sabato 20 ottobre 2012

Turismo: Il Pulcino Pio


Capisco il fatto che quello finora dimostrato dal nuovo Governo dei tecnici non è che sia stato poi così svolto bene in ambito turistico (ved. nautica) (ved. Bolkestein), e vedi pure un po’ tutto quello che volete che tanto finora l’è andata proprio da “panico totale”.
Mentre non capisco per niente che alle tante belle parole non seguano mai dei fatti ... come alla brambillesca modaiola del tempo che per fortuna fu.

Ma soprattutto non intendo il perché non dobbiamo far altro che augurarci che non facciano dell’altre sciocchezze, infatti ...

Il governo Monti si riprende le competenze degli enti locali e riscrive il federalismo: così energia, infrastrutture (ovvero porti, aeroporti, strade e autostrade) e turismo dovrebbero tornare di competenza dello Stato centrale.
Questa una delle novità introdotte da palazzo Chigi nella nuova riforma del titolo V, al primo vaglio del Consiglio dei ministri e che poi dovrà ricevere il via libera dal Parlamento.

Nessuna modifica al Titolo V legata a una governance nazionale del turismo: per il presidente dell’Enit, Pier Luigi Celli, intervenuto all’apertura del TTG incontri di Rimini, non è il momento di compiere queste operazioni, semplicemente perché sono inutili.

Beh, mettersi d’accordo un po’ prima no?
Ma esaminiamo meglio la situazione!

Mario Monti vuole prendersi l’energia, le infrastrutture e il turismo, e fino a qua ci siamo.
Lasciamo fuori, per un momento dalla discussione, l’energia, anche perché non me ne capisco poi molto e non ultimo il fatto che nel turismo c’entra sicuramente meno delle infrastrutture, quindi …
… quindi il presidente dell’Enit, Pier Luigi Celli, annunciando l’accordo tra il suo ente con l’Ice, è andato anche oltre con una diretta frecciatina rivolta al ministro Passera, che risulterebbe troppo, molto e tanto impegnato ad accorpare, o quantomeno ipotizzare, annessioni di vari settori, magari arrivando a immaginarne una concentrazione nel ministero degli Affari Esteri.

Ice, Enit, Affari Esteri … mah?

Ebbene, sempre secondo il Celli, sulla questione si dice pronto al dibattito, purché non ci siano altri scopi o fini (ma no, dai, cosa vai a pensare, su!), non crede che un simile approccio possa generare un percorso virtuoso, e soprattutto ritiene più produttivo e meglio che il ministro pensasse di più al rilancio delle infrastrutture come porti, aeroporti e reti stradali che sono appunto gli anelli deboli per l’attrattività del turismo italiano.
Cosa di cui, qui su Tutto Sbagliato … siamo più che d’accordo … ma questo (la nostra miserrima opinione) c’entra ben poco.
Il Celli poi sostiene che entro l’anno sarà pronto il Piano Strategico realizzato in unione con le Regioni e occorrerà trovare anche delle risorse.
Sostenendo poi che i 18 milioni a disposizione sono appena sufficienti per la gestione della struttura: 14 milioni di euro!

In poche parole non ci sono palanche per programmare un buon piano di marketing e la prima mossa del Celli, qualche giorno fa, è stata quella che le Regioni non pagheranno più i servizi offerti dall’ENIT per la promozione all’estero dei territori regionali.
E alle Imprese turistiche aderenti al Club Italia sarà offerta l’opportunità di usufruire di una riduzione del 50% sul costo complessivo dei servizi richiesti.

Si vabbé, sono anche d'accordo (sono anni che lo sostengo), ma in questo caso ce ne saranno ancora meno di palanche, ovvio no?
Pertanto … qualcuno mi vuole spiegare che cippa di discorso è?

Però e in poche parole …
Il Titolo V rimane com’è, e le responsabilità bla bla bla rimangono alle Regioni, mentre le palanche per il marketing all’estero e non, prendono (in gran parte) la strada dell’Enit?
Quelle dei privati o forse l’accordo tra l’Ice, l’Enit e la Rai?

Giusto?
C’ho visto bene o devo cambiare gli occhiali?

In altre parole, Celli sta lavorando al Piano Strategico insieme alle Regioni, nella consapevolezza che la forza è nel brand Italia e che comunque l’offerta del nostro Paese è composta da prodotti che sono e dovrebbero restare regionali (si spera ma già si sapeva).
E che bisogna avere la ragionevolezza di operare in pieno coordinamento con Regioni e le imprese (toh, chi si rivede) … e la Rai un’impresa lo è?
O per impresa s’intende che l’è un “impresa” capire il dove vogliano andare a parare …

… certo che capirli non è per niente facile, né?
… e quando non è facile, va sempre a finire che fanno dei pasticci, e il Pulcino Pio ci va a finire sempre li.
Sarà anche piccolo il Pulcino Pio, ma personalmente non mi piace per niente … poi con quel becco che lo mette da tutte le parti …

Help, help me … please!
Di cose facili e semplici mai, vero?



9 commenti:

B. C. ha detto...

@Luciano


The best


Luciano Ardoino ha detto...

Albert Einstein

"I do not pretend that things will change if we keep doing the same. The crisis is the greatest blessing that can happen to people and countries, because the crisis brings progress. Creativity is born of anxiety as the day is born of the dark night. It is born in crisis inventiveness, discovery and major strategies. He who overcomes crisis surpasses himself without being "overcome".

Anonimo ha detto...

....pare che la corte dei conti abbia bocciato la nomina del dr.Babbi a direttore generale Enit per irregolaritá nella procedura adottata. Se cosí fosse, il dr.Celli e l'intero cda dovrebbero dimettersi e vergognarsi. Altro immobilismo gestionale, altre perdite di tempo e conseguenze simili. Per fortuna che questi sono i nuovi tecnici!!

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

Se così fosse sarebbe veramente un gravissimo errore.
E l'unica causale sarebbe che sia stata una cosa studiata.
Ma che motivo ci sarebbe stato per fare una str...anezza cosi?

PE-NO-SI

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

Infatti all'atto della presentazione da parte del cdm alla CdC, avevo notato che questa era antecedente alla scadenza (23 settembre) del Paolo Rubini.
Sarà forse questo il motivo?
Se così fosse sarebbe ancora ben più grave e da completi ... vabbè, hai capito!

Luciano Ardoino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luciano Ardoino ha detto...

Art. 7. Il Direttore generale 1. Il Direttore generale e' nominato dal Ministro delle attivita' produttive su designazione del consiglio di amministrazione, con contratto a tempo determinato della durata non superiore a tre anni, rinnovabile. 2. Il Direttore generale e' scelto tra persone in possesso dei requisiti per l'accesso alla dirigenza pubblica, di cui all'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, o di comprovata professionalita' in relazione ai compiti istituzionali dell'Agenzia. 3. Il rapporto di lavoro del direttore generale e' a tempo pieno ed e' regolato da contratto di diritto privato, approvato con deliberazione del consiglio di amministrazione, su proposta del Presidente. La relativa delibera e' approvata dal Ministero delle attivita' produttive, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze. 4. Il Direttore generale e' responsabile della gestione dell'Agenzia e partecipa senza diritto di voto alle sedute del consiglio di amministrazione, cura l'esecuzione delle relative deliberazioni e assicura l'unita' degli indirizzi tecnici, amministrativi e operativi. 5. Se il Direttore generale proviene dai ruoli dell'Agenzia o di altra pubblica amministrazione, per il periodo di durata dell'incarico e' collocato in aspettativa, comando o fuori ruolo, secondo i rispettivi ordinamenti.

Luciano Ardoino ha detto...

Note all'art. 7: - Si riporta il testo dell'art. 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche): «Art. 19.(Incarichi di funzioni dirigenziali). 1. Per il conferimento di ciascun incarico di funzione dirigenziale e per il passaggio ad incarichi di funzioni dirigenziali diverse, si tiene conto della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare, delle attitudini e della capacita' professionale del singolo dirigente, anche in relazione ai risultati conseguiti in precedenza, applicando di norma il criterio della rotazione degli incarichi. Al conferimento degli incarichi e al passaggio ad incarichi diversi non si applica l'art. 2103 del codice civile. 2. Tutti gli incarichi di direzione degli uffici delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, sono conferiti a tempo determinato, secondo le disposizioni del presente articolo. Gli incarichi hanno durata non inferiore a due anni e non superiore a sette anni, con facolta' di rinnovo. Sono definiti contrattualmente, per ciascun incarico, l'oggetto, gli obiettivi da conseguire, la durata dell'incarico, salvi i casi di revoca di cui all'art. 21, nonche' il corrispondente trattamento economico. Quest'ultimo e' regolato ai sensi dell'art. 24 ed ha carattere onnicomprensivo. 3. Gli incarichi di Segretario generale di ministeri, gli incarichi di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali e quelli di livello equivalente sono conferiti con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente, a dirigenti della prima fascia del ruolo unico di cui all'art. 23 o, con contratto a tempo determinato, a persone in possesso delle specifiche qualita' professionali richieste dal comma 6. 4. Gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale sono conferiti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente, a dirigenti della prima fascia del ruolo unico di cui all'art. 23 o, in misura non superiore ad un terzo, a dirigenti del medesimo ruolo unico ovvero, con contratto a tempo determinato, a persone in possesso delle specifiche qualita' professionali richieste dal comma 6. 5. Gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale sono conferiti, dal dirigente dell'ufficio di livello dirigenziale generale, ai dirigenti assegnati al suo ufficio ai sensi dell'art. 4, comma 1, lettera c). 6. Gli incarichi di cui ai commi precedenti possono essere conferiti con contratto a tempo determinato, e con le medesime procedure, entro il limite del 5 per cento dei dirigenti appartenenti alla prima fascia del ruolo unico e del 5 per cento di quelli appartenenti alla seconda fascia, a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, che abbiano svolto attivita' in organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche e private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e post-universitaria, da pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di lavoro, o provenienti dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato. Il trattamento economico puo' essere integrato da una indennita' commisurata alla specifica qualificazione professionale, tenendo conto della temporaneita' del rapporto e delle condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali. Per il periodo di durata del contratto, i dipendenti di pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell'anzianita' di servizio.».

Luciano Ardoino ha detto...

Art. 13. Disposizioni finali 1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, il Ministro delle attivita' produttive, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, propone al Presidente del Consiglio dei Ministri la nomina del Presidente e provvede alla nomina del consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori ai sensi degli articoli 4, 5 e 6. 2. Entro centottanta giorni dalla data di insediamento il consiglio di amministrazione delibera il nuovo Statuto. 3. Entro novanta giorni dalla data di approvazione del nuovo Statuto il consiglio di amministrazione delibera i nuovi regolamenti di contabilita' ed organizzazione. 4. Alla data di entrata in vigore del presente decreto il personale in servizio presso l'ENIT confluisce nel ruolo del personale dell'Agenzia, conservando il proprio trattamento giuridico ed economico e senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato. 5. Al personale dell'Agenzia si applicano le disposizioni del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche' quelle dei contratti per il comparto del personale degli enti pubblici non economici. 6. L'ENIT-Agenzia nazionale del turismo succede in tutti i rapporti giuridici, attivi e passivi, dell'ENIT. 7. E' abrogata la legge 11 ottobre 1990, n. 292, recante ordinamento dell'Ente nazionale per il turismo. 8. Dall'attuazione del presente regolamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.