni a coordinarsi con lo Stato (via ENIT) per la promozione verso l'estero e per la legislazione nazionale.
E forse così si salverebbero capra e cavoli e si farebbe un passo avanti.
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Luciano Ardoino ha detto...

e ....

Successe la stessa cosa con Rutelli e i suoi 100 milioni di euro. Glielo avevano detto chiaro e tondo. Nonostante ciò fece inserire nella finanziaria 2008 (L. 244, 24/12/2007) i commi 194 e 195 all'articolo 2.

194
«Al fine di incentivare lo sviluppo strategico integrato del prodotto turistico nazionale mediante la promozione di economie di scala e il contenimento dei costi di gestione delle imprese del settore, con uno o piu' regolamenti da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite, nel rispetto delle competenze regionali, le procedure acceleratorie di semplificazione volte a favorire sia l'aumento dei flussi turistici sia la nascita di nuove imprese del settore. Tali
procedure devono privilegiare le azioni finalizzate, tra l'altro, alla razionalizzazione e alla riduzione degli adempimenti a carico delle imprese e dei termini di durata dei procedimenti, nonche' a definire specifici moduli procedimentali idonei a contestualizzare l'esercizio dei poteri pubblici»

195
«Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita' del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri, avvalendosi delle risorse umane, strutturali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, provvede ad assicurare il supporto tecnico-specialistico in favore dei soggetti nazionali e internazionali che intendono promuovere progetti di investimento volti a incrementare e a riqualificare il prodotto turistico nazionale, attivando le procedure di cui al comma 194».

Puntualmente il 5 marzo 2008 la regione Veneto fece ricorso, bloccando di fatto l'erogazione e l'utilizzo dei fondi. E si trattava di una legge (la legge statale + importante in assoluto), non di un decreto legge, come nel caso di MVB.

frap1964 ha detto...

Ah, oltre al Veneto, anche la Toscana ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro il Codice del Turismo (vedi a pag 3).
Ri-complimentoni a MVB.

Luciano Ardoino ha detto...

Da un primo sguardo credo che sia tale e quale a quello del Veneto.

frap1964 ha detto...

E siccome non c'è due senza tre:

N. 80 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 09 agosto 2011.

Ricorso per questione di legittimità costituzionale depositato in cancelleria il 9 agosto 2011 (della Regione Umbria). Turismo - Delegazione legislativa - Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo - Lamentata adozione di un testo normativo completo e organico in una materia di competenza esclusiva regionale senza coinvolgimento delle Regioni - Lamentata adozione sulla base di una norma di delega (legge n. 246 del 2005, c.d. "delega salva leggi") priva di oggetto e scaduta - Ricorso della Regione Umbria - Denunciata violazione della competenza legislativa regionale nella materia residuale del turismo, violazione dei principi di proporzionalità, ragionevolezza, leale collaborazione, violazione delle regole costituzionali per l'esercizio del potere delegato. - D.lgs. 23 maggio 2011, n. 79, art. 1, comma 1, ecc. ecc.

Ri-ri-complimentoni a MVB !!

Luciano Ardoino ha detto...

Proprio una persona ... "banale"

frap1964 ha detto...

Per la precisione dal sito della Corte Costituzionale risultano i seguenti ricorsi sul Codice del Turismo

Atto ---- Regione
2011/75 Toscana
2011/76 Puglia
2011/80 Umbria
2011/82 Veneto

Udienza unica per tutti il 06/03/2012, relatore Silvestri.

Complimentoni elevato alla quarta a MVB. :-D

frap1964 ha detto...

Se si dà un'occhiata ai ricorsi, si scopre che ciascuna regione ricorre sui seguenti articoli.commi:

- Toscana: 1.1, 2.2, 8,2, 16.1-2, 20.2, 21.1-2-3, 23.1-2, 24
- Puglia: 1.1, 2.2, 8.2, 16.1-2, 20.2, 21.1-2-3, 23.1, 24
- Umbria: 1.1, 2.2, 4.1-2, 8,2, 16.1-2, 20.2, 21.1-2-3, 23.1-2, 24, 30.1
- Veneto: 1, 2, 3.1, 8, 9, 10, 11.1, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 21, 68, 69

Dopodiché di tutto 'sto Codice si starà a vedere cosa rimarrà.
Nel complesso davvero un bel pastrocchio, degno di MVB.

Luciano Ardoino ha detto...

Beh, a parte il Veneto, tutte le altre Regioni hanno pressochè gli stessi articoli-commi.

Ecco da dove tirava fuori i suoi numeri (dati e statistiche) del turismo.
E io che credevo che i suoi numeri fossero le temperature e il grado di umidità.

Anonimo ha detto...

@Ardoino

Lo stipendio del presidente è poca cosa nell'ente del turismo, alcune decine di migliaia di euro all'anno, in confronto a quello che prende il direttore generale, circa 200.000 euro.
Pertanto non credo che Winteler accetti di buon grado poche lire per fare il presidente.
Grazie dell'ospitalità.

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

E' anche vero quello che scrive, ma nulla vieta che si possa retribuire un presidente e un direttore generale in base alle risultanze.
Forse, e ripeto forse, sarebbe anche l'ora che questi signori fossero pagati con una base ma con un bonus budget che possa rispecchiare ciò che già succede nelle aziende o nell'industria.

Se le presenze turistiche estere dovessero raggiungere un'incremento sulle due cifre ... non sarebbero soldi ben spesi ?

annasirolo ha detto...

@Luciano x anomino: vero!
PS: ma sta foto di Bocca??? dove l'hai trovata?

Luciano Ardoino ha detto...

Bocca purtroppo è anche fotogenico o forse fotoigienico.
Cerca cerca ho "beccato" quella che lo rispecchiava di più.
Di persona incute timore (agli altri), poichè è alto oltre 1,90 e ha quelle sopraciglia incurvate a mò di condor.

Hei un momento, il condor ha le sopraciglie?

Bah, non lo so ma in un modo o nell'altro gli assomiglia