domenica 1 gennaio 2012

Io non parlo di cose che non conosco e neanche Piero Gnudi lo fa. Infatti io non parlo di medicina e lui non parla di turismo. Solo che lui è il ministro del turismo

... e quindi, ch'io abbia buone possibilità di diventare Ministro della Sanità?

In attesa e comunque ... nessuno nasce imparato (neanche Piero Gnudi, il “nuovo” 73enne ministro del turismo italiano) e c’è chi l’è di più e chi di meno, ma l’essere ignoranti non è un male di per sé.
Chi non è ignorante?
Infatti non esiste un solo essere umano che non ignori qualcosa, e che non sia in qualche modo e per certi versi assolutamente profano in una data materia o chissà che altro.

Immagino che Albert Einstein non sapesse molto o addirittura nulla di cheratoplastica, il trattamento operativo della cataratta (Albrecht von Graefe 1828-1870), che è considerato il padre dell'oculistica e il primo trapianto di cornea (appunto la cheratoplastica) nel 1906 da parte di Eduard Zirm (1863-1944).

E probabilmente Christian Barnard non sapeva nulla di fisica delle particelle.

Io ad esempio, pur avendo lavorato per vent’anni tra padelle, pignatte e fuochi, non conosco la cucina guatemalteca, e sarei oltremodo sciocco se pretendessi di spiegare come si cucinano i Plátanos en Tentación a un gruppo di cuochi guatemaltechi.

Il buonsenso e l’umiltà (scientifica, ma non solo) esigono che si riconosca pubblicamente la propria ignoranza.
E non è mica una colpa; d’altronde c’è sempre qualcuno che ne sa più di noi su qualcosa.
Quindi io non parlo di cose che non conosco, e non lo faccio per un semplice motivo; non le conosco.
Se non conosco una cosa, come posso parlarne?
Al massimo ascolto e non mi prendo certo la briga di contraddire.
O meglio!
Come posso parlarne a ragion veduta?
Posso parlare di un film che non ho visto, di un libro che non ho letto, di un frutto che non ho assaggiato, di una musica che non ho ascoltato, di una teoria scientifica che non ho studiato?

No, l’unica cosa che posso fare è improvvisare, inventare, rielaborare idee di seconda o terza mano, mettere in fila alcune parole e costruire una favola da raccontare alla gente.
Va più che bene quando si cazzeggia tra amici, mentre si chiacchiera al bar o dal barbiere, persino quando ci si trova impreparati di fronte al professore che interroga e bisogna essere scaltri per evitare di prendere un brutto voto.

Ma che succede quando questo atteggiamento diventa la regola a tutti i livelli, o addirittura vieni “assunto” per un lavoro di notevole prestigio per un settore che non conosci e di cui devi essere l’indiscusso responsabile nazionale?
Cosa succede quando senza saper neanche fare l’allievo, ti mettono addirittura a fare il maestro?
Che succede quando l’ignoranza si sposa con l’arroganza e l’ottusità di chi è convinto di sapere?

Succede che non esistono più fatti, ma solo interpretazioni; succede che qualunque cosa può essere spacciata per scienza; succede che la realtà viene ribaltata, che la menzogna va al potere; succede che tutto può essere messo in discussione, tutto.
A caso, senza uno straccio di conoscenza, senza un “apparente” motivo, senza un perché (o forse si): solo perché disturba, perché non piace al parroco, perché non va di moda, perché minaccia lo status quo, perché è troppo complicato, perché è troppo difficile da capire.
E tutto questo succede nel turismo in Italia, nel 2012.
Cosa ci può salvare?
Nulla!

Con l’aiuto “involontario” di Yanez

P.S.: D’accordo sul fatto che il troppo parlare venga dal poco sapere, ma il non parlare mai (ved. Piero Gnudi) che dopo quasi 50 giorni non ha detto praticamente niente … e tantomeno fatto qualcosa … cosa vuol dire?

… e nel frattempo affoghiamo la disperazione in una fetta di Sacher al cioccolato.

6 commenti:

annasirolo ha detto...

Buon Anno ! come l'anno scorso, niente di nuovo. E' chiaro che Gnudi non parlerà mai di turismo, anzi, non parlerà mai in forma ufficiale in qualità di Ministro. L'avrebbe già fatto ... E la cosa non mi piace, ma .. che ne parlino almeno gli altri, mi professori, il Ministro Passera, che comunque sta decidendo delle sorti della vita degli italiani attraverso le misure "crescitalia" ... crescichè? se non si prende in considerazione il turismo. E non parlo di salvataggio di Valtur o simili, parlo di quell'infinita schiera di piccole e medie aziende che cercano di sopravvivere occupandosi di ospitalità. Non chiederei più al Ministro Gnudi un qualunque cenno di vita, ma chiederei a gran voce al presidente Monti, a Napolitano (..) e al ministro Passera di intervenire, di farci capire ... e ai vari notiziari televisivi e radiofonici chiederei di occuparsi di noi e non di appiattirsi tutti sugli stessi identici argomenti, citati anche nel medesimo ordine .. avete provato a vedere diversi TG per confrontarli? tutti uguali, parlano tutti delle stesse cose, usano tutti le stesse parole ... volete occuparvi di noi e del turismo per favore signori? (e non prendeteci in giro facendo andare l'inviato a Madonna di Campiglio o a Cortina e ...) Buon Anno!!

annasirolo ha detto...

http://www.ravenna24ore.it/news/ravenna/0022663-asshotel-incontra-ministro-piero-gnudi
quindi, qualcuno l'ha visto e sentito ....

Luciano Ardoino ha detto...

@Anna Sirolo

Ottima idea!

... quella di scrivere al presidente che a sua volta ...

Nel post precedente a questo c'è qualche informazione su Gnudi arrivata anonimamente (?), tra cui i contatti e decisioni con le Regioni, il prossimo con Renzi (Firenze) e altre cosette che col turismo non c'entrano poco.
Anche se ... tutto fa.

Buon Anno

vinc ha detto...

Heilà, Buon Anno a tutti!

Si riparte?

;-)

annasirolo ha detto...

@tutti: #Valtur: l'avrete sicuramente letto, ma volevo condividerlo... da TTG-28/12/2011
Con una lettera indirizzata al Governo, Astoi interviene sul caso Valtur. È il presidente dell'associazione dei tour operator, Roberto Corbella, a prendere la parola, avanzando dubbi e timori sull'intervento governativo nel salvataggio dell'azienda. "In questi ultimi mesi si sente parlare ripetutamente di possibili interventi dello Stato per ridare vita alla Valtur - scrive Corbella -, attraverso prestiti ponte e partecipazioni di capitale da parte di realtà statali o parastatali. Tali ipotetici interventi vengono giustificati attraverso motivazioni legate alla salvaguardia dei posti di lavoro e alla conservazione di un marchio storico".

Il ruolo dei commissari
E sulla corsa dei commissari straordinari verso la cessione degli asset dell'azienda, Corbella aggiunge: "Il compito dei commissari di Valtur, nominati nella logica di una "legge Marzano" applicata forse con un'eccessiva elasticità, è sicuramente, innanzitutto, quello di verificare la possibilità di cedere l'azienda, in tutto o in parte, a investitori privati, garantendone la continuità. I mesi trascorsi dovrebbero essere serviti, dunque, a verificare la concreta possibilità di trovare veri acquirenti interessati, anche perché la stagione estiva è alle porte. Se questo è avvenuto, bene e i migliori auguri di successo all'imprenditore che affronterà questa sfida. Qualora, però, i commissari non avessero trovato un vero acquirente, si astengano dall'inventare soluzioni nelle quali lo Stato, direttamente o indirettamente, si assume rischi d'impresa e si mette a fare l'operatore turistico".

Il monito al Governo
Il presidente di Astoi chiude la sua lettera lanciando un allarme sulle possibili conseguenze di aiuti statali a una singola azienda, a scapito dell'intero comparto. "A un Governo di professori e di esperti di antitrust non possono sfuggire le conseguenze perverse che aiuti di Stato, nei confronti di una singola azienda, possono causare a tutto il settore. Un aspetto sicuramente importante è, invece, quello di aiutare i lavoratori coinvolti in questa vicenda a trovare una valida collocazione laddove non si realizzi l'ipotizzata cessione dell'azienda; in questo caso, sicuramente, si potrebbero incentivare le assunzioni del personale, garantendo proporzionali sgravi fiscali che costerebbero comunque molto meno alle casse dello Stato"

sergio cusumano ha detto...

Effettivamente Corbella è stato l'unico a dire un qualcosa di valido sulla questione Valtur.

Ma li sotto ci sono cose che neanche ai Santi è dato sapere.
Se poi pensi che dai 300 milioni di debito si è passati ai 483 milioni in neanche in mese.
Come fanno a -scappare- 183 milioni di euro?

:-(