lunedì 22 ottobre 2012

Turismo: 30 miliardi di euro in 10 anni


Piano del ministro Gnudi: governance più accentrata e riforma dell’Enit.

Cinquanta azioni concrete, dal riassetto della governance a una nuova offerta ricettiva, possono rimetterci in carreggiata nella competizione internazionale sul turismo.

Piero Gnudi, ministro per gli Affari regionali, il turismo e lo sport, ha appena incontrato le Regioni per presentare il Piano strategico, già illustrato nei gironi scorsi al premier Mario Monti.
“Speriamo ora di procedere rapidamente, con l’adozione da parte del consiglio dei ministri entro l’anno, poi a gennaio consulteremo tutti gli stakeholder nell’ambito della Conferenza nazionale del turismo e potremo eventualmente recepire nuove osservazioni".

L’obiettivo del piano è incrementare l’impatto del turismo sul Pil reale dai 134 miliardi del 2010 a 164 mld nel 2020, con un contributo aggiuntivo di 500mila posti di lavoro.

Trenta mld in più di Pil in 10 anni: numeri impegnativi, soprattutto in un contesto di crisi.
“Crediamo sia una stima realistica, che ipotizza il turismo domestico costante e punta a crescere nel turismo internazionale portando la quota di mercato nel nostro bacino di competizione.
Europa occidentale e Mediterraneo, dall’11 al 13/14%”.

Dal 2000 al 2010 la crescita dell’Italia nel turismo internazionale è stata inferiore al 2% rispetto al 7,7% del bacino di riferimento.
“Il nostro obiettivo è far crescere il turismo, sia nella componente internazionale che domestica del 2,2% in media l’anno fino al 2020, con un focus molto forte sui Paesi Bric e in generale sui turisti stranieri a più alta marginalità”.

Ma come prendere quota nelle graduatorie?
Il Piano elaborato con i consulenti di Boston Consulting propone 50 azioni, dalla “rottamazione” degli alberghi a una tassa di scopo nazionale: un mix da attuare non con un unico provvedimento ma con singole iniziative, norme o atti amministrativi da inserire in diversi “veicoli”.
Il problema tuttavia è rappresentato dai tempi sempre più stretti della legislatura e dalla difficoltà di trasformare la teoria in proposte attuate.
“Ne sono consapevole – dice Gnudi – ma so che è stato fatto un buon lavoro, spero che sarà tenuto conto da chi subentrerà e dovrà implementarlo. Comunque sono fiducioso perché il Piano ha riscosso l’appoggio convinto di tutte le Regioni e questo sarà di grande aiuto per dare continuità”.

Gnudi mette in evidenza le priorità, a partire dalla formazione, e da una governance e un’offerta più organizzata e sinergica, soprattutto non più frammentata.
“Oggi abbiamo la promozione delle singole Regioni ma non quella del Paese, con paradossi come singole province che campeggiano sui grandi cartelloni pubblicitari in una piazza come Shanghai. Il risultato, quando ci presentiamo ad alcuni grandi mercati, è insoddisfacente perché non promuoviamo il marchio Italia, peraltro dotato di un fortissimo appeal”.

Insomma secondo Gnudi è più che mai opportuno quanto previsto dal ddl di riforma del Titolo V della Costituzione che trasforma la legislazione sul turismo da esclusiva delle Regioni a concorrente.
L’attuale governance, a leggere il Piano, non ha portato a grandi risultati se è vero che 30 anni fa l’Italia era il primo Paese in Europa per turismo inbound (in arrivo) sulla spesa globale dei viaggiatori internazionali, e oggi siamo solo alle spalle di Spagna e Francia.
Maggiore sinergia vuol dire anche riforma dell’Enit, che potrebbe trasformarsi in una società per azioni ma di certo avrà un ruolo sempre più commerciale e un maggiore orientamento al canale online.

“Non può limitarsi all’attività di promozione all’estero ma deve essere una struttura che opera anche al servizio delle Regioni per aiutarle a progettare nuovi prodotti”.
Dall’Enit al Mezzogiorno il passo è breve, perché molto lavoro andrà svolto per valorizzare proprio le regioni meridionali.
“Per troppo tempo – osserva Gnudi – si è pensato che lo sviluppo del Sud passasse solo per l’industria, costruendo cattedrali nel deserto. Oggi paghiamo il conto: solo il 13% del turismo internazionale raggiunge il Mezzogiorno e negli ultimi 10 anni le cinque grandi Regioni meridionali hanno inciso solo per il 12% del totale delle notti di stranieri e il 5% della crescita”.

Di qui l’idea di lanciare due nuovi grandi poli turistici sul modello di quanto realizzato negli anni 60 con la Costa Smeralda.
“C’è un concreto interesse da parte dei fondi sovrani esteri ad investire nel nostro turismo, com’è anche stato testimoniato da recenti importanti acquisizioni”.
Tra le azioni individuate dal Piano 25 sono finalizzate al miglioramento dell’offerta, da quella infrastrutturale (“a medio termine servirà senz’altro un ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino”) a quella ricettiva.

“Abbiamo diverse idee, a partire dalla “rottamazione” degli alberghi, un piano per favorire il rinnovamento delle strutture attraverso la concessione di benefici di tipo urbanistico”.
Più difficile parlare di agevolazioni fiscali perché, anche nel caso del turismo, la crescita, almeno per ora, va fatta a costo zero o comunque con risorse limitate.
Un aiuto di certo, se andrà in porto, potrà arrivare dalla tassa di scopo che dovrebbe andare a sostituire, uniformandole, le varie tasse di soggiorno spuntate in giro per l’Italia.
Per il resto s’impone prudenza.
“Con questo Piano - precisa Gnudi – non chiediamo nell’immediato ingenti risorse. L’obiettivo principale che ci poniamo è che il turismo rimanga al centro dell’agenda di questo governo e di quelli che verranno, affinché sia una delle leve essenziali per far riprendere al Paese la strada dello sviluppo”.




P. S.: Ma se sono mille anni (quasi) che stiamo dicendo le medesime cose ... a parte la "rottamazione" degli alberghi che ancora non si capisce il che cosa voglia dire (ma si intuisce, né).
E ci voleva il fior fiore della consulenza mondiale per dire le medesime cose? 

10 commenti:

vinc ha detto...

@Luciano

Assurdo!

Queste cose le stiamo dicendo da più di vent'anni.

:-(

Luciano Ardoino ha detto...

@Vincenzo

E non credo che siamo i soli

:(

Anche se ad onor del vero noi le scriviamo pure mettendoci la faccia e prendendo, non 20 ma per trent'anni, delle grandi palate di vabbeh sul muso.
Adesso?

Continuiamo a prenderle lo stesso!

Ma ormai c'abbiamo fatto l'abitudine e va bene così.
Beh, manco troppo bene però.

:(

sergio cusumano ha detto...

@Luciano e Vinc


Non pigliatevela a male, in Italia va così.

:-D

sergio cusumano ha detto...

http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2012/10/22/790691-turismo_firenze_prima_parigi_londra_ponte_santi.shtml

frap1964 ha detto...

Notare lo stile:
"Speriamo ora di procedere rapidamente, con l’adozione da parte del consiglio dei ministri entro l’anno, poi a gennaio consulteremo tutti gli stakeholder nell’ambito della Conferenza nazionale del turismo e potremo eventualmente recepire nuove osservazioni"

Per la serie, "intanto si fa così" poi nel caso aggiusteremo i dettagli.
La legge costituzionale deve fare un doppio passaggio così com'è, se si comincia con gli emendamenti non si finisce più.
Voglio sperare sian così furbi da metterla in provvedimento separato dall'adozione del piano strategico nazionale (per il quale basta una legge ordinaria, ma che si deve fare DOPO che sul piano formale ci si sono riprese le competenze per poterla approvare; altrimenti si fa la seconda del Codice del Turismo).
Han dormito per mesi sulla questione fondamentale (la governance) per scoprire solo poi che era invece il nodo di tutto.
E han buttato 50mila euro per farsi dire le cose che le associazioni di categoria, da anni, dicono che devono esser fatte.
Questo succede quando a fare il ministro ci metti uno che fino al giorno prima si occupava di tutt'altre cose (idem per l'AD di Enit, ovviamente).

Luciano Ardoino ha detto...

@Frap

Infatti.

Gnudi prima ha avuto bisogno di tempo per poter cominciare a capirne qualcosa, poi ha seguito i suggerimenti di quelli che le stesse cose le dicono da un mucchio di tempo, e il risultato è che non si farà in tempo a fare una benemerita mazza.
Tu dici che speri siano così furbi da metterla in provvedimento separato dall'adozione del piano strategico nazionale per il quale basta una legge ordinaria ... bah, non ci giurerei.
Comunque ...

Anonimo ha detto...

Lo diciamo da anni: le regioni non devono occuparsi di turismo. Devono predisporre le offerte, la promozione va centralizzata.

Ora che l'Enit è in buone mani la cosa è finalmente possibile.

Anonimo ha detto...

E il vostro Salone Nautico ha perso il 23%.

TTG Incontri centra un nuovo record e chiude l'edizione 2012 con oltre 50mila presenze (50.685), pari a un incremento del 4 per cento rispetto allo scorso anno. Una crescita significativa in un momento di mercato difficile per il settore: un risultato ottenuto grazie alla forte crescita dei visitatori.

“TTG Incontri, TTI e IBE, insieme, si sono ancora una volta confermati capitale nazionale del business turistico – dichiara Paolo Audino, amministratore delegato di TTG Italia –. Un evento in grado di orientare le relazioni del mercato e riattivarlo. Un’edizione quanto mai vivace, espressione della voglia di futuro delle aziende, pronte a rimettersi in gioco e rischiare, per rinnovare il proprio modello di business e ripartire”.

Inaugurata dal presidente dell’Enit Pier Luigi Celli la manifestazione ha visto la partecipazione di 2.400 imprese del turismo, tra cui Enti del turismo internazionali provenienti da oltre 100 Paesi, molti dei quali hanno scelto l’appuntamento di Rimini come unica fiera italiana in cui promuoversi e incontrare il mercato.

“TTG Incontri si inserisce in un momento di grande trasformazione per il mercato in generale e per il mercato turistico in particolare – ribadisce il presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni -. Per questo motivo un evento così importante come questo, rappresenta il luogo in cui si progetta e si respira il cambiamento del settore. TTG Incontri è stato anche quest’anno grande opportunità di business e di confronto per tutti gli operatori, il luogo da cui far ripartire con fiducia il motore dell’economia del turismo”.

L'edizione 2012 ha inoltre fatto registrare una foltissima presenza di agenzie di viaggi, che sono risultate mai così numerose come quest'anno.

“È questo l’appuntamento indispensabile per le imprese del turismo, è qui che è possibile leggere le tendenze del settore - ha affermato Gian Luigi Piacenti, presidente di TTG Italia -. Un successo che non è casuale: ogni giorno TTG è a stretto contatto con il mercato grazie ai suoi prodotti editoriali, agli eventi incoming e outgoing, ai progetti formativi che tutto l’anno ci permettono di dialogare con i professionisti del settore, di cogliere le domande e dare risposte concrete”.



Jennaro ha detto...

30 miliardi di visite in 10 anni? E ci credo, con tutti 'sti cinesi ...

:-)

frap1964 ha detto...

Se c'era bisogno di una conferma che avere un'incompetente come AD di ENIT sarebbe stato un potenziale problema per il prossimo triennio, ora ce l'abbiamo.
Non è un caso che le associazioni di categoria la pensino diversamente da lui.
Ma perdi tempo de che, se il Parlamento nel frattempo cambia una norma costituzionale?
Ma pensa a fare il tuo lavoro, se ne sei capace.
Il tempo (e i soldi) li perdiamo noi a pagare uno stipendio per i prossimi tre anni ad uno così.